“Il ministro Rotondi è un simpatico antico democristiano, ma sono passati venti anni e nel frattempo il mondo è cambiato; ci sono milioni di persone che al mattino si alzano per lavorare il doppio e guadagnare la metà di noi, quindi dobbiamo prenderne atto altrimenti tra dieci anni saremo dei nobili decaduti in miseria”. Il Responsabile Luciano Sardelli si schiera nella posizione diametralmente opposta a quella scelta da Gianfranco Rotondi. Stamani, il ministro per l’attuazione del programma, è uscito allo scoperto sostenendo che i tagli ai privilegi sono superflui e fuori luogo: “Se Berlusconi vuole tenere insieme il governo fino al 2013 deve anzi tutelare senatori e deputati, tanto – ha detto – la gente ci detesta”.

“Non scherziamo”, dice Sardelli. Per il capogruppo alla Camera dei Responsabili “è giusto tagliare i privilegi, non solo ai parlamentari. Noi ne abbiamo molti, ma non solo noi: i sindacati, la corte costituzionale, le municipalizzate, i consigli di amministrazione, l’esercito di chi vive con la politica, a sinistra più che a destra. Ed è un nostro dovere e di tutti eliminarne qualcuno se questo può servire ad aiutare i precari, i giovani in particolar modo a uscire da una condizione di instabilità e incertezza”. Insomma non basta usare il bisturi, come vuole Giulio Tremonti, ma l’accetta come vuole la Lega.

“Siamo chiamati a un atto di responsabilità per far saltare il sistema e il metodo che è sopravvissuto a tangentopoli per certi versi”, aggiunge Sardelli. “Rotondi è un simpatico antico democristiano, ma son passati venti anni nel frattempo è cambiato il mondo. Ci sono milioni di persone che al mattino si alzano per lavorare il doppio e guadagnare la metà di noi e quindi dobbiamo prenderne atto, altrimenti saremo dei nobili decaduti in miseria”. Perché, dice, “non dobbiamo temere l’impopolarità. Noi apprezziamo il coraggio dell’impopolarità e apprezziamo l’operato di Tremonti”.

Del resto “questo è un momento cruciale per il Paese. Serve coraggio. Non capisco la Lega che continua a meravigliarsi dell’ovvio: che perdiamo consensi. Perdiamo consensi perché gestiamo una delle fasi più difficili per il Paese, forse la più difficile del dopo guerra”, afferma Sardelli. “Dobbiamo prenderne atto, dobbiamo parlare con i cittadini con onestà, parlare di solidarietà, patto generazionale, distribuzione del reddito, modelli e qualità di vita. Sono precari i tempi, le persone, il lavoro, la politica. Oggi tutto è precario. Chi non lo vede parla di un mondo che non c’è più. Per mesi si sono scagliati contro di noi, ora possiamo prendercela con Tremonti per un mese, due. Ma i problemi così non si risolvono e il tempo non li cancella di certo. Dobbiamo agire noi”. Da Responsabili.