Abbiamo vinto i referendum e Berlusconi è alla frutta… Ma ora dobbiamo dire dove li troviamo 40 miliardi di euro in 2 anni, che non sono noccioline…

Carissimi vincitori dei referendum, popolo festante che danzi sul declino berluschino, mi dispiace rompere i santissimi come un’obsoleta maestrina dalla penna rossa, ma qui mi sembra che stiamo scantonando dal nostro più urgente dovere cosmico.

Ho fatto una ricerca sul web e ho ascoltato parecchi dibattiti televisivi aspettandomi che qualche intellettuale progressista mi dicesse dove li troviamo questi soldi indispensabili per evitare il crac finanziario.

Le risposte che ho trovato sono veramente poche e molto grossolane e parziali.

Proprio perché il governo agonizza dobbiamo finalmente smetterla di limitarci a dire cosa non va nell’uomo che ha fottuto un’intera nazione bungando la Costituzione Repubblicana. Gli italiani hanno già dimostrato nelle urne che hanno capito.

Adesso è ora di voltar pagina e passare alle proposte: dove prendiamo questi 40 miliardi di euro?

E già che ci siamo, visto che le toppe non bastano, dove troviamo almeno altri 40 miliardi, all’anno, per ridurre finalmente le tasse su salari e pensioni e ripristinare una serie di servizi sociali essenziali che B. ha buttato nel cesso (assistenza disabili, scuola, devianza)?

E qui però dobbiamo smetterla con i discorsi vaghi, qui servono piani e conti precisi, individuare il come e il quando nel dettaglio. Cioè giuro che mordo al polpaccio chiunque mi dice: “tagliamo le spese militari” mi devi dire COSA tagli, QUANTO tagli e come fai a farlo.

Sappiamo già che lo Stato potrebbe risparmiare cifre spaventose di denaro incrementando la caccia agli evasori, eliminando gli sprechi, diminuendo la burocrazia, abbattendo finanziamenti pubblici ai partiti, alla stampa, sciogliendo (con la forza, resisteranno…) Province e Comunità Montane… Ripetere questa filastrocca non mi soddisfa più, perché poi abbiamo visto che i nostri parlamentari, anche quando hanno loro la maggioranza, si spaccano proprio sui dettagli del COME FARE questi tagli di cui sento parlare da quando mi eccitavo guardando le foto di Marilyn Monroe in bikini (cioè: tanto tempo fa). Quindi cari candidati se volete il mio voto, me lo dovete proprio firmare un contratto chiaro che mi dica DOVE si taglierà e quanti giorni ci vorranno per farlo a partire dall’insediamento del prossimo, auspicabile, governo progressista.

Il buon senso e il pericolo finanziario che minaccia il nostro paese, ci impongono di costruire qualunque alleanza progressista sulla base di un progetto vero e credibile da condividere PRIMA delle elezioni.

E io personalmente sghignazzerò orrendamente in faccia a qualunque candidato alle primarie del centrosinistra che non mi dica e-s-a-t-t-a-m-e-n-t-e dove trova i soldi.

E invito chiunque abbia una competenza professionale su questi temi ad aprire la discussione, a cominciare dallo spazio dei commenti a questo articolo.

Ed è chiaro che un aiuto positivo in questa direzione potrebbero darlo anche molti giornalisti e opinionisti.

Ma anche i comuni cittadini avrebbero il diritto e il dovere di sforzarsi ed esprimere la propria opinione, a volte i non professionisti hanno intuizioni felici.

Ecco quindi 5 semplici domande che rivolgo agli italiani di buona volontà e ai nostri beneamati leader, domande semplici alle quali bisognerebbe rispondere con numeri piuttosto che con frasi filosofiche in politichese che, sinceramente, mi hanno triturato parti preziose del mio corpo e della mia anima.

  1. Quanti miliardi di euro si potrebbero realisticamente recuperare dall’evasione fiscale nei prossimi due anni? Come? (E non dirmi che si potrebbe recuperare il 100% perché non sei Mandrake)
  2. Quanti miliardi di euro risparmieremmo tagliando Province, Comunità Montane, finanziamento pubblico ai partiti e alla stampa, dimezzando il numero dei parlamentari, abbassando lo stipendio e i benefit dei medesimi portandoli sulla media europea e facendola finita una volta per tutte con auto blu, scorte armate inutili, aerei di Stato per stronzate, e missioni all’estero con 50 amichetti e parenti per volta?
  3. Quanto denaro potremmo tagliare di spese militari per nuovi acquisti di navi e cacciabombardieri?
  4. Quanto abbandonando le missioni militari internazionali? Come si fa a pretendere che un paese sull’orlo della bancarotta spenda 1 miliardo di euro (2 mila miliardi di lire) in operazioni militari?
  5. Quanto si risparmierebbe aumentando l’efficienza energetica delle strutture pubbliche? Quanto razionalizzando, sburocratizzando e semplificando la gestione della pubblica amministrazione, della giustizia, della sanità, dei servizi sociali, della scuola, della mutua, dell’esercito, delle aziende a partecipazione statale e di tutto il patrimonio dello stato?

Ben conscio della mia crassa ignoranza riporto qui di seguito i frutti della mia piccola ricerca sul web.

Innanzi tutto non sembra poi così facile capire quanto si evade in italia.

Ho trovato centinaia di articoli sulla necessità di tagliare le tasse sui salari e le pensioni, ma su quanto costerebbe c’è un silenzio imbarazzante. L’unico articolo con dei bei numeri l’ho trovato sul Sole24Ore. Qui si sostiene che il solo taglio delle tasse sulle tredicesime costerebbe 8-9 miliardi di euro dei quali 5 andrebbero a incrementare gli acquisti delle famiglie e quindi ci sarebbe un ritorno in termini di aumento dell’Iva.

Nel 2011 si spenderanno più di 20 miliardi di euro per le forze armate, dei quali più di 3 miliardi di euro in nuovi armamenti.

In un convegno a Alcatraz sugli sprechi dello stato organizzato da Franca Rame nel 2006, si valutò in 5-10 miliardi lo spreco energetico, trovi i link ai video e ai materiali qui.

Si indicarono anche una serie di interventi per aumentare l’efficienza amministrativa e si determinarono le entità di una serie di interventi parziali.

Un successivo approfondimento di proposte e valutazioni fu fatto nel convegno 10 leggi per salvare l’Italia, nel 2007.

Secondo alcuni, ma il calcolo andrebbe approfondito in modo particolare, si potrebbero tagliare più di 2 miliardi all’anno eliminando Province e Comunità Montane e alcune altre sovrapposizioni istituzionali.

Il costo globale della politica è valutato in 4 miliardi all’anno mentre il costo dello spreco pubblico è indicato in 80 miliardi l’anno. In questo studio della Uil invece si parla di 24,7 miliardi di euro di costo complessivo della gestione della macchina istituzionale (dai consigli comunali in su) con possibili risparmi di razionalizzazione del sistema per più di 6 miliardi di euro.