Vinceremo i referendum perché chi li ha promossi è una moltitudine inarrestabile di associazioni, comitati, reti, cittadini, pubbliche amministrazioni, che stanno cambiando, dal basso, questo Paese.
Vinceremo i referendum perché le persone si stanno riprendendo dalla sbornia liberista.
Vinceremo i referendum perché noi non vogliamo il nucleare, e perché l’acqua rimarrà pubblica!

Vinceremo i referendum perché girando per le strade, le piazze, i vicoli delle nostre città ovunque spuntano iniziative, eventi, manifestazioni. Ed è un ininterrotto e inarrestabile serpentone di colori, suoni, parole, mani. Scelte e facce di comunità, visioni altre di futuro e giochi di partecipazione e convivialità.

Vinceremo i referendum perché le privatizzazioni mai e poi mai sono riuscite a migliorare i servizi, ridurre le tariffe, ampliare gli investimenti, cancellare la distanza tra cittadini (quelli che certa gente chiama utenti) e i consigli di amministrazione.
Vinceremo i referendum perché il nucleare è il più grande bluff di questo Governo privo di una prospettiva energetica realmente sostenibile, fatta di efficienza, risparmio, filiera corta della distribuzione, fonti rinnovabili, autoconsumo.
Vinceremo i referendum perché l’acqua è di tutti, mia, tua, nostra, proprio di tutti, e questo tutti oggi scende in piazza, lotta, si ribella, torna a essere noi.

Vinceremo i referendum perché da questo gesto, voto, manifesto, riprende un cammino che sembrava interrotto e che da anni, nell’ombra, conta migliaia e migliaia di passi, scelte, azioni, scenari di un mondo e di un’Italia diversi. Un luogo e un tempo in cui vale la pena tornare ad essere comunità. Un luogo e un tempo dove il quorum, da tempo, si raggiunge ogni giorno!