Sbarco di un barcone di circa 900 clandestini libici nel ragusano

Un barcone con 917 persone a bordo è stato intercettato e soccorso nella notte da due unità della guardia di finanza a sud di Capo Passero. Fra i quasi mille migranti, libici e di origine subsahariana, anche donne e bambini. Gli immigrati sono stati inizialmente accompagnati nel centro di accoglienza temporanea di Pozzallo, nel ragusano. Alle operazioni di soccorso hanno partecipato anche alcune motovedette della Guardia Costiera.

I finanzieri che li hanno accolti nella notte a Pozzallo non credevano ai loro occhi. Sul peschereccio di oltre 20 metri erano stipati molti di più dei 400 migranti stimati in un primo tempo: secondo un conteggio, non ancora definitivo, riferiscono fonti delle fiamme gialle, a bordo c’erano 917 persone, tra cui circa 150 donne e bambini. Una cinquantina di loro è stata trasportata in ospedale. A mezzogiorno un vertici in prefettura servirà fare il punto definitivo, anche sul fronte dell’accoglienza di questo ingente gruppo di profughi. “Tutti erano stremati – spiegano i finanzieri – una massa umana impressionante che aveva occupato ogni millimetro dell’imbarcazione. Tantissimi i bambini e le donne. Questa volta, infatti, sono partite famiglie intere”.

I profughi hanno raccontato di essere partiti dalla Libia quattro giorni fa e di provenire dall’Afria subsahariana. Agganciati prima dai maltesi, la navigazione è stata fatta proseguire verso la Sicilia: i finanzieri li hanno intercettati 14 miglia da Pozzallo e li hanno immediatamente soccorsi.

Lo sbarco record diventa un nuovo motivo di malumori nei confronti di Malta.  “Nella mattina di ieri – raccontano fonti della guardia di finanza – erano stati agganciati dalle motovedette maltesi nella acque di loro competenza, ma si sono limitati a dare loro un po’ d’acqua e qualche salvagente, senza preoccuparsi di verificare se avessero bisogno di aiuto né tanto meno hanno voluto prenderseli in carico, considerato, peraltro, che il barcone era pieno all’inverosimile. Forse era il caso di condurli subito sulla terra ferma. Invece, sono stati semplicemente monitorati e li hanno fatti proseguire verso l’Italia. E quando e’ toccato a noi li abbiamno soccorsi senza farci domande sulla competenza”.