Politica ridotta “a litigio perenne” e stampa asservita o troppo antagonista e disfattista. E’ la denuncia del presidente della Cei Angelo Bagnasco. Il cardinale di Genova ha fatto queste considerazioni  dopo aver ricordato la partecipazione della Chiesa alle celebrazioni per i 150 anni dell’unità del Paese, ricordando che la rappresentazione pubblica della politica non è l’unica possibile nè l’unica corretta. “Eppure – ha aggiunto – non ci sono scusanti. La politica che ha oggi visibilità è, non raramente, inguardabile, ridotta a litigio perenne, come una recita scontata e – se si può dire – noiosa…”.

“La gente – ha aggiunto – è stanca di vivere nella rissa e si sta disamorando sempre di più. Gli appelli a concentrarsi sulla dimensione della concretezza, del fare quotidiano, della progettualità, sembrano cadere nel vuoto”. Ma il richiamo non è solo alla politica: “A potenziale contrasto, c’è una stampa che appare da una parte troppo fusa con la politica, tesa per lo più ad eccitare le rispettive tifoserie, e dall’altra troppo antagonista, e in altro modo eccitante al disfattismo, mentre dovrebbe essere fondamentalmente altro: cioè informazione non scevra da cultura, resoconto scrupoloso, vigilanza critica, non estranea ad acribia ed equilibrio”.

“Dalla crisi oggettiva in cui si trova, il Paese non si salva con le esibizioni di corto respiro. Se ciascuno attende la mossa dell’altro per colpirlo, o se ognuno si limita a rispondere tono su tono, – ha ammonito il presidente dei vescovi – non se ne esce, tanto più che la tendenza frazionistica si fa sempre più vistosa nello scenario generale come all’interno delle singole componenti”. Bagnasco ha quindi ricordato il recente appello del Papa ad Aquileia, a una nuova generazione di politici cattolici impegnati per il bene comune, e ha annunciato che la Chiesa “si sta impegnando a formare aree giovanili non estranee alla dimensione ideale ed etica, per essere presenza morale non condizionabile”.