Operazioni di voto a Cagliari

Novantasette sindaci da eleggere e un segnale forte da mandare al Governo a proposito di nucleare. Gli elettori sardi, oggi e domani, hanno non soltanto l’incombenza di rinnovare i Consigli di 97 comuni, tra cui Cagliari, Olbia, Carbonia e Iglesias dove si giocano le sfide più importanti tra centrodestra e centrosinistra, ma anche l’importante responsabilità di esprimersi sul nucleare. Il voto sul referendum contro le centrali e le scorie nucleari è il frutto del lavoro iniziato circa due anni fa dal comitato “Si.Nonucle” che ha raccolto le firme per promuovere la consultazione. Una battaglia contro il nucleare e a favore della croce sul sì che ha ottenuto nell’isola una mobilitazione massiccia e assolutamente trasversale.

Tutte le forze politiche, di centrodestra e centrosinistra hanno rivolto appelli agli elettori (oltre 1 milione 479 mila per il referendum, mentre sono 481 mila per le amministrative) affinché diano un segnale forte al Governo. Ma a parte la questione referendaria, un messaggio chiaro a Roma potrà arrivare anche con la scelta dei sindaci, soprattutto per quanto riguarda Cagliari e Olbia dove da anni il centrodestra domina incontrastato. Alle 19 i dati forniti dalle Prefetture hanno fatto registrare un incremento dei votanti in tutte le Province, aggirandosi intorno al 40 per cento (Sassari ha superato il 43) contro il 35 delle precedenti consultazioni.

A Cagliari i candidati sono 9, ma la sfida più importante si gioca tra Massimo Fantola (sostenuto dal centrodestra ma non da Fli che scende in campo con Ignazio Artizzu, il consigliere che alle ultime regionali ha ottenuto più voti in assoluto) e il giovane (anagraficamente parlando, visto che ha 35 anni, ma con alle spalle una lunga militanza nel Pds e Ds) Massimo Zedda sostenuto da tutto il centrosinistra. A Olbia i contendenti sono 6, ma il duello è tra il parlamentare Pdl Settimo Nizzi e l’ex sindaco (sino al febbraio scorso) Gianni Giovannelli; proprio con quest’ultimo (di fatto dimissionato dal centrodestra dopo le sue dure prese di posizione contro le interferenze nella vita amministrativa) la Sardegna propone di fatto un test della cosiddetta coalizione di “salute pubblica”, una grande alleanza che vede insieme il centrosinistra e il terzo polo.

di Cinzia Simbula