“Spettacolo indecoroso, un governo che si regge su cambiali pagate o da pagare”. No, “Logica assegnazione di posti”. E’ durissima la polemica fra maggioranza e opposizione sull’ultimo allargamento della maggioranza siglato questa mattina con la nomina di nove nuovi sottosegretari (Rosso, Bellotti, Melchiorre, Polidori, Cesario, Gentile, Misiti, Villari, Catone) e un consigliere personale (Calearo) nel corso del Consiglio dei ministri. Un allargamento che ha premiato soprattutto il gruppo dei Responsabili transfughi di Futuro e Libertà, ma anche ex Pd e Idv.

Niente da eccepire per Silvio Berlusconi che in conferenza stampa premette: ”So che ci saranno tante ironie” sulla nomina dei nuovi sottosegretari, “ma non mi sembra siano fondate perché questi sottosegretari fanno parte di quella terza gamba che si è formata in sostituzione di Fli che si è portato al centro e praticamente all’opposizione di questo governo, liberando posti che ci è parso assolutamente logico assegnare”. Questo, prosegue il premier, “consente al governo di operare in Parlamento con una maggioranza coesa e sicura e che ci permetterà di realizzare quelle riforme” che non sono state possibili a causa dell’opposizione di Gianfranco Fini“.

Il rimpasto però pare non bastare ai Responsabili. Ai microfoni di Radio Radicale, il deputato Mario Pepe fa una previsione: “Se si vuole fare funzionare il governo nei prossimi due anni servono almeno altri dieci sottosegretari, il prima possibile”. Una previsione confermata anche dallo stesso premier: “Non è finita. Intendiamo aumentare il numero dei componenti della squadra di governo”. “Stiamo facendo i conti”, dice il premier ribadendo la necessità di nominare perlomeno “un’altra decina di sottosegretari” tramite “un disegno di legge che presenteremo in Parlamento”.

Eppure il gruppo capitanato dall’ormai celebre Domenico Scilipoti e Silvano Moffa (Ascolta l’inno dei Responsabili), ha fatto incetta di posti: Roberto Rosso (ex Fli) all’Agricoltura, Luca Bellotti (ex Fli) al Welfare, Daniela Melchiorre (Liberal-democratici) allo Sviluppo Economico, Catia Polidori (ex Fli) allo Sviluppo economico, Bruno Cesario (ex Pd, ex Api) e Antonio Gentile (Pdl) all’Economia, Aurelio Misiti (Gruppo Misto) alle Infrastrutture, Riccardo Villari (ex Pd, ex Mpa) ai Beni Culturali, Giampiero Catone (ex Fli) all’Ambiente (Leggi chi sono nell’articolo di Davide Vecchi). Questi i nove nomi proposti direttamente da Berlusconi. Tra i nominati anche Massimo Calearo designato consigliere personale del presidente del Consiglio per il Commercio estero. La conferma, si legge in una nota, è arrivata ieri in tarda serata da una lettera del premier, seguita da un colloquio telefonico tra Silvio Berlusconi e il deputato vicentino. Il nuovo incarico, viene spiegato nel comunicato, corrisponde alle intenzioni di Calearo, che aveva espresso perplessità circa un incarico ministeriale in quanto avrebbe comportato la necessità di abbandonare la presidenza della Calearo Group, la sua azienda di Isola Vicentina.

Insomma, Silvio Berlusconi mantiene la promessa e premia gli “eroi” del 14 dicembre, quei deputati che uscendo da Fli, Pd e Idv gli hanno permesso di vincere nel giorno della fiducia.

Attacca la maggioranza Michele Ventura, vicepresidente vicario dei deputati Pd: “Spettacolo indecoroso, bastano numeri e nomi a confermare che questo governo si regge soltanto su cambiali pagate o da pagare. Otto-nove sottosegretari: Rosso, Melchiorre, Polidori, Cesario, Misiti, Villari, Gentile e Catone? Ci sono i Responsabili, che soltanto qualche giorno fa avevano dichiarato di ‘soprassedere’ in nome delle urgenze del Paese, già risolte?, ci sono i Liberali, gli ex Fli tornati al Pdl”. Per Ventura le nomine altro non sono che una ‘zebratura’, una “divisione secondo le quote di appartenenza”, dei nuovi sottosegretari. “Chiunque abbia dato – sottolinea – ha ricevuto un posto, ma non proprio tutti e quindi o si procederà a nuove nomine o cominceranno a mancare i voti in Aula. Una vergogna – sottolinea – perché questo governo non rappresenta l’Italia, uno schiaffo in faccia ai cittadini che lavorano e investono, ai ragazzi senza prospettiva, a chi fa della dignità e del merito il proprio stile di vita”.

Se la prende con “i disponibili’ subito accontentati” Fabio Granata, esponente di Futuro e Libertà: “Il prezzo è stato pagato, la Patria è salva!!!!”, ha commentato subito dopo la nomina dei nuovi sottosegretari del governo Berlusconi sottolineando che così “si perfeziona una delle pagine più vergognose della storia della Repubblica”. “Con Berlusconi – conclude il vice presidente della commissione antimafia – e con i suoi metodi nessun dialogo al centro e in periferia è possibile: spero lo abbiano definitivamente capito tutti”.

Delusi i Cristiano popolari Mario Baccini e Giuseppe Galati: “Prendiamo atto che gli impegniassunti dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, non sono stati mantenuti”.

In una nota Maurizio Migliavacca, coordinatore della segreteria nazionale del Pd, chiede conto al governo della “disoccupazione, in particolare giovanile e delle donne”. “Cresce la precarietà – afferma Migliavacca – E qual è la risposta del governo ai problemi del paese e ai drammi di tante famiglie? L’aumento del numero dei sottosegretari”.”Con il rimpasto di governo e la nomina a sottosegretari – aggiunge – il presidente Berlusconi ha pagato il pegno ai parlamentari che hanno cambiato casacca e ha chiarito in modo definitivo quanto poco gli interessi invece la sorte degli italiani, compresi quelli che lo votano”.

Per il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini “il governo Berlusconi è sempre di più la copia fotostatica del governo Prodi” che oggi ha dovuto fare “una infornata di nuovi sottosegretari per poter restare in Parlamento”. Questa per Casini “è la dimostrazione che il bipolarismo, così come è stato organizzato il Italia, è fallito miseramente. Bisogna voltare pagina”.

Ironica Anna Finocchiaro, presidente dei senatori Pd: “L’antico omonimo del neo sottosegretario Catone non avrebbe dubbi: uno spettacolo penoso che lo farebbe rivoltare nella tomba”, dichiara. “Come a un mercato delle vacche – aggiunge Finocchiaro – importanti posti governativi sono stati divisi secondo una logica spartitoria veramente inaccettabile, un’infornata di posti di (sotto)governo con cui è stato premiato il peggior trasformismo elevato a sistema. Mi sembra comunque che la maggioranza abbia ben poco da rallegrarsi della nuova ‘quadra’ raggiunta. L’invidia degli esclusi stuzzica l’appetito, se fossi nel premier non starei molto tranquilla”. “Quanto ai neo membri del governo, mi auguro che si limitino a incassare le prebende e limitino i danni solo all’erario e alla credibilità del Paese. Certo, i nomi non lasciano ben presagire, con nove sottosegretari scelti un po’ a caso e la spruzzata finale di Massimo Calearo nominato a consigliere del premier per l’export: veramente un modello da esportare”.