Luce e gas sempre più cari. Dal primo aprile, infatti, le tariffe dell’energia elettrica aumenteranno del 3,9% e quelle del gas del 2%, con un aggravio complessivo di 37,5 euro su base annua per la famiglia tipo. A comunicarlo è stata la stessa Autorità dell’energia.

Sugli aggiornamenti trimestrali delle bollette dell’energia elettrica e del gas pesa quindi un duplice effetto: da un lato, la crescita ininterrotta delle quotazioni petrolifere dal gennaio 2009 (+ 45% negli ultimi 12 mesi e + 145% in due anni), con picchi di oltre 116 dollari al barile per il Brent, il greggio di riferimento nei mercati europei; dall’altro, sui prezzi dell’energia elettrica incide, in particolare, il finanziamento delle rinnovabili per complessivi 4,9 miliardi di euro, tra cui 1,4 miliardi di euro per i certificati verdi e 2,4 miliardi di euro per il fotovoltaico. Per l’energia elettrica, l’aumento del 3,9% dei prezzi di riferimento, si traduce in un incremento della spesa di 16,5 euro su base annua per la famiglia tipo, con consumi medi di 2.700 kilowattora l’anno e una potenza impegnata di 3 kW. I prezzi di riferimento dell’energia elettrica, vengono aggiornati sulla base della spesa sostenuta dall’Acquirente Unico per approvvigionarsi sul mercato all’ingrosso, fino al momento dell’aggiornamento trimestrale e delle stime dei costi per i mesi successivi.

Per il gas naturale, l’incremento del 2% dei prezzi di riferimento, comporta un aumento di circa 21 euro su base annua della spesa media di una famiglia tipo residente, con riscaldamento individuale e consumi medi di 1.400 metri cubi l’anno. I prezzi di riferimento del gas vengono aggiornati sulla base di indicatori legati alle quotazioni medie sui mercati internazionali di petrolio, oli combustibili e gasolio nei nove mesi precedenti, fatto salvo l’ultimo mese (giugno 2010-febbraio 2011). Questo metodo permette di attenuare e diluire nel tempo l’incidenza dei periodi di picco degli idrocarburi ed ha quindi consentito di contenere significativamente l’impatto delle recenti crisi sull’aggiornamento di aprile.

L’aumento, commenta Coldiretti, è gravoso per le famiglie e per le imprese con un aumento preoccupante dei costi di produzione che in agricoltura fanno segnare nel 2011 un aumento medio dell’4,9 per cento con punte del 19,3 per cento per i mangimi e del 6,5 per cento per i carburanti agricoli. Questo sbalzo di costi colpisce sopratutto le attività agricole che necessitano del riscaldamento delle serre (fiori, ortaggi e funghi), di locali come le stalle, ma anche per l’essiccazione dei foraggi destinati all’alimentazione degli animali, oltre a quelle che utilizzano il carburante per il movimento delle macchine come i trattori. Solo per effetto dell’aumento record del prezzo del gasolio destinato all’attivita’ agricola si stima per il settore – conclude la Coldiretti – un aggravio di costi stimabile in 200 milioni di euro su base annua.

Secondo Cesare Damiano, capogruppo del Pd in commissione lavoro, alla base di tutto c’è anche la responsabilità politica del governo. “Siamo in un paese colabrodo – ha commentato – , che fa acqua da tutte le parti, mentre il presidente del Consiglio zompetta da un predellino all’altro. Emergenza occupazione, emergenza immigrazione, politica estera incerta, politica industriale assente e, come se non bastasse, nuove stangate in vista per le famiglie già duramente provate dalla crisi con l’impennata delle bollette di luce e gas. Un altro record per il governo Berlusconi”