Campi di lavoro in Aspromonte per gli immigrati in fuga dalla Libia. L’originale idea, si fa per dire, porta la firma del capogruppo della Lega Nord nel consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia. “Noi”, ha continuato questo signore che di nome fa Danilo Narduzzi e porta il fazzoletto verde nel taschino e la tessera della Lega nord nel portafogli, “non li vogliamo”.

La notizia la riporta oggi il Messaggero Veneto. Accolta da qualcuno come una provocazione, per non dire peggio, ma applaudita da altri, soprattutto i suoi colleghi.

«La Prefettura di Pordenone – ha annunciato Narduzzi – sta cercando spazi per ospitare immigrati libici sul territorio in strutture private». La Lega, però, non ammette che gli immigrati arrivino al Nord. «Si costruiscano dei campi lavoro in Aspromonte – ha continuato il leghista, nel corso del question time nell’aula dell’assemblea regionale -, facciamoli lavorare, perché la Lega non ci sta, da noi i libici non devono arrivare». Narduzzi ha poi ricordato le tensioni e gli scontri che si sono verificati negli ultimi giorni al Cie di Gradisca d’Isonzo: «Chi paga questi danni? Perché solo in Italia avvengono queste cose? L’Europa non c’è, non esiste e si vede tutta l’impotenza del governo. Meno bunga bunga – ha concluso Narduzzi – e più leggi serie». Verrebbe da chiedersi, su questa ultima affermazione, se Narduzzi è a conoscenza del fatto che al governo c’è il partito che lui rappresenta sul territorio. E che se questo governo è sopravvissuto al bunga bunga è merito soprattutto del suo diretto superiore Umberto Bossi.

Quello che più o meno gli hanno risposto le opposizioni. “Se non riesce a contattare il ministro leghista Maroni, sono pronta a suggerire a Narduzzi il numero di telefono del Viminale”, ha affermato l’europarlamentare del Pd, Debora Serracchiani, replicando al capogruppo della Lega. “Pensavamo di esserci abituati alle bizzarrie della Lega regionale – ha osservato Serracchiani –, ma se Narduzzi riesce a mettere sotto accusa il governo nazionale e il ministro degli Interni sappia che stavolta, almeno su questo, siamo d’accordo con lui”. Riguardo all’affermazione di istituire campi di lavoro in Aspromonte per i libici, invece, è nel solco del “suo tradizionale buon gusto”.