Più di 90 km di tracciato, per 17 caselli, che taglieranno il tratto tra le autostrade A4 e A27 da Spresiano, in provincia di Treviso, a Montecchio Maggiore, in provincia di Vicenza. E’ la Pedemontana Veneta, la auto-superstrada a pagamento. Ora, dopo anni di travagli, a breve inizieranno i lavori. Ma la Pedemontana oltre ai tanti, troppi rischi d’impatto ambientali, si porta dietro un vero scandalo. E’, infatti, l’unica opera pubblica i cui atti  non sono accessibili, perché la regione Veneto di fatto ne sta negando la consultazione. A denunciarlo sono i comitati della zona, alcuni sindaci e il Movimento Cinque Stelle di Vicenza , che sta tentando di veicolare l’attenzione pubblica su quella che ritiene una “violazione della democrazia”. Una levata di scudi arrivata dopo che  un gruppo di 40 cittadini interessati dagli espropri si sono visti negare a fine gennaio le carte  dall’ufficio del commissario straordinario per la Pedemontana. Il commissario straordinario, sì, perché per velocizzare la realizzazione dell’opera, la Regione Veneto nel 2009 (amministrazione Galan) ha decretato una non meglio specificata emergenza traffico, recepita poi dal Consiglio dei Ministri.

I cittadini avevano domandato copia integrale del progetto definitivo, della convenzione di concessione tra la società realizzatrice e la Regione e i verbali del comitato tecnico scientifico, ma gli è stato risposto che, quanto al progetto potevano avere solo le parti in cui i ricorrenti erano direttamente interessati, mentre la convenzione non si poteva avere. Una risposta simile a quella ricevuta poche settimane prima da Eugenio Bicego, sindaco di Villaverla, paese del Vicentino che a sua volta ha presentato ricorso al Tar.

“Gli atti dovrebbero a mio parere essere pubblici”, spiega a ilfattoquotidiano.it Laura Treu del Movimento 5 stelle, coordinatrice della protesta. Quindi prosegue: “Addirittura vengano negati al legale che ne ha bisogno per il ricorso, una cosa folle oltre che una negazione della democrazia. Abbiamo tutte le intenzioni di andare in fondo alla cosa, cominciando dalla raccolta firme, per arrivare fino in Regione e oltre”.

E’ un fiume in piena invece Massimo Follesa, architetto ed esponente dei comitati difesa del territorio della Valle dell’Agno. Lui è uno dei tecnici che seguono il ricorso di 40 cittadini. Un ricorso che impugna nel merito proprio la proclamazione dell’emergenza traffico (gli altri ricorsi al Tar, relativi invece all’impatto della Pedemontana li hanno presentati tre comuni, fra cui quello di Villaverla). “Io ero presente alla fine di gennaio quando abbiamo chiesto l’accesso agli atti – spiega – e in quell’occasione mi sono sentito chiedere se volevo trasformarmi nel giudice del progetto. Gli ho detto che il progetto definitivo non l’ha visto nessuno. E se non ci danno le carte come facciamo ad avere gli strumenti giuridici per opporci?”.

Una delle cose che più interessa ai ricorrenti è la convenzione economica tra l’appaltante e la società che dovrebbe realizzare l’opera, una ATI che si chiama Sis, fra cui sono presenti società italiane e spagnole. “Non sappiamo quanti soldi che vengono spesi – spiega ancora Follesa – e temiamo che si tratti di un’opera sovradimensionata, con previsioni di traffico gonfiate, oltre che inutile. Loro ci dicono che si tratta sostanzialmente di un rapporto pattizio e non possiamo consultarlo. Inoltre a voce ci hanno raccontato che la soccombente ovvero Impregilo, avrebbe fatto ricorso contro l’assegnazione”. Corsi e ricorsi quindi: perché già Impregilo, vincitore in prima battuta, si era vista togliere l’opera a seguito dell’istanza presentata da Sis.

“La verità – aggiunge Follesa – è che questa strada diventerà un’occasione di lottizazione. C’è una norma del piano regionale di coordinamento adottato a marzo 2009, ma non ancora approvato, che dice che nelle aree con raggio due Km dai caselli e dalle intersezioni della viabilità primaria, sono possibili i cosiddetti progetti strategici concordati con la Regione. Facendo due conti a penna ne vien fuori che se consideriamo solo i 17 caselli, potenzialmente la Pedemontana potrebbe cementificare duecento e passa milioni di metri quadri. Noi non vogliamo essere quelli che dicono no a tutti i costi, ma vogliamo trasparenza e progetti che facciano anche l’interesse dei cittadini”.

Venerdì 4 febbraio a Villaverla si è tenuto un incontro con cui i comitati e i movimenti hanno lanciato una mobilitazione permanente . “Ci opporremo in ogni modo a quella che riteniamo una grave violazione della trasparenza – promette Giordano Lain, referente provinciale del Movimento 5 stelle veneto – oltre che a quest’opera che consideriamo dannosa e calata dall’alto”.

“Mi auguro che su questo punto e sulle integrazioni che presenteremo ai nostri ricorsi si esprima il giudice del Tar Lazio – spiega Egidio Bicego, sindaco di Villaverla – a me per esempio la Pedemontana taglierà il paese in 2 in pratica e non sono l’unico in questa situazione. Tempo fa ne parlavo con un assessore regionale. Lo sa cosa mi ha riposto? ‘ Sposta il paese’ “.