Michele Santoro, Antonio Tabucchi, Beppe Grillo, Carlo Lucarelli. E ancora: Enrico Mentana, Gad Lerner, Sandro Ruotolo, i fratelli Guzzanti, Filippo Rossi di Farefuturo. Ai quali si aggiungono: Daniele Luttazzi, Lidia Ravera, Dacia Maraini, Barbara Spinelli. Anche il mondo della cultura e dell’informazione italiana si schiera a favore dell’iniziativa del Fattoquotidiano.it: Salvate il soldato Assange. Intanto, oltre i nostri i confini, aumentano le iniziative di intellettuali (Noam Chomsky) e le campagne degli hacker pro-Wikileaks.

Noam Chomsky, docente di linguistica al MIT (Massachusetts Institute of  Technology) ha firmato una lettera in favore di Assange. Il messaggio è diretto al premier australiano, Julia Gillard. Chomsky, da sempre molto critico con la politica estera statunitense, si è unito a un gruppo di decine di esponenti del mondo intellettuale australiano (scrittori, giornalisti e avvocati). I firmatari si dicono “gravemente preoccupati” per la sicurezza del 39enne australiano e chiedono al governo di affermare pubblicamente l’impegno a tutelare la libertà di comunicazione e i diritti fondamentali di Assange. La lettera aperta chiede anche al premier di fornire sostegno ad Assange e di “compiere tutto quanto in suo potere per garantire che vengano rispettati i diritti fondamentali” del fondatore di WikiLeaks nei procedimenti giudiziari che lo riguardano.

Martedì un gruppo di hacker era entrato in azione per “punire” chi stava cercando di isolare WikiLeaks. Uno dei fenomeni più diffusi, la “disobbedienza digitale” aveva colpito Amazon, il sito web dedicato agli acquisti online di libri. L’azienda aveva infatti deciso di cacciare WikiLeaks dai suoi server. In molti hanno cancellato i propri account. Il sito di Jeff Bezos ha smentito, però, ogni tentativo di attacco.

Pare anche che Amazon abbia deciso di vendere, a poco più di 7 dollari, un testo elettronico che contiene tutto il pacchetto di documenti riservati che fino adesso sono stati diffusi. Anche se la società di Bezos ha fatto sapere che è in vendita soltanto un testo raccolta di opinioni critiche e approfondimenti su WikiLeaks. Ma è vero che vengono riportati molti estratti dei documenti.

Mentre la rete etica si è data da fare per mettere fuori uso i siti degli altri “traditori”. Il gruppo hacker chiamato “Anonymous”, una firma digitale di molti attacchi etici, avrebbe dato il via all’operazione “Avenge Assange” a cui si è subito collegata anche l’operazione “Payback”, attiva in Rete già da settembre per sostenere i diritti della pirateria digitale. Finora gli attacchi si sono scatenati contro Mastercard e Paypal. I siti del colosso delle carte di credito prima e quello dei pagamenti online, dopo, sono stati inaccessibili per diverse ore. La loro colpa: aver bloccato i bonifici dei sostenitori al sito di Wikileaks.

Firma la petizione