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Proteste Ilva e agricoltori: pompe di benzina a secco in Puglia, Calabria e Basilicata. Code anche di notte per il pieno

Il picchetto degli operai davanti alla raffineria Eni e i blocchi degli agricoltori mettono in ginocchio tre regioni: centinaia di distributori espongono i cartelli "benzina esaurita". A rischio i supermercati
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Quattro giorni di blocchi degli operai dell’Ilva davanti alla raffineria Eni di Taranto e autotrasportatori in sciopero insieme agli agricoltori hanno ridotto la disponibilità di carburante in ampie zone di Puglia e Calabria, dove si segnalano lunghe code anche notturne davanti alle stazioni di servizio che, in molti casi, hanno completamente esaurito le scorte di benzina e diesel. Le proteste, in entrambi i casi rivolte contro il governo Meloni, stanno gettando nel caos la mobilità urbana e creando non poche difficoltà agli automobilisti. La situazione è particolarmente critica nelle province salentine, a Foggia, in Basilicata, nel Cosentino e nel Catanzarese.

L’emergenza è nata in seguito al combinato disposto di due proteste, quella degli operai dell’Ilva – arrivata oggi al quarto giorno – che da lunedì presidiano la statale jonica 106 bloccando i varchi della raffineria Eni e quella del mondo agricolo e olivicolo, insieme agli autotrasportatori. I primi sono in sciopero dopo la chiusura dell’area a caldo dell’acciaieria che costringerà nei prossimi mesi a un uso quasi totale della cassa integrazione e chiedono al governo di intervenire con norme specifiche legate a prepensionamenti e riconoscimento della legge sull’amianto. Agricoltori e autotrasportatori, che da giorni bloccano i caselli autostradali nel Foggiano e da venerdì manifesteranno anche in Calabria, hanno deciso di scendere in strada contro il caro carburante che pesa sui bilanci di aziende e imprese.

Nel corso dei giorni sono via via cresciuti i disagi con le pompe di benzina che hanno iniziato ad affiggere i cartelli “carburante esaurito”. Un numero aumentato di ora in ora e che ormai coinvolge la maggior parte delle stazioni di servizio di diverse compagnie, non solo quelle di Enilive. Decine le segnalazioni di file interminabili di auto incolonnate in attesa del proprio turno. La stragrande maggioranza dei distributori ha ormai esaurito benzina e diesel nel Cosentino. Mercoledì a Catanzaro era rimasto un solo distributore attivo e si è creata una fila chilometrica, mentre nel Foggiano iniziano a registrarsi disagi anche nelle consegne delle merci nei supermercati tra il blocco dei tir e la carenza di gasolio.

A Brindisi, giovedì notte, alcuni video testimoniano le file interminabili e alcuni cittadini riferiscono di impiegato fino a due ore per un rifornimento. Code si sono viste anche a Potenza e in altri comuni lucani. A Matera, giovedì mattina, si è reso necessario anche l’intervento della Polizia municipale per regolare il traffico nei pressi di alcune stazioni di servizio. Una situazione complicata dalla psicosi scatenatasi tra gli abitanti che, dopo i primi giorni, hanno iniziato a prendere d’assalto le pompe di benzina per fare il pieno e mettersi al riparo da possibili, ulteriori e ancora più gravi carenze di carburante.

La crisi logistica che sta interessando la rete di distribuzione, legata alle difficoltà nelle consegne e alle ripercussioni sul comparto, si scontra ora con la tensione sociale sul territorio. Venerdì la situazione dovrebbe complicarsi ulteriormente in Calabria, dove sono previsti presidi e mobilitazioni da parte degli agricoltori e degli operatori del settore a Rende, a Montalto Uffugo, sullo Ionio e sul Tirreno cosentino. Sarà mobilitazione anche in Basilicata. Una protesta che si preannuncia fortemente partecipata e che intende richiamare con forza l’attenzione del governo sulle criticità ormai croniche che da mesi mettono in ginocchio l’intera filiera, dal costo insostenibile del gasolio fino alla profonda crisi di mercato.

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