Il libro che la Lega Nord non ti farebbe mai leggere” è il titolo del libro scritto da Eleonora Bianchini (Newton Compton). Un saggio che riassume la storia del partito fondato il 4 dicembre 1989 da Umberto Bossi. Di seguito vi proponiamo il capitolo ‘Donne’.

È la donna che, anche nelle situazioni più disperate – e la storia passata e
presente ne è testimone – possiede una capacità unica di resistere nelle avversità,
di rendere la vita ancora possibilepur in situazioni estreme, di conservare un senso tenace del futuro.
Benedetto XVI, dal sito della Lega nord
gruppo politico femminile

Le camicie Verdi al femminile sono amazzoni combattenti e determinate schierate a fianco del capo umberto Bossi, soldati che giurano fedeltà al loro leader. non possono certo contare su un partito che sostiene con vigore la parità dei sessi, che si fa promotore delle quote rosa per farle entrare nelle stanze dei bottoni, ma conquistano e rivendicano i loro spazi, sempre guardinghe nei confronti dei colleghi maschi che prima, magari, le hanno incentivate a proseguire nel cammino politico e poi le hanno apertamente ostacolate. Proprio come è successo a Francesca Zaccariotto, presidente della Provincia di Venezia e sindaco di San Donà di Piave con quindici anni di gavetta alle spalle, e con l’(ex) amico e mentore Gianfranco Marcon, eletto consigliere comunale al primo mandato del 2003 della Zaccariotto. Sono donne risolute, pragmatiche, che dicono sì a un leader che, anziché promettere feste a Palazzo Grazioli o comparsate televisive, preferisce premiare e puntare «sui cavalli che sanno galoppare» agli albori della storia istituzionale spicca nella galassia del potere leghista in rosa la castigatissima ex presidente della camera irene Pivetti. Poi sono arrivate la bionda Francesca Martini, sottosegretario al ministero della Salute; e ancora rosy Mauro, la sindacalista padana che dalla Puglia è risalita fino a Milano e oggi è vicepresidente del Senato, sempre a fianco di umberto Bossi; carolina Lussana vicepresidente della commissione Giustizia e al centro delle polemiche sui forum dei giovani leghisti, quando decise di sposare il terùn Giuseppe Galati, deputato di provenienza democristiana, e la spartana Manuela Dal Lago. Le ramificazioni si estendono nelle radici dei piccoli centri, con le decine di amministratrici locali e consigliere cittadine che non sono meno agguerrite. Basti ricordare il primo sindaco di colore Sandy cane o ilaria Montecroci, giovane consigliere ventiduenne di Baiso in provincia di reggio emilia che, tacchi alti e linguaggio poco forbito, spiega con una certa indecisione, che non ama definirsi razzista «ma xenofoba sì», che in campagna elettorale esibiva il furgoncino della Lega davanti a casa col parcheggio e che pensa che se due lesbiche ricorrono all’inseminazione artificiale per avere un figlio allora «bisogna capire quale sia la radice del problema». Poi c’è Francesca Seganti, oggi assessore alla Sicurezza in Friuli, arruolata da Bossi in persona e candidata a ventisette anni, candidata a trieste perché, come le disse il Senatùr, a quell’età non aveva ancora imparato a rubare. Zarine e giovani, rispetto alla media italiana, che come gli uomini di partito intercettano gli umori “di pancia” dei loro elettori, come ha spiegato la ex operaia ora parlamentare emanuela Munerato, quando calderoli la incaricò di aprire nuove sezioni in abruzzo. Parlano in modo diretto e si muovono con passo rapido. Perché «noi anche quando non abbiamo niente da fare camminiamo veloci. come se dovessimo andare sempre da qualche parte». E poi, lei: Manuela Marrone, la moglie di umberto Bossi, che conobbe il marito nel 1982 al Gruppo filologico lombardo. rimasta sempre nell’ombra, sia stato per amore, scelta o strategia, il 12 aprile 1984 insieme al marito, a Giuseppe Leoni, a Marino Moroni e a enrico Sogliano firmò l’atto di fondazione della Lega nord. Una presenza femminile circondata da un’aura di santità. Per sé ha scelto il low profile: lontana dai bagni di folla del Senatùr, Manuela, la maestra di origini meridionali, dice di aver aiutato il marito crescendone i figli.