Il premio Nobel per la medicina Robert Edwards

Robert Geoffrey Edwards, padre della fecondazione in provetta, è il premio Nobel per la Medicina.Lo annuncia l’Accademia di Stoccolma.  “I suoi risultati hanno reso possibile la cura dell’infertilità”, un male che colpisce più del 10% delle coppie.  Secondo il Karolinska Institutet, che assegna i premi ai ricercatori medici che hanno dato un contributo importante all’umanità, gli studi di Edwards rappresentano una “pietra miliare” della medicina. E in Italia gli scienziati che svolgono ricerche in questo ambito sottolineano i limiti imposti alle loro attività dalla legge 40 sulla procreazione assistita.

Negli anni Cinquanta lo scienziato britannico, nato a Leeds nel 1925, notò che la fecondazione in vitro, quindi esterna al corpo, poteva essere una terapia contro l’infertilità. Il suo obiettivo venne coronato il 25 luglio 1978 quando venne alla luce la prima bambina concepita in vitro, Louise Brown. Finora questa tecnica ha portato alla nascita di circa 4,3 milioni di persone in tutto il mondo.

L’estate scorsa, in occasione del compleanno della “sua” prima bambina, si erano riaccese le polemiche sul fatto che negli anni Settanta il Medical Research Council (Mrc) britannico decise di non finanziare la ricerca di Edwards. Lo afferma un studio pubblicato su Human Reproduction, basato sull’analisi dei documenti e dei carteggi per l’ottenimento dei fondi. Oltre a “errori tattici” di Edwards e del suo collega ginecologo Patrick Steptoe, si nota che per gli specialisti consultati dal Mrc fosse più importante limitare la crescita della popolazione britannica, piuttosto che curare l’infertilità. Inoltre la coppia di scienziati non era vista bene per la loro trasparenza e per la loro esperienza in ospedali i minori e mancanza di titoli.

Edwards e Steptoe hanno fondato la Bourn Hall Clinic, per sviluppare il loro lavoro e formare nuovi specialisti. Steptoe è morto nel 1988, ma Edwards ha continuato in questi anni a pubblicare articoli scientifici e a formare le nuove generazioni.