Su questo blog ci siamo dilettati con il “dizionario di Bersanese”: una raccolta delle migliori espressioni – in termini di vaghezza e involontaria ironia – regalateci dal segretario democratico in questi mesi. E a Bersani non gliele abbiamo mai mandate a dire, compresa la feroce – ma sagacissima – satira del Misfatto (che tra l’altro ha scatenato un lunghissimo dibattito sul blog di Luca Telese).

E però, come già era successo ad una famosa ospitata ad Annozero, bisogna dire che l’intervento di Bersani ieri alla Camera sulla fiducia al governo, è stato convincente. Lo dico come osservatore, ma basta leggere i commenti su questo sito per averne una conferma: “Bersani si è svegliato, cosa gli hanno dato?” si chiede Zahre10, “Qualsiasi cosa ha preso, dovrebbe farsi dare la ricetta. E’ questo il Bersani che molti vorrebbero” replica Albe; simile è il tono degli altri commenti al post sul nostro sito con la cronaca della giornata.

Ieri Bersani è stato convincente per due ragioni: in primo luogo ha incentrato il suo intervento sulla distanza abissale che separa gli annunci del “governo del fare” dai fatti: “Vieni con me a Napoli, vieni con me a L’Aquila, vieni domani e vediamo come stanno le cose”, ha detto a Berlusconi.

Secondo: ha parlato di crescita economica. Siamo in crisi da anni ormai, più di dieci (se si escludono un paio anno con Prodi). Probabilmente il PD non ha la ricetta politica per far crescere il Paese, ma ieri il segretario ha rimesso il tema della crescita del Pil al centro del dibattito. Su questo punto Berlusconi è debolissimo: può sventolare solo dati catastrofici.

Un ultimo punto, però, è spunto di riflessione. Ieri grazie alla tv e alla rete, molti hanno seguito il dibattito sulla fiducia. È stato interessante, molto più di tanti talk show. In Parlamento sono state esposte opinioni, c’è stato tempo per argomentarle e fare di queste un ragionamento (ciò ha sicuramente aiutato Pierluigi che in tv risulta spesso lento). Ma il dibattito alla Camera è stato anche la dimostrazione di quanto siamo abituati a una politica che ormai in tv sa solo scandire slogan – in questo Berlusconi e il Pdl sono imbattibili. La cattiva informazione ha trasformato la politica in propaganda. Ma nonostante tutta la violenta grancassa mediatica,  Berlusconi adesso appare in bilico. Aveva ragione Montanelli quando diceva: “Ci libereremo di Berlusconi come del vaiolo, con il vaccino. E l’unico vaccino è che provi a governare”.