Non imputabile in quanto incapace di intendere e di volere al momento del fatto. E’ la decisione del gup di Milano, Luisa Savoia, che oggi ha assolto Massimo Tartaglia, l’uomo che il 13 dicembre scorso, nel centro del capoluogo meneghino, scagliò un souvenir contro il premier Silvio Berlusconi, ferendolo al viso. Il gup, inoltre, ha disposto due misure di sicurezza nei confronti di Tartaglia: la libertà vigilata di un anno (da scontare nella comunità terapeutica dove si trova attualmente in cura) e il divieto di partecipare a manifestazioni pubbliche per lo stesso lasso di tempo. Soddisfatti i legali dell’uomo, Daniela Insalaco e Gian Marco Rubino: “Grazie alle terapie, il nostro cliente sta molto meglio – hanno detto -. L’esigenza principale, del resto, era quella di cura, a cui doveva essere data la priorità assoluta”.

Diametralmente opposto il parere di Daniele Capezzone, portavoce del Pdl: “Con tutto il rispetto per le valutazioni giuridiche (opinabili come ogni altra valutazione) che hanno portato all’assoluzione di Tartaglia, perche’ non imputabile, in quanto incapace di intendere e di volere, – ha detto Capezzone – la decisione odierna lascia grandi preoccupazioni e perplessità. Tartaglia, nel dicembre scorso, è giunto a un passo dall’omicidio di Silvio Berlusconi. Oggi tutto finisce così. Non è un po’ poco?”.

Nunzia De Girolamo, della direzione nazionale del Pdl, invece, attacca i pm: “Purtroppo certa magistratura continua a lanciare segnali distorsivi all’opinione pubblica, per la quale con questa assoluzione si sancisce un grave precedente: ovvero chi colpisce e tenta anche di uccidere il presidente del Consiglio e/o altre importanti cariche pubbliche ed istituzionali non è condannabile, perché incapace di intendere e volere al momento del fatto. Non è possibile arrivare a tanto, perché è davvero . Con questa sentenza altri soggetti si potrebbero sentire autorizzati a commettere simili e gravi gesti immaginando, poi, di essere assolti”.