La legge sulla carbon tax non è mai passata. Si’, l’imposta promessa da Nicolas Sarkozy per punire chi inquina, quando il Presidente si prendeva per José Bové. Persa per strada. La riforma degli enti locali pena ancora dopo anni, in attesa del via libera delle Camere. Ma su un provvedimento il nostro si è rivelato efficientissimo: la liberalizzazione delle scommesse on line, da quelle sportive al poker. Il Parlamento è stato sottoposto a un tour de force per arrivare all’approvazione definitiva lo scorso 6 aprile: l’Eliseo insisteva. La legge è stata promulgata il 13 maggio. Una corsa contro il tempo per permettere a una nuova autorità (Arjel) di dare il via libera ai primi operatori privati qualche giorno in anticipo rispetto all’inizio dei Mondiali in Sudafrica. Perché gli imprenditori interessati al gioco d’azzardo sulla rete non mancassero l’opportunità.
«La deregulation del settore? Sembra una seconda notte al Fouquet’s», sottolinea Benoit Hamon, portavoce del Partito socialista, formazione contraria alla legge. Come dimenticare la prima notte al Fouquet’s, il ristorante di lusso che si affaccia sugli Champs-Elysées. Amato dai parvenus, che adorano pasteggiare mentre i ragazzi di periferia, che provengono dai vicini fast-food, sbirciano all’interno trascinandosi sul marciapiede. Un locale amatissimo da Nicolas Sarkozy. Li’, la notte del 6 maggio 2007, quella della sua elezione, decise di festeggiare la vittoria: con amici intimi e potenti, più o meno finanziatori della sua campagna. Fu la moglie di allora, Cécilia, a stilare la lista degli invitati, 55 in tutto. Ma proprio lei, già in rotta con il marito, arrivo’ tardissimo e con la faccia crucciata, creando imbarazzo. Johnny Halliday, il cantante, era già ubriaco a quell’ora. La lista, poi, venne fuori. E spiega tante «urgenze» successive del Presidente.
Perché Nicolas, si sa, non dimentica gli amici. In questo è davvero all’altezza del nostro Silvio nazionale. Prendiamo, appunto, la liberalizzazione delle scommesse on line. Non è poca cosa: già un mercato di tre miliardi di euro annui, solo per un terzo legale (mediante i monopoli pubblici), per il resto gestito da operatori francesi che agiscono dall’estero. Ora sono state concesse diciassette licenze a undici società. Potranno operare indisturbate sul suolo patrio, dando più fiducia al francese medio. Dicono che è il business del domani. Ebbene, il gruppo che si è assicurato più licenze (quattro) è Mangas Gaming, controllato da Stéphane Courbit. 44 anni già alla guida di Endemol (dove è stato il re dei reality show in Francia), è amico di Sarkozy, appassionato di tele da prime time. Tanto più che Courbit è una «creazione» di Alain Minc, consigliere del Presidente, ogni sera all’Eliseo. Minc è pure azionista del gruppo di Courbit, al pari di Bernard Arnault, quello di Lvmh, il gigante del lusso. Courbit, Minc e Arnault? Tutti presenti al Fouquet’s. Al pari di Marc Simoncini, che ha fatto fortuna con il sito per incontri Meetic e che ha visto autorizzata la sua Winamax. Quel 6 maggio 2007 era seduto a breve distanza da Martin Bouygues, alla guida di un impero che comprende costruzioni, media e telefonia mobile. Definisce Sarkozy «non un amico, ma un fratello». Nel 1995, quando Nicolas si ritrovo’ emarginato, dopo aver sostenuto alle presidenziali Edouard Balladour, poi trombato, fu Martin a farlo lavorare per qualche anno come avvocato per il gruppo Bouygues. Questo controlla, mediante il canale Tf1, Eurosportbet, che per le scommesse on line ha strappato due licenze (per lo sport e per il poker). In questa prima serie di autorizzazioni dell’Arjel manca solo all’appello Barrièrepoker, di Lucien Barrière, proprietario del Fouquet’s, altro amico di Sarkozy. Ma l’autorità pubblica ha già assicurato che nuovi permessi saranno accordati nelle prossime settimane. Di sicuro verranno fuori Barrière e altri invitati del Fouquet’s. A proposito. Qualcosa, comunque, non ha funzionato come doveva: la cattiva performance dei francesi ai mondiali. Avrà riflessi negativi pure sulle scommesse. L’azione Tf1 ha già perso in Borsa. Povero Nicolas. Lui che voleva fare bella figura con i suoi amici.