» Politica
sabato 02/06/2018

Governo, Trenta e l’ombra dei contractor: la prof. guerriera

Carriere - Insegna Intelligence alla Link e lavora per gli Esteri e la Cooperazione: i legami con società che usano mercenari
Governo, Trenta e l’ombra dei contractor: la prof. guerriera

Perché Elisabetta Trenta, su indicazione dei Cinque Stelle, è ministro della Difesa? Può stare sia in divisa con la mimetica dell’esercito, capitano di riserva selezionata, che in cattedra con la vicedirezione di un master in Intelligence alla Link Campus University di Vincenzo Scotti, dove studiano – e talvolta insegnano – gli agenti segreti.

Può stare in missione in Iraq per la Farnesina e in Libano per le Nazioni Unite. Ovunque nel ruolo di altissimo dirigente (program manager) con la cooperazione di SudgestAid, una società senza scopo di lucro – in orbita ateneo Link, e di recente al centro di scambi di quote fra la pubblica Formez e Consedin – e che promuove la ricostruzione anche burocratica in Paesi devastati dai conflitti bellici.

Quattro anni fa, la prima commessa per la formazione dei dipendenti nel governatorato di Dhi Qar – dove l’Italia ha la base di Nassiriya – fu attribuita a SudgestAid, che coinvolse la Link. Per anni presidente, adesso Trenta è membro del comitato direttivo di Consortium for research on intelligence and security services, che per gestione e personale è organica ancora alla Link di Scotti, fucina di collaboratori e suggeritori di Luigi Di Maio. Il consorzio Criss – formato da una dozzina di società – opera sempre nel settore della sicurezza. Il settimanale francese Le Point insinua che SudgestAid abbia “reclutato mercenari in Medio Oriente”. E la Trenta smentisce sdegnata. Che c’entrano i mercenari con la carriera di Trenta? Il legame è Gianpiero Spinelli, ex paracadutista della Folgore, che di mestiere fa il contractor, il combattente in zone di guerra per società private. I quattro militari italiani sequestrati in Iraq nel 2004 erano colleghi di Spinelli. Tre furono liberati, il quarto era Fabrizio Quattrocchi, che fu ammazzato con una brutale esecuzione ripresa in un celebre e tremendo video. Spinelli ha più volte spiegato che i militari privati rappresentano l’azione esterna di un esercito: “L’11 Settembre, quando ho visto gli aerei che si conficcavano nelle Torri, mi sono detto: non posso più stare a guardare. Ognuno deve fare la sua parte”.

Oggi Spinelli frequenta la Link e – come SudgestAid o la fondazione Icsa che fu guidata dall’ex ministro Marco Minniti – è presente nel consorzio Criss con Stam, soluzioni terrestri, aeree e marittime. Cosa fa Stam di Spinelli? “Intende offrire al mercato un modello di approccio alla sicurezza completo e integrato. L’offerta è rivolta a molti: governi, forze armate, forze dell’ordine, organismi non governativi e multinazionali”. Tra i clienti di Stam: Link Campus, Esercito italiano, Marina e Polizia brasiliana, governo libico e SudgestAid. In una biografia pubblicata sul proprio portale, Spinelli racconta di un appalto in Libia per SudgestAid: “Grazie all’alto livello raggiunto a cavallo tra il 2012 e il 2014 partecipa con Stam a un contratto gestito dalla società italiana SudgestAid sotto l’egida del Ministero degli Esteri, dell’Unione Europea, del governo libico e del Lprd (Libyan Program for Reintegration and Development), riguardo le operazioni di selezione e formazione di 120 ex combattenti che integreranno le file della futura polizia turistica, all’interno del programma per il disarmo”.

Ultima annotazione per completare il profilo del ministro: il marito è un colonnello dell’Esercito al vertice di Segredifesa.

La nomina di Elisabetta Trenta alla Difesa pone un paio di questioni: ora è costretta – senza indugi – a lasciare gli incarichi in SudgestAid, nel consorzio Criss e in ogni progetto di Link University per allontanarsi dal conflitto di interessi che i Cinque Stelle contestano ai concorrenti politici. Dopo l’articolo di Le Point, gli avversari della maggioranza gialloverde sono già scatenati in cerca di prove di faccende compromettenti, passate o future. Il ministro Trenta, contattata dal Fatto Quotidiano, non ha risposto alla richiesta di chiarimenti.

Entra ne Il Fatto Social Club

In offerta per il primo mese a solo 1€

Abbonati ora
© RIPRODUZIONE RISERVATA - Il Fatto Quotidiano - Ti preghiamo di usare i bottoni di condivisione, e di non condividere questo articolo via mail o postarlo su internet, il giornalismo indipendente ha un costo, che può essere sostenuto grazie alla collaborazione dei nostri lettori.
Politica
Processo di appello

Crac del Credito cooperativo: chiesti otto anni per Verdini

Condanna a otto anni di reclusione per Denis Verdini. Questa la richiesta avanzata ieri dai pg Fabio Origlio e Luciana Singlitico, al termine di una requisitoria durata circa sei ore durante il processo di appello per il crac dell’ex Credito cooperativo fiorentino. A Verdini l’accusa ha contestato anche il reato di associazione a delinquere, per il quale era stato assolto in primo grado. Complessivamente tuttavia la pena è inferiore a quella di nove anni inflittagli in primo grado poiché è stata riconosciuta una continuazione tra il reato di bancarotta per l’ex Credito cooperativo e la parte del processo riguardante l’editoria. La procura generale ha poi contestato il reato di associazione a delinquere anche ad altri due imputati, Riccardo Fusi e Roberto Bartolomei della Btp, per i quali sono stati chiesti rispettivamente 6 anni e 6 anni e tre mesi di reclusione, a fronte di una condanna a 5 anni e sei mesi in primo grado. Tra le altre richieste avanzate, una pena di 3 anni e mesi 6 di reclusione per Monica Manescalchi e Riccardo Rossi. La prossima udienza, nel corso della quale la parola passerà agli avvocati delle parti civili, è fissata per il 5 di giugno. Poi sarà la volta dei difensori degli imputati.

Politica

Moavero, il diplomatico suggerito dal Colle

Politica

Tria sull’Ue non è meno “eretico” di Savona

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione

Per offrirti il miglior servizio possibile questo sito utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy

×