l’inchiesta

Caso Air Force Renzi, sullo sconto adesso il problema è Alitalia

Sprechi a reazione -Gli arabi di Etihad disponibili a ridurre del 60% la rata mensile, ma la compagnia italiana chiede soldi allo Stato

21 Agosto 2018

Pur di chiudere l’imbarazzante vicenda dell’Air Force Renzi gli arabi di Etihad sarebbero disposti a ridurre del 60 per cento circa la rata mensile del leasing (affitto) portandola dagli 805 mila dollari attuali a 200 mila circa. Non solo: nei 200 mila dollari farebbero rientrare pure la manutenzione e i servizi accessori che lo Stato ora paga invece ad Alitalia e che valgono circa 44 milioni e mezzo di euro. Dal momento che le rate da pagare sono ancora 60 il risparmio sul leasing ammonterebbe a quasi 36 milioni e mezzo di dollari (32 milioni di euro) a cui dovrebbero essere aggiunti i 44 milioni e mezzo di euro della manutenzione e dei servizi. Il totale risparmiato sarebbe di circa 76 milioni di euro. L’accordo sul vantaggioso sconto raggiunto grazie al lavoro preparatorio del ministero dei Trasporti guidato da Danilo Toninelli rimane però a mezz’aria perché i commissari Alitalia si mettono di traverso. Alitalia è uno dei soggetti della triangolazione intervenuta a metà 2016 per portare il famoso Airbus A340/500 da Abu Dhabi a Fiumicino. La compagnia italiana ha prima firmato un contratto di leasing con quella araba che era sua socia al 49 per cento. Poi ha firmato un secondo contratto con il Segretariato generale della Difesa per consentire all’aereo di entrare a far parte della flotta per i voli di Stato.

Nelle settimane passate c’è stata un’intensa trattativa dietro le quinte con gli arabi nella quale è stato coinvolto anche il ministero degli Esteri guidato da Enzo Moavero che ha preso contatti con l’ambasciatore emiratino a Roma. Ci sono stati più incontri durante i quali gli arabi hanno accettato l’idea del sostanzioso sconto sul leasing. La compagnia araba è interessata a uscire senza chiasso da una vicenda che potrebbe procurarle danni di immagine a livello internazionale. Mentre il governo italiano vorrebbe contenere l’enorme spreco di denaro che lo Stato deve sopportare per un aereo che è un mezzo bidone, consuma a più non posso e non era il caso di aggiungere ai circa 10 che compongono la flotta di Stato usati dal capo del governo, il Presidente della Repubblica, i ministri.

Così come è espressamente specificato nelle pagine introduttive del contratto sottoscritto dalla Difesa con Alitalia, è stata la Presidenza del Consiglio dei ministri, cioè il capo del governo di allora, Matteo Renzi, a decidere che c’era bisogno di un altro aereo con quel tipo di caratteristiche, un “quadrimotore turbofan a lungo raggio”. La Direzione degli armamenti aeronautici della Difesa ha successivamente “individuato in Alitalia la Società in condizione di fornire l’aeromobile ed i servizi accessori alla locazione”. In realtà i vertici della Difesa hanno subìto tutta l’operazione, ma non hanno potuto sottrarsi alle indicazioni del capo del governo.

Trovato l’accordo sostanziale con gli arabi, ora Alitalia dovrebbe dichiarare formalmente a Etihad il superamento del contratto. E qui insorgono le divergenze. I capi della compagnia ritengono che il contratto possa essere rescisso solo nel rispetto dell’articolo 25 (Recesso unilaterale). Questo articolo prevede che lo Stato italiano per uscire debba pagare per intero l’importo del leasing. A questo proposito i commissari Alitalia si sono rivolti al ministero della Difesa perché metta mano al portafoglio. Al ministero dei Trasporti ritengono invece che debba essere applicato l’articolo 24 (clausola risolutiva espressa) in cui si prevede che il “contratto si risolverà automaticamente” nel caso “di cessazione di attività da parte della società”. Ed è proprio quello che è successo perché nel frattempo la compagnia di Fiumicino è fallita e a guidarla sono subentrati i commissari liquidatori.

Mentre le rate dell’onerosissimo leasing continuano a correre, Etihad ha venduto sul mercato aeronautico di Londra due aerei (numeri di serie Msn 0783 e Msn 0464) gemelli a quello affibbiato a suo tempo a Renzi. Il prezzo che sono riusciti a spuntare mette ulteriormente in risalto quanto tutta l’operazione Air Force Renzi fosse assolutamente fuori mercato. Etihad ha incassato dalla vendita dei due aerei circa 10 milioni di dollari. Solo per 8 anni di affitto (non per l’acquisto) dell’Air Force Renzi l’Italia ne sta spendendo 8 volte di più.

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