È il 19 gennaio 2016 quando gli investigatori registrano un’importante conversazione tra l’imprenditore Alfredo Romeo e l’ex parlamentare di An Italo Bocchino. È un dialogo già noto, che però il Fatto, avendone ascoltato con attenzione l’audio, oggi può riportare in una nuova interessante lettura. Per comprendere il senso di questo importante scambio di battute, bisogna ricordare qual era, in quel momento, il quadro della situazione per il mega appalto Fm4.

I lotti in ballo sono 14 ma, quel che qui interessa, è che se ne aggiungono altri 4 – tecnicamente detti accessori – per un totale di 18. Le graduatorie saranno note soltanto ad aprile ma Romeo è già in grado di conoscere com’è messa la sua azienda. Lui è pronto ad aggiudicarsi appalti per 609 milioni, essendo primo nei due lotti di Lombardia–Emilia e Campania-Basilicata, più un lotto accessorio, ma ha perso il lotto 10, al quale tiene tantissimo, ovvero quello che riguarda Roma centro e i palazzi del potere.

La cordata di Cofely – che secondo la testimonianza di Luigi Marroni era sponsorizzata dal partito Ala di Denis Verdini – sta invece incassando tre lotti principali, per un fatturato di 480 milioni, incluso il lotto romano. C’è poi la Manutecoop che, per 532 milioni, vince tre lotti principali e uno accessorio. È in questa partita che s’inquadra la conversazione tra Romeo e Italo Bocchino. Il primo gli racconta di aver saputo che Luca Lotti ha detto che “non si strapperà i capelli se perde Romeo”. “La logica loro”, gli risponde Bocchino, “è … difendiamo un po’ le cooperative che sono posti di lavoro del partito sostanzialmente …”. Poi si accavallano le voci e la conversazione diventa incomprensibile. Quando l’intercettazione tra i due torna a essere chiara Bocchino riprende picchiettando sulla scrivania: “L’ho provocato di qua e di là …. gli ho detto sì ma …. chi è … che cos’è …”. L’ex parlamentare racconta a Romeo le risposte ricevute dal suo interlocutore – l’ex ad di Consip Domenico Casalino – e ricostruisce: “Allora Italo … dice… (abbassa il tono della voce) Romeo c’aveva solo la Campania … con il lavoro fatto con il Presidente di Commissione … m’ha detto che il lotto giù li è chiuso … adesso … mi ha detto che farà tutti gli sforzi possibili e immaginabili … io non vorrei …”. E proprio questo è il punto.

Il Fatto ha ascoltato l’audio della conversazione: l’impressione (netta) è che la trascrizione sia imprecisa. Bocchino, ascoltando la frase dalla sua viva voce, non sembra dire affatto “il lotto giù lì”, che potrebbe apparire il lotto in Campania, quello che lo vede già primo in graduatoria. Piuttosto, la frase giusta appare un’altra: “il lotto aggiuntivo”, che legittima un’interpretazione della frase ben diversa. E non si tratta di un dettaglio poiché, il lotto aggiuntivo, può ben essere quel lotto accessorio nel quale poi Romeo ad Aprile, tre mesi dopo, risulterà primo.

Se così fosse, quindi, il senso della frase sarebbe una sorta di profezia: a detta dell’ex Ad Casalino, grazie al lavoro di lobby fatto sul presidente di Commissione della gara Fm4 in Consip, che è Francesco Licci e non risulta indagato, il lotto accessorio sarebbe andato a Romeo. Sempre stando alle parole di Bocchino, che in questo caso riporterebbe così la confidenza fattagli da Casalino: “Allora Italo … dice (dice Casalino, Ndr)…. (abbassa il tono della voce) Romeo c’aveva solo la Campania … con il lavoro fatto con il Presidente di Commissione … m’ha detto che il lotto aggiuntivo è chiuso …”. Dal punto di vista investigativo, non è una circostanza da poco, e solo la Procura può stabilire se questa conversazione tira in ballo – e come – il presidente di Commissione, Francesco Licci, oppure no. Il Fatto ha contattato Bocchino che ha preferito non rilasciare dichiarazioni. Anche Licci non ha risposto a telefonate e sms. L’audio della conversazione sarà pubblicato sul sito del Fatto in mattinata.