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venerdì 24/11/2017

Al bivio tra l’azzardo 5 Stelle e Berlusconi, “il male noto”: Voti Silvio o Di Maio?

Dopo la conversione di Scalfari, la parola a intellettuali, giornalisti e artisti: meglio il giovane del M5S o il vecchio Caimano? Il Fatto Quotidiano lo ha chiesto a Mentana, Severgnini, Bertinotti, Montanari, Vattimo, Pansa, Cacciari e Annunziata

Al bivio, l’uomo che inventò un giornale e un modo di fare giornalismo ha scelto. Per un ipotetico governo, meglio Silvio Berlusconi e il suo “populismo di sostanza” rispetto al 5 Stelle Luigi Di Maio. Parola di Eugenio Scalfari, fondatore di Repubblica e padre illustre della sinistra. Ma che ne pensano giornalisti, intellettuali e artisti? Ovvero, dovendo forzatamente scegliere su chi punterebbero tra il capo di Forza Italia e il candidato premier del Movimento? Il Fatto ne ha interpellati alcuni.

Massimo Cacciari
Come si fa a dire se i Cinque Stelle sarebbero o meno in grado di governare? L’unico banco di prova per loro finora è stato quello delle amministrazioni locali, ma con i tagli ai fondi e la confusione nei poteri è praticamente impossibile governare una città, per chiunque. Obiettivamente il M5S rappresenta un grande rischio, ma come si può dire con certezza che governerebbe peggio di Berlusconi o di altri? Lo ritengo impossibile. Pertanto quella di Scalfari mi sembra nulla di più che una battuta, assolutamente trascurabile. Non c’è nulla di scientifico e di degno di considerazione in quelle parole.

Lucia Annunziata
Credo di non essere mai stata in disaccordo con Scalfari in vita mia. Uso l’esempio di Massimo Giannini: è come Totti per la Roma, non si discute. Stavolta però la penso diversamente. Con Berlusconi restano in campo i due grandi problemi che hanno accompagnato la sua attività politica, diventando la causa dell’anomalia italiana: il fatto che Forza Italia sia un partito padronale e soprattutto il conflitto di interessi. Questo mi preoccupa di Berlusconi; più delle sue “fidanzate” o della condanna per frode fiscale. I Cinque Stelle hanno grandi problemi di affidabilità, ma almeno due meriti innegabili: hanno rinnovato il Parlamento con il 25 per cento di volti nuovi, e riescono a parlare di politica a gente che non ne poteva più. Ritengo che vadano ascoltati attentamente.

Giampaolo Pansa
Quella tra Berlusconi e Di Maio è un’alternativa che non accetto.

Gianni Vattimo
Dovessi proprio scegliere, c’è una quantità di cose di contorno che mi farebbero preferire Berlusconi. Noi tutti lo conosciamo meglio di Di Maio, e il male conosciuto è meno pericoloso dello stravagante. Io non so chi sono i Cinque Stelle, non so cosa sanno fare, non so cosa pensano. Perciò non trovo affatto sorprendente quanto detto da Scalfari, e sono d’accordo con lui.

Enrico Mentana
Chi preferisco tra Berlusconi e Di Maio? E lo chiede a me che non voto da decenni! Sorpreso da Scalfari? Alla mia età non mi sorprendo più di nulla.

Tomaso Montanari
Peggio di Berlusconi c’è stato solo Renzi, che ha realizzato il suo programma. Non avrei dubbi tra lui e Di Maio. Come non avrei dubbi nemmeno tra Renzi e Di Maio. E lo dico senza alcun entusiasmo per il grillino. Continuo a essere d’accordo con lo Scalfari che definiva Berlusconi il punto più basso della storia d’Italia.

Marco Tarquinio
Il direttore di Avvenire ride e prova a sottrarsi: “Non mi iscrivo al gioco della torre, anche se ho le idee chiare al riguardo. Spero ancora che in Italia ci sia un ventaglio di scelte decente. Più ampio”.

Giovanni Valentini
La domanda è mal posta e politicamente impropria. E di conseguenza la risposta è incongrua. Per nostra fortuna, non si tratterà di scegliere tra Berlusconi e Di Maio. Innanzitutto, perché i Cinque Stelle hanno chiuso da tempo a ogni ipotesi di alleanza, quindi eventualmente ci potremmo trovare con un Di Maio contro tutti gli altri. E poi una risposta, dall’altra parte, l’avevano già data Letta, Bersani e D’Alema, quando a suo tempo scelsero Berlusconi per fare con lui un governo di larghe intese.

Piero Ignazi
I Cinque Stelle sono un fenomeno che molti non comprendono, anche per loro colpa. Non fanno nulla per chiarire chi sono e cosa vogliono. Quindi non attribuirei troppa importanza alla frase detta da Scalfari a DiMartedì, per di più in un contesto televisivo. E non mi stupisce il suo moto di stizza e di fastidio nei confronti del M5S.

Sergio Staino
Ho appena finito una vignetta al riguardo. Ilaria dice a Bobo: “Scalfari preferisce Berlusconi a Di Maio”. E lui risponde: “Anche Di Maio preferisce Berlusconi a Scalfari”. Sono d’accordo con Eugenio: in questa situazione Berlusconi mi pare il male minore. Sia lui che Di Maio hanno qualità negative e pericolose, ma in questo momento un “mostro” Berlusconi-Renzi mi pare un po’ meno spaventoso di un mostro Di Maio-Salvini. Altre possibilità – malgrado la buona volontà di Bersani – non ce ne sono.

Ottavia Piccolo
Che posso dire? Sono allibita, meravigliata e anche un po’ preoccupata. Se i padri nobili ci abbandonano così stiamo freschi. Capisco la preoccupazione per il nuovo che avanza, che non necessariamente è il meglio, però mamma mia…

Fausto Bertinotti
Se proprio fossi costretto da un regime invadente a scegliere tra Di Maio e Berlusconi, e mi fosse negato anche la possibilità di astenermi, premierei i Cinque Stelle. Per due ragioni semplici: sarebbe un voto di contestazione, contro le classi dirigenti e contro la religione della stabilità. Non mi sorprende che Scalfari abbia detto quello che ha detto: per tutte le classi dirigenti l’imperativo è l’autoconservazione. La stabilità è una religione impossibile: guardi la Germania. Per anni ci avevano detto che le politiche della Merkel erano un modello. Ora si manifesta la crisi sociale: appena succede, la stabilità politica scompare.

Gaetano Azzariti
Porsi questa alternativa è sintomatico dello stato di anomia della nostra democrazia. Ma perché dover scegliere sempre il meno peggio? Da elettore, vorrei andare a votare non dico per scegliere il meglio, ma almeno senza una pistola alla tempia. Qui dal meno peggio stiamo passando al lui è peggio di me. E mi sembra francamente troppo.

Massimo Giletti
Se Scalfari arriva a dire che preferisce Berlusconi vuol dire che è cambiato tutto. È il mondo sottosopra. I parametri politici vengono stravolti molto rapidamente.

Beppe Severgnini
Le ripeto quello che ho già detto a Otto e Mezzo: è come sedersi a tavola e sentirsi chiedere se preferisce la pasta cruda o la pasta scotta. Nessuno dei due è in grado di guidare l’Italia, per motivi molto diversi. Preferisco il passato discutibile di Berlusconi al futuro imprevedibile che avremmo con Di Maio.

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“Non ci sto al gioco della torre”. Ospite di Otto e mezzo, il segretario del Pd Matteo Renzi si sottrae al dilemma della scelta tra Silvio Berlusconi e Luigi Di Maio per un ipotetico governo. “Chi votare tra Di Maio e Berlusconi è un gioco della torre, ma la politica è altro, raccontare di un nuovo bipolarismo non ha senso: la coalizione che il Pd metterà in campo sarà quella che avrà un risultato superiore al 30 per cento, spero vicino al 40”. Piuttosto, l’ex presidente del Consiglio lancia una proposta a Lega e M5S; “Facciamo un patto di correttezza e diciamo ‘mai usare bufale e fake news’. Il Pd è pronto a firmarlo, sono pronti Salvini e Di Maio a chiarire i loro rapporti con chi ha utilizzato queste bufale?”. Poi Renzi parla anche dello sciopero della Cgil contro l’innalzamento dell’età pensionabile, fissato per il 2 dicembre, usando toni insolitamente morbidi: “La Cgil è una organizzazione che merita rispetto: mi dispiace quando i sindacati si dividono, Paolo Gentiloni si è comportato correttamente cercando di tenere tutti insieme”.

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Il direttore di Repubblica Mario Calabresi ha commentato in modo evasivo la “conversione” del fondatore Eugenio Scalfari su Berlusconi: “Sono felice di non dovermi trovare in questa situazione: hanno fatto una legge proporzionale così nessuno sarà obbligato a scegliere tra Di Maio e Berlusconi”, ha detto mercoledì sera a Otto e mezzo, su La7. Due firme del giornale, Massimo Giannini e Michele Serra, hanno invece espresso un’opinione diversa da quella di Scalfari: “A differenza del padre fondatore – ha scritto Serra nella sua Amaca – tra Berlusconi e Di Maio sceglierei Di Maio. (La terza opzione, tra i due, è la cicuta, ma non so dove si compera). La scelta è tra l’antico e risaputo orrore del demagogo miliardario (…) e il nuovo, inedito spavento di essere governati dal Partito dei Mediocri, dei quali Di Maio è il capo più rappresentativo”. Giannini ha commentato nella sua trasmissione radiofonica Circo Massimo: “Il fondatore è come la Roma: non si discute, si ama. Ma su questo sono in dissenso da lui perché se ricordiamo quello che è stato il Cavaliere nella lunghissima avventura di Repubblica, prima di dire scelgo Berlusconi ho qualche difficoltà, sarei prudente”.

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