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Legge elettorale, il governo Meloni supera lo scoglio del primo voto segreto: bocciate le pregiudiziali di costituzionalità

Il voto sulla riforma è ritenuto lo snodo cruciale della legislatura. Le cinque pregiudiziali presentate dalle opposizioni sono state respinte con 229 no e 151 sì. Si riprenderà lunedì
Legge elettorale, il governo Meloni supera lo scoglio del primo voto segreto: bocciate le pregiudiziali di costituzionalità
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  • 11:29

    Cinque pregiudiziali, un solo voto segreto intorno alle 13.15

    Sono cinque le pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni alla legge elettorale. La discussione inizierà nell’Aula della Camera alle 12 e il voto sarà unico e segreto ed è atteso intorno alle 13.15 – 13.30.

  • 11:28

    Ciriani: “Maggioranza dimostri che c’è e va avanti”

    “Sulla legge elettorale “è il momento della massima responsabilità per tutta la maggioranza chiamata, dopo l’incidente di luglio sulle preferenze, a dimostrare che c’è e va avanti”. Così il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, in una intervista al Corriere della Sera. Farete votare con un solo dito per controllare che non spingano il tasto sbagliato? “Ma no. Invitiamo tutti ad essere presenti, poi ogni parlamentare, eletto, farà i conti con la propria coscienza”, risponde Ciriani. “Giorgia Meloni ha sempre detto di voler reintrodurre le preferenze. Una battaglia giusta condotta nonostante le perplessità di altri e che ha vinto convincendo anche gli alleati. A quel punto la sinistra che alla Camera non solo non le aveva votate ma aveva esultato, come per una vittoria dell’Italia ai mondiali, quando erano state bocciate, si è lamentata che non erano vere preferenze. Il dato di fatto è uno: noi le abbiamo introdotte, altri che avrebbero potuto farlo quando erano al governo no. E questa è un’altra promessa realizzata”, aggiunge il ministro.

  • 11:27

    La legge elettorale alla Camera tra timori e sospetti

    Sono ore di timori e sospetti per quello che viene da tutti indicato come lo snodo cruciale della legislatura: il voto sulla legge elettorale alla Camera. In tarda mattinata ci sarà il primo dei due voti a scrutinio segreto (l’altro sarà la prossima settimana), sulle pregiudiziali di costituzionalità delle opposizioni. Tutti precettati, anche via messaggino, i parlamentari del centrodestra. E a far capire come il momento sia delicato, si registra anche l’arrivo a Montecitorio, per la discussione generale, del portavoce dei relatori di Fdi, Angelo Rossi, nonostante un’influenza. Del resto, l’attenzione è massima e la premier Giorgia Meloni ha detto a più riprese che un passo falso in Aula avrebbe conseguenze sulla legislatura. In particolare se dovesse arrivare sul voto segreto finale al provvedimento che sarà tra il 7 e l’8 ottobre dopo almeno tre fiducie su tre dei quattro articoli toccati al Senato. E, dunque, in un clima di sospetti, si guarda ai possibili franchi tiratori di maggioranza, in particolare tra i malpancisti delle preferenze o le donne. Così come, nei pour parler del Transatlantico, riemergono le teorie, seccamente rimandate al mittente dagli interessati, su possibili autosabotaggi di Fdi. Gli ‘osservati speciali’ nel centrodestra restano comunque Lega ed Forza Italia, da sempre i meno entusiasti del Melonellum. Per altro, secondo alcune proiezioni che circolano tra i deputati, la riforma, in caso il centrodestra uscisse sconfitto, produrrebbe una riduzione drastica degli eletti tra i deputati azzurri e del Carroccio. Ad ogni modo i deputati di Fdi potranno dimostrare la loro fedeltà votando con un solo dito nella pulsantiera e rendendo così evidente la scelta per il sì. Mentre non sarà possibile, come avvenuto nel precedente di luglio dopo la battuta d’arresto sulle preferenze, inviare ‘controllori’ dei deputati dalla tribuna della stampa. Allora alcuni dipendenti del gruppo di Fdi – dalla zona destinata ai giornalisti – girarono anche alcuni video e questo destò polemiche da parte delle opposizioni e fu segnalato dall’Associazione stampa parlamentare ai questori di Montecitorio, che affrontarono il tema in una riunione. Ora la tribuna centrale, riservata ai giornalisti per seguire le sedute dell’Assemblea, sarà interdetta agli staff, che potranno fare invece richiesta di posizionarsi in quelle laterali, destinate ai cineoperatori, firmando come sempre il ‘Codice di autoregolamentazione’ con cui ci si impegna a non realizzare fotografie e riprese video improprie sullo svolgimento dei lavori.