Roma, 3 feb. (Adnkronos) - Per le opposizioni i toni e i contenuti dell'informativa oggi alla Camera del ministro Matteo Piantedosi sui fatti di Torino, confermano il "bluff" dell'appello all'unità sulla sicurezza lanciato ieri dalla premier Giorgia Meloni. Dall'emiciclo di Montecitorio, lo scontro si è poi spostato in capigruppo al Senato dove il centrodestra "ha forzato votando a maggioranza" la calendarizzazione per domani di comunicazioni - con voto - del ministro dell'Interno. "C'è il tentativo di usare la sicurezza come clava politica contro l'opposizione, è vergognoso. Trasformano una tragedia in una brutta propaganda politica", attacca Francesco Boccia al termine della capigruppo a palazzo Madama.
Le opposizioni potrebbero presentare un testo comune per il voto di domani su Piantedosi. Dalla risoluzione unitaria del Parlamento, avanzata ieri dalla premier Meloni, si è passati così a uno scontro a tutto campo. In aula a Montecitorio Pd, M5S, Avs e Più Europa replicano con durezza al titolare del Viminale. Più morbida Azione mentre Iv mette agli atti che "noi sulla sicurezza ci siamo" ma non sull'ennesimo "decreto spot" del governo, dice Maria Elena Boschi. Per il Pd in aula parla il responsabile Sicurezza, Matteo Mauri, con Elly Schlein seduta accanto. "Piantedosi è venuto qui non a richiamare a unità di intenti, se non in modo ipocrita, ma a fare propaganda e strumentalizzare un fatto gravissimo".
Il Pd non ci sta alle accuse del ministro ai "cosidetti manifestanti pacifici", come li definisce, e alle forze politiche che offrirebbero "complicità e copertura" a gruppi violenti. Attacca Mauri: "Le persone si fidano delle forze dell'ordine. Non sono per nulla sicuro, invece, che ci si possa fidare di voi. Perchè voi usate ogni occasione per strumentalizzare persone perbene che manifestano in modo democratico, parlandone come se fossero tutti dei delinquenti. Noi siamo qui a difendere le persone che fanno vivere la democrazia e che voi invece criminalizzate. Come provate a fare per intere forze politiche. E' inaccettabile".
Per i 5 Stelle interviene l'ex-sindaca di Torino, Chiara Appendino, chiamata implicitamente in causa pochi minuti prima in aula dal leghista Riccardo Molinari: "Negli ultimi decenni c'è stata una copertura connivente tra chi ha guidato Torino e certi ambienti", ha detto il capogruppo della Lega. Ribatte Appendino: "Io vivo ancora sotto scorta. Prima di lanciare accuse sulla connivenza del M5s dovete riconoscere la battaglia di chi non nasconde la testa". Ed ancora: "Criminalizzare un intero gruppo di persone è pericoloso" e lo fate, rimarca Appendino, per "nascondere il vostro plateale e clamoroso fallimento sulla sicurezza. Fa schifo usare la violenza anarchica per i vostri comodi. Io non ci sto".
E poi Angelo Bonelli, duro nel difendere Avs dalle accuse di complicità per la presenza di alcuni esponenti al corteo di Torino. "Oggi il ministro Piantedosi si assume la responsabilità politica di alzare il livello di scontro nel Paese, non parlando da ministro, ma da esponente politico. Lei oggi in aula si è assunto la responsabilità di attaccare una forza politica democratica, pacifista e non violenta". Accusa Bonelli: "Lei ministro aveva il dovere di tutelare i manifestanti pacifici e fermare i violenti, perchè voi quei violenti li conoscete e gli avete consentito di agire. Parla di ripristino delle legalità? Noi aspettiamo ancora lo sgombero di Casa Pound".
Magi definisce Piantedosi "terrorizzante" sul piano dei diritti: "Piantedosi dice che i cosiddetti manifestanti pacifici, 20.000 persone, sono complici dei violenti: noi siamo terrorizzati dall'idea dell'uso che vorrà fare di quelle norme speciali che chiede di introdurre, e alle quali ci opporremo, perché evidentemente le vorrà usare erga omnes".