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Scontri a Torino, l’informativa di Piantedosi: “Innalzato il livello dello scontro, richiama dinamiche terroristiche” | La diretta

Il ministro dell'Interno sugli scontri al corteo per il centro sociale Askatasuna. Il riferimento agli esponenti di Avs in piazza: "Chi sfila con questi delinquenti offre loro prospettiva di impunità"
Scontri a Torino, l’informativa di Piantedosi: “Innalzato il livello dello scontro, richiama dinamiche terroristiche” | La diretta
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  • 15:51

    Piantedosi: “Auspico ok al pacchetto sicurezza giovedì”

    Il Cdm giovedì approverà il pacchetto sicurezza? “L’auspicio è che questo avvenga, ci stiamo lavorando”. Così il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi rispondendo ai cronisti in Transatlantico dopo l’informativa sui fatti di Torino.

  • 15:50

    Bonelli cita il “giovedi nero di Milano” e La Russa: scintille in aula

    Qualche scintilla e contestazione in Aula dai banchi del centrodestra quando Angelo Bonelli di Avs nell’ambito del dibattito dopo l’informativa del ministro Matteo Piantedosi su Torino ha citato il “giovedì nero di Milano”. “Ci parla di cattivi maestri – ha detto Bonelli – ma era il 12 aprile 1973 quando fu indetta una manifestazione dal movimento sociale” che fu “vietata dalla polizia” e “ad aprire il cordone c’era il presidente del Senato Ignazio La Russa e a quella manifestazione una bomba fu lanciata e morì l’agente Antonio Marino“. “Voi – ha concluso Bonelli – volete portare indietro la storia noi difenderemo la democrazia il diritto di manifestare”.

  • 15:21

    Bonelli: “Da Piantedosi comizio e attacca Avs. È lui che alza livello scontro”

    “Oggi il ministro Piantedosi si assume la responsabilità politica di alzare il livello di scontro nel Paese, non parlando da ministro, ma da esponente politico. Lei non può utilizzare le divise dei poliziotti indossate con onore per fare propaganda. Lei oggi in aula si è assunto la responsabilità di attaccare una forza politica democratica, pacifista e non violenta”. Così Angelo Bonelli in aula alla Camera per le informativa del ministro Matteo Piantedosi sui fatti di Torino. “Lei ministro aveva il dovere di tutelare i manifestanti pacifici e fermare i violenti, perchè voi quei violenti li conoscete e gli avete consentito di agire. Parla di ripristino delle legalità? Noi aspettiamo ancora lo sgombero di Casa Pound. Noi difenderemo il sempre il diritto di manifestare in modo democratico, chi lo fa, quelli sono i vostri nemici. I vostri amici sono i violenti e se c’è una complicità, quella è la vostra perchè noi la democrazia la difenderemo sempre”.

  • 15:05

    Appendino (M5s): “Criminalizzare tutti i manifestanti li avvicina a violenza”

    “A me la violenza fa ribrezzo. Lo ribadisco con la voce di chi la violenza l’ha combattuta. Perché io da sindaca ho sgomberato un covo di anarchici dove fabbricavano le bombe. Qual è stato il prezzo di quella legalità? Cortei violenti. Un pacco bomba. Sono venuti a manifestare sotto casa mia con un manichino con la mia testa. Io vivo ancora sotto scorta. Ecco, io sabato non c’ero. Ma quella piazza la conosco, era un corteo pacifico, poi c’era quella schifezza, quel centinaio di violenti che non sono manifestanti, ma criminali. Ma criminalizzare un intero gruppo di persone è pericoloso, perché li allontana dallo Stato e li avvicina a chi è veramente violento“. Così la deputata M5S Chiara Appendino in Aula per l’informativa del ministro Piantedosi sui fatti di Torino.

  • 14:49

    Piantedosi: “Il fermo preventivo c’è già in altri Paesi”

    “Stiamo lavorando all’introduzione di specifiche misure finalizzate a rendere ancora più efficace l’azione di filtro e prevenzione, come il fermo di polizia per soggetti potenzialmente pericolosi di cui siano già conoscibili intenzioni e attitudini. Strumenti del genere, del resto, sono presenti in alcuni ordinamenti europei senza che nessuno gridi all’attentato alla democrazia”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi nell’informativa alla Camera sugli scontri di Torino. “E pensare – ha aggiunto – che queste misure oggi vengono criticate da chi attribuisce gli incidenti esclusivamente ad asseriti deficit di prevenzione e non, come avvenuto, ad una precisa determinazione criminale di chi ha posto in essere le violenze”.

  • 14:48

    Mauri (Pd): “Da Piantedosi solo propaganda”

    “Ho sperato fino all’ultimo che avrei sentito parole di responsabilità dal ministro Piantedosi. Ma quello che ho sentito ancora una volta mi ha completamente disilluso. È venuto qui ancora un volta non a richiamare a unità di intenti, se non in modo ipocrito, ma per fare propaganda e strumentalizzare un fatto gravissimo”. Lo dice Matteo Mauri del Pd in aula alla Camera per l’informativa del ministro Matteo Piantedosi ringraziando le forze dell’ordine tra gli applausi del gruppo dem, Elly Schlein compresa. “Le persone si fidano delle forze dell’ordine. Non sono per nulla sicuro invece che ci si possa fidare di voi. Perché voi usate ogni occasione per strumentalizzare persone perbene che manifestano in modo democratico, parlandone come se fossero tutti dei delinquenti. Noi siamo qui a difendere le persone che fanno vivere la democrazia e che voi invece criminalizzate come provate a farlo per intere forze politiche. È inaccettabile”.

  • 14:46

    Montaruli (Fdi): “Ora magistratura deve recuperare credibilità”

    “Oggi il punto è un altro, rompere con chi rompe. E devo dire che avendo fatto il Governo tutto quello che poteva fare, ora la credibilità deve recuperarla, però, la magistratura. Perché mi si deve spiegare perché un poliziotto che spara contro un criminale che lo aggredisce paventando una pistola che si ritiene vera, viene indagato e forse imputato per tentato omicidio; mentre se è il poliziotto ad essere aggredito con un martello, ripetutamente uno contro dieci, allora l’imputazione o l’indagine avviene per lesioni. Perché questo strabismo?”. Lo ha affermato Augusta Montaruli, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, dopo l’informativa alla Camera del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, sugli incidenti accaduti sabato scorso a Torino.

  • 14:45

    Il ministro: “Avevano preannunciato una resa dei conti con lo Stato democratico”

    “L’iniziativa di sabato era stata preceduta e preannunciata, lo scorso 17 gennaio, da una assemblea nazionale indetta da Askatasuna presso l’Università di Torino, a cui avevano partecipato circa 750 persone, fra le quali numerosi attivisti delle diverse anime dell’antagonismo nazionale, aderenti al sindacalismo di base, al movimento No tav e ai gruppi ambientalisti, rappresentanti della Cgil, del partito Alleanza Verdi e Sinistra e della locale comunità islamica. In quella circostanza, nel rilanciare l’appuntamento per la manifestazione nazionale in solidarietà ad Askatasuna, programmata per il successivo 31 gennaio a Torino, è stato sottolineato, cito testualmente, che il corteo avrebbe costituito ‘una resa dei conti con lo Stato democratico’, in quanto ‘lo sgombero di Askatasuna alza l’asticella dello scontro’”. Così il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi nell’informativa alla Camera sugli scontri avvenuti a Torino durante il corteo pro Askatasuna. “Il 31 gennaio era stato definito ‘uno spartiacque, come una guerra di liberazione nazionale, nella prospettiva di un fronte allargato comprensivo della comunità araba e musulmana, diventate compagne di lotta’”, ha aggiunto.

  • 14:43

    Piantedosi: “Ad Askatasuna occupazione troppo a lungo tollerata”

    “È il caso di sottolineare che il centro sociale Askatasuna, dopo essersi caratterizzato per 30 anni di illegalità e di violenze perpetrate in tutta Italia, il 18 dicembre scorso è stato finalmente sgomberato, ponendo fine all’occupazione abusiva di un immobile di proprietà pubblica troppo a lungo tollerata”. Così il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi nell’informativa alla Camera sugli scontri avvenuti a Torino durante il corteo pro Askatasuna.

  • 14:36

    Il bilancio: “108 agenti feriti, 27 manifestanti fermati”

    “Il bilancio degli incidenti è di 108 feriti tra gli operatori delle Forze dell’ordine, di cui 96 della Polizia di Stato, 5 dei Carabinieri e 7 della Guardia di Finanza. All’esito di una primissima attività d’indagine, subito avviata e tuttora in corso, sono state sottoposte a fermo 27 persone, 24 delle quali denunciate per resistenza a pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico, porto di armi improprie, travisamento e inottemperanza ai provvedimenti dell’autorità. Tre persone sono state tratte in arresto per resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Tra di esse anche un ventiduenne che, dall’analisi dei filmati acquisiti, risulta aver partecipato all’aggressione dell’agente di polizia e alla sottrazione al medesimo dello scudo e della maschera antigas, motivo per il quale il giovane è stato anche denunciato per rapina in concorso. Ai denunciati è stato, altresì, sequestrato materiale usato negli scontri come chiavi inglesi, coltelli, sassi, e indumenti per il travisamento”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nel corso della sua informativa alla Camera sui fatti di Torino.