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Guerra a Kiev, Zelensky a Oslo per i negoziati: presenti Witkoff e leader Ue. Cremlino: “Speriamo a breve in un incontro tra gli inviati di Trump e Putin”

Secondo Axios, sarà presente al vertice anche l’inviato speciale della Casa Bianca. L’obiettivo è quello di continuare a concordare una proposta globale che possa costituire la base per la ripresa dei negoziati con la Russia. Il presidente ucraino al Corriere: Il presidente ucraino: "Anche l'Italia vittima della guerra ibrida di Putin"
Guerra a Kiev, Zelensky a Oslo per i negoziati: presenti Witkoff e leader Ue. Cremlino: “Speriamo a breve in un incontro tra gli inviati di Trump e Putin”
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Cremlino: “Speriamo a breve in un incontro tra Putin, Witkoff e Kushner”

Il Cremlino auspica che possa essere organizzato a breve un incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e gli inviati del presidente americano Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, per fare il punto sui negoziati riguardanti l’Ucraina e su altre questioni d’interesse comune tra Mosca e Washington. “Speriamo che già nel prossimo futuro sia possibile organizzare un incontro e che i negoziatori americani, il signor Witkoff, possano informare il presidente Putin dei loro contatti sia con gli ucraini che con gli europei, oltre a proseguire lo scambio di messaggi tra Washington e Mosca su tutta una serie di questioni molto importanti”, ha dichiarato ai giornalisti il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato da Interfax. Rispondendo a una domanda sulla possibilità di un incontro con gli emissari di Trump, impegnati oggi in colloqui in Norvegia con la controparte ucraina, Peskov ha spiegato: “Questi incontri si rivelano ogni volta molto importanti, arrivano sempre al momento opportuno e sono molto sostanziosi. Apprezziamo molto gli sforzi di mediazione dei negoziatori americani”, ha affermato. Il portavoce ha invece evitato di confermare un incontro a San Pietroburgo tra Putin e la coppia Witkoff-Kushner: “Vi faremo sapere quando e dove si terrà l’incontro”.

  • 12:32

    Cremlino: “Speriamo a breve in un incontro tra Putin, Witkoff e Kushner”

    Il Cremlino auspica che possa essere organizzato a breve un incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e gli inviati del presidente americano Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, per fare il punto sui negoziati riguardanti l’Ucraina e su altre questioni d’interesse comune tra Mosca e Washington. “Speriamo che già nel prossimo futuro sia possibile organizzare un incontro e che i negoziatori americani, il signor Witkoff, possano informare il presidente Putin dei loro contatti sia con gli ucraini che con gli europei, oltre a proseguire lo scambio di messaggi tra Washington e Mosca su tutta una serie di questioni molto importanti”, ha dichiarato ai giornalisti il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato da Interfax. Rispondendo a una domanda sulla possibilità di un incontro con gli emissari di Trump, impegnati oggi in colloqui in Norvegia con la controparte ucraina, Peskov ha spiegato: “Questi incontri si rivelano ogni volta molto importanti, arrivano sempre al momento opportuno e sono molto sostanziosi. Apprezziamo molto gli sforzi di mediazione dei negoziatori americani”, ha affermato. Il portavoce ha invece evitato di confermare un incontro a San Pietroburgo tra Putin e la coppia Witkoff-Kushner: “Vi faremo sapere quando e dove si terrà l’incontro”.

  • 10:31

    Norvegia conferma riunione con Zelensky, Witkoff e Kushner

    Il governo norvegese ha confermato che gli inviati speciali del presidente degli Stati Uniti, Steve Witkoff e Jared Kushner, prenderanno parte oggi ai colloqui tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il premier norvegese Jonas Gahr Store e il presidente finlandese Alexander Stubb che si terranno a Oslo. Witkoff parteciperà in presenza mentre Kushner da remoto, ha riferito l’esecutivo norvegese in una nota. “L’Ucraina ha richiesto che gli inviati speciali statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner si unissero agli incontri. Sono lieto che possano partecipare. In passato sono stati intrapresi sforzi diplomatici in diversi Paesi, la Norvegia e la Finlandia sono liete di poter proseguire questo lavoro. L’obiettivo è quello di indirizzare gli sforzi diplomatici verso un percorso più costruttivo”, ha dichiarato il premier Jonas Gahr Store.  

  • 10:23

    Nyt: “Domani Kushner e Witkoff incontreranno Putin”

    Gli inviati del presidente americano Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, voleranno domani a San Pietroburgo, in Russia, per incontrare il presidente russo, Vladimir Putin nella sua città natale. Lo ha riferito il New York Times, secondo cui al centro dei colloqui potrebbe esserci anche il rilascio di un cittadino americano detenuto in Russia, nell’ambito degli sforzi dell’amministrazione Trump per favorire un accordo con Mosca. L’unico cittadino americano che il Dipartimento di Stato classifica come “detenuto ingiustamente” in Russia è Stephen Hubbard, accusato da Mosca di aver combattuto come mercenario al fianco dell’Ucraina. Hubbard, che ha circa 75 anni, è stato arrestato nel 2022 e condannato a oltre sei anni da scontare in una colonia penale. La missione degli emissari americani in Russia si svolgerebbe dopo che oggi a Oslo Kushner e Witkoff incontrano, insieme ai leader di Norvegia e Finlandia, il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky.

  • 09:19

    Wall Street Journal: “Putin ha proposto un incontro con Trump e Xi sull’Ucraina, ma senza Zelensky”

    Il presidente russo Vladimir Putin ha proposto un incontro, da tenersi a novembre, tra lui e gli omologhi americano Donald Trump e cinese Xi Jinping per discutere dell’Ucraina, allo scopo di negoziare la fine al conflitto che sia favorevole a Mosca. Lo riporta il Wall Street Journal, in base a persone a conoscenza del dossier. Il piano è un tentativo di Putin di sfruttare il suo riavvicinamento con Trump, in una dinamica che ha destato timori in Ucraina e tra i suoi alleati a Washington e in Europa. Un vertice simile, senza Volodymyr Zelensky, sarebbe senza precedenti e un campanello d’allarme nelle capitali europee e non solo.  

    Putin ha avanzato l’idea del vertice a tre durante una telefonata con Trump del 9 ottobre, secondo un ex funzionario dell’intelligence russa. Nel corso della stessa conversazione è stato inoltre raggiunto un accordo che prevede l’acquisto, da parte degli Stati Uniti, di gasolio russo, facilitandone al contempo la vendita sul mercato globale. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha confermato che sono in corso discussioni riguardo a un possibile incontro.

    “Non c’è ancora una visione chiara sull’incontro in sé o sui suoi potenziali punti all’ordine del giorno, sebbene tutte e tre le parti riconoscano l’ipotesi che un tale incontro possa aver luogo”, ha detto al Wsj. Un alto funzionario Usa ha precisato che Trump non ha ancora dato il suo assenso a un vertice del genere. Tuttavia, secondo la stessa fonte, il presidente potrebbe mostrarsi aperto all’idea, dato il suo desiderio di mantenere la promessa elettorale di porre fine alla guerra. Trump aveva affermato che il conflitto si sarebbe concluso “il primo giorno” del suo nuovo mandato. Secondo le fonti informate sulle trattative, il Cremlino ha suggerito di tenere il dialogo trilaterale a margine del prossimo vertice dell’Apec, previsto per il 18 e 19 novembre a Shenzhen, polo tecnologico nel sud della Cina.

    Secondo gli analisti, un summit a tre su suolo cinese rappresenterebbe un passo significativo per Xi, nell’ambito dei suoi sforzi per rafforzare il ruolo di Pechino come mediatore diplomatico di primo piano. Funzionari russi hanno avanzato la proposta a Pechino attraverso i canali diplomatici: la parte cinese ha fatto sapere che non si opporrebbe, a patto che Trump sia d’accordo, riferiscono altre persone. “La Cina vuole essere vista come il perno tra le grandi potenze e, potenzialmente, come mediatrice tra Stati Uniti e Russia“, ha notato Yun Sun, a capo del programma sulla Cina dello Stimson Center, think tank di Washington. In passato, Putin ha già proposto un trilaterale sia a Trump sia a Xi: questa volta, tuttavia, la proposta giunge in una fase in cui le sorti dei rapporti tra Mosca e Washington hanno subito un’inversione di tendenza.

  • 08:49

    Zelensky: “Il Pentagono ritarda la consegna dei Patriot già pagati”

    Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si dice certo che Washington stia deliberatamente ritardando la consegna di missili intercettori all’Ucraina: parlando davanti ai senatori statunitensi, Zelensky ha affermato che “il Pentagono sta ritardando la consegna di missili” già pagati da alcuni paesi europei nell’ambito del programma Purl (Prioritised Ukraine Requirements List). Secondo Zelensky, la spedizione è in attesa della firma del Segretario alla Difesa statunitense, Pete Hegseth.
    Zelensky ha inoltre riferito che diversi paesi europei sarebbero pronti a trasferire missili intercettori Patriot dai propri arsenali, ma restano in attesa dell’autorizzazione da parte degli Stati Uniti. “I missili sono pronti e potrebbero già trovarsi in Ucraina -ha dichiarato Zelensky, secondo quanto reso noto dalla presidenza ucraina-. Ma, purtroppo, l’autorizzazione non è ancora arrivata. Tutto ciò suggerisce che sia stata presa una decisione politica volta a rallentare il sostegno nei nostri confronti”.

  • 08:48

    Vance: “Non credo che l’Ucraina debba entrare nella Nato”

    Il vicepresidente statunitense JD Vance ha affermato che l’Ucraina non dovrebbe aderire alla Nato. “Per quanto ne so, non abbiamo un’alleanza formale con l’Ucraina. Non fanno parte della Nato e non credo che dovrebbero farne parte”, ha dichiarato in un’intervista al media digitale 2WAY. “Penso che siano un Paese ammirevole. Collaboreremo su alcune cose, ma saremo anche in disaccordo su altre”, ha aggiunto.  

  • 08:46

    Zelensky al Corriere: “Anche l’Italia è vittima della guerra ibrida di Putin”

    “Le limitazioni alla condivisione di informazioni di intelligence e la riduzione della velocità di Starlink non sono più semplici minacce ma una realtà. È ingiusto nei nostri confronti. Restiamo grati al popolo americano e alla squadra di Trump. Ma tra partner deve esserci onestà”. Lo dice in una intervista al Corriere della Sera il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “Abbiamo sempre voluto un rapporto fondato su onestà, giustizia e trasparenza. Non voglio nascondere nulla al presidente americano. Possiamo avere opinioni e interessi diversi, ma i nostri popoli hanno molto più in comune di quanto ne abbiano America e Russia – afferma – La collaborazione esiste: riceviamo armi americane attraverso programmi finanziati dagli europei. Oggi quelle armi le paghiamo. Vogliamo continuare ad avere relazioni aperte, oneste e pragmatiche”. “Se i russi ci colpiscono e noi non possiamo rispondere, è ingiusto. Ho detto: se per voi alleati è necessario, e non riuscite a fermare Putin, dateci almeno gli intercettori per proteggere le infrastrutture energetiche. Subiremmo comunque perdite, ma sarebbe un comportamento da partner. Invece quei missili non ce li hanno dati: ci chiedono soltanto di fermarci. Poi arrivano le limitazioni dell’intelligence e la riduzione della velocità di Starlink. Non sono più semplici minacce: le restrizioni ci sono state. È ingiusto nei nostri confronti. Restiamo grati al popolo americano e alla squadra di Trump che vuole finire la guerra. Ci incontriamo e ci parliamo, ma tra partner deve esserci onestà”, aggiunge. “L’Europa deve aiutare l’Ucraina e l’Ucraina aiuterà sempre l’Europa“, prosegue, evidenziando che “alcuni Paesi dispongono di missili Patriot: bisogna aiutarci a prepararci all’inverno. È interesse di tutti. Se il cielo sarà protetto, le persone resteranno il più possibile in Ucraina. Se avanzeremo verso la fine della guerra, torneranno”. Zelensky sottolinea di avere un “ottimo rapporto con Giorgia Meloni e la rispetto molto”. “Sono grato agli italiani e a chi ci sostiene fin dall’inizio. Ma non è un rapporto in cui l’Italia aiuta e l’Ucraina non dà nulla in cambio. Condividiamo l’esperienza sulle armi: quali funzionano, quali no, quali miglioramenti hanno introdotto i nostri ingegneri e militari. Abbiamo collaborazioni produttive nei due Paesi e un ottimo rapporto con Leonardo – spiega – Questo scambio fa crescere anche la tecnologia italiana. Negli stabilimenti in Italia lavorano italiani: sono posti di lavoro, non soltanto aiuti all’Ucraina. Dobbiamo proseguire così, anche per costruire la difesa aerea europea”. lpr

  • 08:45

    Kiev: “4 morti in attacchi russi in diverse zone del Paese”

    Le autorità ucraine hanno reso noto che, in seguito ad attacchi russi, quattro persone hanno perso la vita in diverse zone del paese. Gli attacchi sono avvenuti dopo che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che Kiev riprenderà a colpire le raffinerie russe, in risposta ai continui bombardamenti subiti. Tre persone sono morte nella regione di Kiev, ha riferito su Telegram il Servizio statale per le emergenze dell’Ucraina. Una persona è rimasta uccisa in seguito ad attacchi contro Zaporizhzhia, nel sud-est del Paese, secondo quanto dichiarato dal capo dell’amministrazione militare regionale, Ivan Fedorov. Gli attacchi hanno causato il ferimento di almeno 11 persone. 

  • 08:44

    Zelensky: “Sospensione degli attacchi alle raffinerie russe se ci forniscono i Patriot”

    “Potremmo sospendere gli attacchi alle raffinerie di petrolio russe per 30 giorni. In cambio, ci aspetteremmo che l’America ci aiutasse a proteggere i nostri cieli per quegli stessi 30 giorni in particolare con i missili intercettori Patriot. Sarebbe giusto, ne sono certo. Ma purtroppo non abbiamo riscontrato alcuna disponibilità ad aiutarci nemmeno con questa opzione”. Lo ha detto il presidente ucraino, Volodymyr Zelenskyy, parlando in collegamento con una delegazione bipartisan del Senato e della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, come riportato da Ukrinform. Secondo l’agenzia ucraina inoltre Zelensky ha incontrato a Kiev una delegazione della società di difesa statunitense Lockheed Martin per discutere dell’ampliamento delle forniture di intercettori di missili balistici e della possibilità di effettuare interventi di manutenzione e riparazione sui caccia F-16 in Ucraina.