Il mondo FQ

Hormuz, Teheran: “Lo stretto resta chiuso”. Trump sui social: “È nuovo territorio Usa”. Emirati: “L’Iran ha lanciato due missili finiti in mare”

Una nave commerciale colpita da un proiettile: "L’impatto ha causato danni alla sala macchine”. Preoccupazione per le fuoriuscite di petrolio. Traffico navale ancora a rilento: solo sei imbarcazioni nelle ultime 24 ore. Iran: "Correggeremo le illusioni di Trump"
Hormuz, Teheran: “Lo stretto resta chiuso”. Trump sui social: “È nuovo territorio Usa”. Emirati: “L’Iran ha lanciato due missili finiti in mare”
Icona dei commenti Commenti
In Evidenza

Araghchi: “Non accettiamo il cessate il fuoco, vogliamo la fine della guerra”

“Abbiamo informato i mediatori che non accettiamo un cessate il fuoco. Al contrario, abbiamo affermato che la guerra deve finire”. Lo ha dichiarato in un’intervista ai media iraniani il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Isna.

  • 21:01

    Ambasciatore Usa in Israele: “Buon accordo tra Netanyahu e Kushner”

    “Penso che la gente debba capire che Israele ha firmato il piano di pace in 20 punti del presidente Trump. Non si è mai tirato indietro. Israele ha sempre sostenuto, e gli Stati Uniti lo hanno rispettato, il diritto a difendersi. Se c’è una minaccia immediata, non ci si aspetta che Israele rimanga a guardare e la accetti senza reagire”. Lo ha detto in una intervista a Channel 12 l’ambasciatore Usa in Israele Mike Huckabee. “Ho letto alcuni articoli sulla stampa riguardo a presunti scontri tra Jared Kushner e il primo ministro Benjamin Netanyahu. Ero nella stanza, ho partecipato a ogni conversazione dell’incontro avvenuto lunedì. Non è andata così: c’è accordo, ed é un buon accordo: tutti vogliamo vedere la situazione andare avanti. Riconosciamo anche che il presidente Trump ha chiarito che Hamas deve essere disarmato e che non ha futuro al governo di Gaza”, ha affermato Huckabee. “Non ci si aspetta che Israele modifichi la propria posizione finché Hamas dispone ancora di armi, fucili Rpg e granate. È proprio questo il punto del disarmo”, ha aggiunto.

  • 19:53

    Araghchi: “Non accettiamo il cessate il fuoco, vogliamo la fine della guerra”

    “Abbiamo informato i mediatori che non accettiamo un cessate il fuoco. Al contrario, abbiamo affermato che la guerra deve finire”. Lo ha dichiarato in un’intervista ai media iraniani il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Isna.

  • 19:51

    Ghalibaf: “Usa pagliacci, risolvano il disastro creato”

    Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha accusato gli Stati Uniti di voler aumentare la pressione su Teheran per ottenere concessioni che, sostiene, non erano previste dal memorandum firmato dalle parti. In un messaggio pubblicato su X, Ghalibaf ha criticato in particolare il segretario al Tesoro, Scott Bessent, ed il capo del Pentagono, Pete Hegseth. “Gli americani pensano che aumentare la pressione sull’Iran porterà a concessioni che non hanno mai fatto parte dell’accordo”, ha scritto Ghalibaf, che poi ha attaccato direttamente Bessent e Hegseth, affermando che la gestione della crisi “è ben al di sopra delle loro capacità”. Il presidente del Parlamento iraniano ha proseguito con toni fortemente sarcastici nei confronti dell’amministrazione Trump: “Smettete di aspettare che questa squadra di pagliacci tiri fuori un coniglio dal cappello e fate pulizia del pasticcio che avete creato”.

  • 19:50

    Washington Post: “Il Pentagono valuta di ridurre la presenza militare in Medio Oriente dopo la guerra con l’Iran”

    Il Pentagono sta valutando di ridurre la propria presenza militare in Medio Oriente una volta finita la guerra contro l’Iran. Lo riferiscono al Washington Post otto fonti informate, tra cui funzionari ed esperti. Uno degli aspetti chiave al vaglio del dipartimento della Difesa è l’eventuale ritiro delle truppe dal Golfo Persico, dove le grandi basi militari americane sono state ripetutamente colpite da attacchi iraniani nel corso degli ultimi mesi. Pete Hegseth non ha ancora disposto una revisione formale della postura americana e, per il momento, l’analisi è solo una “pianificazione prudente”, potenzialmente utile a orientare le decisioni dell’amministrazione sull’eventuale ricostruzione delle basi danneggiate durante il conflitto. Il Comando Centrale degli Stati Uniti, responsabile delle operazioni militari Usa in Medio Oriente, schiera abitualmente circa 40.000 soldati in quasi 20 basi, distribuite lungo un arco di circa 2.400 chilometri che va dalla Giordania all’Oman. Dall’inizio dell’anno, il Pentagono ha incrementato la presenza nella regione di navi da guerra, caccia, sistemi di difesa aerea e altre risorse militari di particolare valore strategico, al fine di proteggere le truppe statunitensi ed effettuare oltre 13.000 attacchi contro l’Iran. Le basi Usa più grandi e stabili del Medio Oriente si trovano nel Golfo Persico: il Bahrain ospita il quartier generale della Quinta Flotta, mentre altri Stati, come il Kuwait, accolgono assetti dell’esercito e dell’aeronautica.

  • 18:59

    Emirati: “L’Iran ha lanciato due missili balistici finiti in mare”

    Gli Emirati Arabi Uniti hanno accusato l’Iran di aver lanciato due missili balistici contro il loro territorio, nessuno dei quali ha colpito la terraferma. “Le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti hanno rilevato due missili balistici lanciati dall’Iran verso il Paese, il primo dei quali è caduto al di fuori delle acque territoriali, mentre il secondo è caduto all’interno delle acque territoriali”, si legge in una dichiarazione pubblicata dal ministero su X. Dall’entrata in vigore del memorandum d’intesa tra Iran e Usa a giugno, gli Emirati non avevano segnalato nessun attacco iraniano, a differenza di altri Paesi del Golfo.

  • 18:25

    Rientrato l’allarme per minaccia missilistica negli Emirati

    È rientrato negli Emirati Arabi Uniti l’allarme per la minaccia missilistica rilevata dai sistemi di difesa aerea del Paese. Il ministero dell’Interno ha inviato un nuovo avviso sui telefoni cellulari della popolazione, comunicando che “la situazione è attualmente sicura” e invitando i residenti a riprendere le normali attività. In precedenza il ministero della Difesa di Abu Dhabi aveva annunciato di aver rilevato una minaccia missilistica diretta contro il Paese, chiedendo alla popolazione di “rimanere in un luogo sicuro e di seguire gli avvertimenti e gli aggiornamenti diffusi attraverso i canali ufficiali”. Non è stata al momento chiarita la provenienza della minaccia. Si tratta del primo allarme di questo tipo dal falso allarme registrato lo scorso giugno.

  • 17:12

    Emirati arabi uniti, i sistemi di allerta rilevano una “minaccia missilistica”

    I sistemi di difesa aerea degli Emirati Arabi Uniti hanno rilevato una minaccia missilistica diretta contro il Paese. Lo rende noto il Ministero della Difesa di Abu Dhabi, chiedendo alla popolazione di “rimanere in un luogo sicuro e di seguire gli avvertimenti e gli aggiornamenti diffusi attraverso i canali ufficiali”. Ancora da chiarire la provenienza della minaccia, la prima dal falso allarme dello scorso giugno.

  • 17:07

    Trump sente il presidente degli Emirati

    Colloquio telefonico tra Donald Trump e il presidente emiratino Sheikh Mohamed bin Zayed Al Nahyan. Al Nahyan, ha riferito l’agenzia di stampa emiratina Wam, ha ricevuto una telefonata dal tycoon. Si è trattato, secondo l’agenzia, di uno scambio di opinioni sugli “ultimi sviluppi in Medio Oriente” e sul lavoro diplomatico in atto. Al centro del colloquio, anche la “cooperazione” tra Emirati arabi uniti e Stati Uniti e le modalità per “rafforzare ulteriormente i rapporti”

  • 16:52

    Aiea: trovate tonnellate di materiale nucleare in Siria su segnalazione Damasco

    Il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), Rafael Grossi, ha annunciato il ritrovamento di “alcune tonnellate di materiale nucleare” in un sito in Siria, precedentemente non dichiarato e risalente al precedente regime, a seguito di una segnalazione delle stesse autorità siriane. “Dopo la vostra coraggiosa decisione di informarci dell’esistenza di un altro sito, un altro luogo in cui era stato stoccato materiale nucleare, siamo stati in grado di accedere a questo posto – ha detto Grossi in una conferenza stampa a Damasco con il ministro degli Esteri siriano Assad al-Shaibani -. Stiamo parlando di alcune tonnellate di materiale nucleare che potrebbe essere utilizzato in modo improprio”, ha dichiarato il capo dell’Aiea. Al-Shaibani ha riferito che l’Agenzia ha prelevato dei campioni dal sito visitato. “Il 17 luglio abbiamo inviato una lettera ufficiale all’agenzia, nella quale abbiamo volontariamente rivelato la presenza di materiale nucleare in un sito non dichiarato, parte dell’eredità lasciata dal precedente regime” di Bashar al Assad, ha affermato, aggiungendo che Grossi “e il team dell’Aiea hanno completato la visita al sito questa mattina e hanno raccolto i campioni necessari”.

DEMOCRAZIA DEVIATA

di Alessandro Di Battista 17.00€ Acquista