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Media: “Trump in modalità vendetta” Iran: “Missili Usa contro una petroliera nel golfo dell’Oman”. Martedì Netanyahu alla Casa Bianca

Nuovi raid Usa ed esplosioni vicino all’aeroporto di Erbil. Il presidente, scrive il quotidiano finanziario, sempre più convinto che l’unica lingua che Teheran capisce è quella della forza militare
Media: “Trump in modalità vendetta” Iran: “Missili Usa contro una petroliera nel golfo dell’Oman”. Martedì Netanyahu alla Casa Bianca
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Media: “Bahrein e Kuwait hanno attaccato l’Iran all’inizio del mese”

Il Bahrein e il Kuwait hanno condotto, con propri aerei da combattimento all’inizio di luglio, i primi attacchi diretti e segreti contro obiettivi all’interno dell’Iran, come rappresaglia per i raid subiti. Lo scrive il Wall Street Journal in esclusiva, sottolineando che questi attacchi riflettono la presa di coscienza, da parte del mondo arabo, di una lunga guerra che minaccia di coinvolgerlo ancora più profondamente. Secondo alcune fonti del Wsj, i raid aerei di inizio mese hanno preso di mira, tra gli altri, siti militari, depositi di droni e missili. Gli Emirati Arabi Uniti, che hanno attaccato l’Iran più volte all’inizio della guerra, hanno fornito informazioni sugli obiettivi e copertura aerea difensiva per i raid, segno di una nascente cooperazione araba nel contrasto all’Iran.
Da settimane l’Iran concentra i suoi attacchi di rappresaglia su Bahrein e Kuwait, che ospitano basi militari americane. I due stati del Golfo Persico hanno forze aeree relativamente piccole, armate con aerei statunitensi ed europei, ma non volevano permettere a Teheran di continuare a colpirli impunemente, hanno affermato le fonti al Wsj. Il ministero degli Esteri degli Emirati ha condannato gli attacchi contro il Kuwait e il Bahrein e affermato di “essere pienamente solidale con questi Stati e di ribadire il proprio sostegno a tutte le misure volte a salvaguardare la loro sicurezza e stabilità”. 

Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, gli Emirati Arabi Uniti sono intervenuti nel conflitto fin dalle prime fasi della guerra, conducendo decine di raid aerei contro l’Iran. Nelle ultime settimane, l’Iran ha evitato di colpire il Paese. Il Kuwait e il Bahrein si trovano in una situazione particolarmente difficile. Per decenni, nessuno dei due Paesi ha avuto buoni rapporti con l’Iran, ha affermato Dina Esfandiary, analista per il Medio Oriente di Bloomberg Economics, e sono stati obiettivi primari nella recente ondata di combattimenti. Ora l’Iran sta intensificando i suoi attacchi per colpire infrastrutture più critiche. “La guerra, se continua con le modalità attuali, rappresenta il loro scenario peggiore”, ha affermato Esfandiary, sottolineando che “questo non offre loro l’opportunità di ricostruire e mantenere la propria immagine di rifugio stabile in una regione instabile. Colpisce i loro stessi modelli di business”.

I governi arabi speravano che la guerra si concludesse rapidamente, ma è ormai giunta al quinto mese e non vi è alcun segnale che una delle due parti stia ottenendo ciò che desidera o sia disposta a fare marcia indietro. I governi arabi stanno ora valutando se adottare un approccio più aggressivo per cercare di riaprire le loro rotte commerciali vitali. “Credo che i Paesi del Golfo stiano iniziando a rendersi conto che questa guerra continuerà ancora per un pò”, ha affermato Umer Karim, ricercatore specializzato in politica saudita e geopolitica del Golfo presso l’Università di Birmingham. “Questo significa che, prima o poi, dovranno affrontare l’Iran apertamente”, ha aggiunto.

  • 21:39

    Trump: “Teheran più serio nei negoziati, non ho ancora deciso su un attacco massiccio”

    “Non ho ancora deciso” su un attacco massiccio contro l’Iran. Lo ha detto Donald Trump nello Studio Ovale. “Stiamo parlando, vedremo cosa succede”. Il presidente americano Donald Trump ha incontrato oggi alla Casa Bianca i suoi principali consiglieri e membri del governo per discutere di una potenziale escalation in Iran, ha riferito alla Cnn una fonte a conoscenza dei fatti. “Il problema dell’Iran sta scomparendo giorno dopo giorno. Erano i bulli del Medio Oriente, non lo saranno più”, ha spiegato il presidente Usa, precisando che i colloqui proseguono perché l’Iran vuole un accordo. “Penso però che non siano ancora pronti. Io non ho fretta nonostante le midterm, bisogna fare le cose fatte bene”, ha aggiunto, sottolineando comunque come a suo avviso Teheran sta diventando più “serio” nei negoziati con il passare dei giorni per “ovvie ragioni”, “più seri di quanto abbiamo mai visto, ma questo non significa che arriveremo” a un accordo”. A tenere i colloqui sono, fra gli altri, “il vicepresidente JD Vance e il segretario di Stato Marco Rubio”. Infine: “Sia Xi che Putin mi hanno detto che non avrebbero partecipato” al conflitto con l’Iran fornendo armi a Teheran. “Non credo che la Russia e la Cina vogliano deludermi”, ha risposto a un giornalista che gli chiedeva di commentare le parole del capo del Pentagono Pete Hegseth, che ha detto che Cina e Russia stanno favorendo l’Iran. Con l’Iran “hanno una relazione di lunga data. Potrebbero esserci delle cose che fanno. Ma finora, almeno, non si è trattato di nulla di grave”.

  • 21:20

    Media iraniani: “Usa attaccano petroliera nel golfo dell’Oman”

    Gli Stati Uniti hanno attaccato con missili una petroliera nel Golfo dell’Oman, uccidendo due membri dell’equipaggio. Lo ha riportato l’agenzia di stampa Fars citando una fonte “a conoscenza dei dettagli”. Gli americani, secondo la Fars, avrebbero attaccato “pensando che la petroliera trasportasse gas iraniano”. La nave non è più in grado di procedere a causa dei danni subiti dalla sala macchine.

  • 19:44

    Axios: “Usa e Regno Unito pianificano vertice per la coalizione internazionale per Hormuz”

    Gli Stati Uniti e il Regno Unito stanno pianificando di convocare la prossima settimana a Londra un incontro di alto livello incentrato su una potenziale coalizione internazionale per proteggere la navigazione marittima nello Stretto di Hormuz. Lo riporta Axios citando due diplomatici europei e altre due fonti a conoscenza dei fatti. L’agenda e la data dell’incontro sono ancora in discussione e non sono state definite. Secondo i diplomatici europei, potrebbero partecipare ministri della Difesa e alti comandanti militari dei Paesi occidentali e di quelli della regione. Il segretario alla Difesa Hegseth e il Capo di Stato Maggiore congiunto, Generale Dan Caine, potrebbero partecipare alla riunione.

  • 19:42

    Houthi: “Blocco di Bab el-Mandeb è solo contro l’Arabia Saudita”

    Il portavoce degli Houthi yemeniti Mohammed Abdul Salam ha negato che il gruppo abbia chiuso lo Stretto di Bab al-Mandeb, affermando che le loro operazioni navali sono strettamente limitate a un blocco mirato contro l’Arabia Saudita. Lo riferisce Al Jazeera.

  • 19:24

    Iran: “Un soldato Usa ucciso per ogni iraniano morto”

    Un soldato americano sarà “mandato all’inferno” per ogni cittadino iraniano ucciso negli attacchi lanciati da Washington. Questa la “nuova equazione” annunciata dal capo del comando militare congiunto iraniano Khatam al-Anbiya, Ali Abdollahi. “Per ogni fiero cittadino della Repubblica Islamica dell’Iran che cade in battaglia, un militare americano finirà all’inferno”, ha detto Abdollahi.
    “La regola che avevamo precedentemente dimostrato essere operativa è, da questo momento in poi, considerata l’equazione definitiva e ufficialmente dichiarata del campo di battaglia”, ha aggiunto il generale all’emittente Press Tv.

  • 19:20

    Netanyahu martedì alla Casa Bianca per incontrare Trump

    Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu si recherà lunedì a Washington, dove incontrerà il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e parteciperà ai funerali del defunto senatore statunitense Lindsey Graham. Lo riferisce l’ufficio del premier israeliano, citato da Times of Israel. L’incontro con Trump si terrà martedì, lo stesso giorno del funerale di Graham, repubblicano e convinto sostenitore di Israele.

  • 19:06

    New York Times: “Iran pronta a colpire Tel Aviv se Trump darà seguito alle sue minacce”

    Teheran colpirà Tel Aviv se Donald Trump darà seguito alle minacce. Lo riporta il New York Times citando funzionari iraniani secondo i quali se il presidente statunitense darà seguito alle sue minacce di colpire Teheran e le infrastrutture iraniane, la Repubblica islamica reagirà attaccando Tel Aviv e chiedendo agli Houthi in Yemen di imporre un blocco marittimo sullo stretto di Bab al-Mandab

  • 19:04

    Ambasciata Usa in Israele: “Rischio escalation imprevista e chiusura spazio aereo”

    “A causa dell’aumento delle tensioni in Medioriente, il contesto di sicurezza rimane complesso, con la possibilità di un’escalation imprevista“. È l’avviso diffuso in una nota dall’ambasciata degli Stati Uniti in Israele. “I cittadini americani attualmente in Medioriente dovrebbero prestare particolare attenzione e mantenere un’elevata vigilanza, preparandosi a possibili cancellazioni di voli, chiusure periodiche dello spazio aereo e potenziali disagi ai viaggi”, si legge. “Alcune compagnie aeree nella regione hanno posticipato la ripresa dei voli precedentemente programmati; altre hanno cancellato alcune rotte”.

  • 18:55

    Media: “Bahrein e Kuwait hanno attaccato l’Iran all’inizio del mese”

    Il Bahrein e il Kuwait hanno condotto, con propri aerei da combattimento all’inizio di luglio, i primi attacchi diretti e segreti contro obiettivi all’interno dell’Iran, come rappresaglia per i raid subiti. Lo scrive il Wall Street Journal in esclusiva, sottolineando che questi attacchi riflettono la presa di coscienza, da parte del mondo arabo, di una lunga guerra che minaccia di coinvolgerlo ancora più profondamente. Secondo alcune fonti del Wsj, i raid aerei di inizio mese hanno preso di mira, tra gli altri, siti militari, depositi di droni e missili. Gli Emirati Arabi Uniti, che hanno attaccato l’Iran più volte all’inizio della guerra, hanno fornito informazioni sugli obiettivi e copertura aerea difensiva per i raid, segno di una nascente cooperazione araba nel contrasto all’Iran.
    Da settimane l’Iran concentra i suoi attacchi di rappresaglia su Bahrein e Kuwait, che ospitano basi militari americane. I due stati del Golfo Persico hanno forze aeree relativamente piccole, armate con aerei statunitensi ed europei, ma non volevano permettere a Teheran di continuare a colpirli impunemente, hanno affermato le fonti al Wsj. Il ministero degli Esteri degli Emirati ha condannato gli attacchi contro il Kuwait e il Bahrein e affermato di “essere pienamente solidale con questi Stati e di ribadire il proprio sostegno a tutte le misure volte a salvaguardare la loro sicurezza e stabilità”. 

    Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, gli Emirati Arabi Uniti sono intervenuti nel conflitto fin dalle prime fasi della guerra, conducendo decine di raid aerei contro l’Iran. Nelle ultime settimane, l’Iran ha evitato di colpire il Paese. Il Kuwait e il Bahrein si trovano in una situazione particolarmente difficile. Per decenni, nessuno dei due Paesi ha avuto buoni rapporti con l’Iran, ha affermato Dina Esfandiary, analista per il Medio Oriente di Bloomberg Economics, e sono stati obiettivi primari nella recente ondata di combattimenti. Ora l’Iran sta intensificando i suoi attacchi per colpire infrastrutture più critiche. “La guerra, se continua con le modalità attuali, rappresenta il loro scenario peggiore”, ha affermato Esfandiary, sottolineando che “questo non offre loro l’opportunità di ricostruire e mantenere la propria immagine di rifugio stabile in una regione instabile. Colpisce i loro stessi modelli di business”.

    I governi arabi speravano che la guerra si concludesse rapidamente, ma è ormai giunta al quinto mese e non vi è alcun segnale che una delle due parti stia ottenendo ciò che desidera o sia disposta a fare marcia indietro. I governi arabi stanno ora valutando se adottare un approccio più aggressivo per cercare di riaprire le loro rotte commerciali vitali. “Credo che i Paesi del Golfo stiano iniziando a rendersi conto che questa guerra continuerà ancora per un pò”, ha affermato Umer Karim, ricercatore specializzato in politica saudita e geopolitica del Golfo presso l’Università di Birmingham. “Questo significa che, prima o poi, dovranno affrontare l’Iran apertamente”, ha aggiunto.

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