Media Iran: “Esplosioni e sirene in basi americane in Kuwait”
“Fonti arabe riferiscono che sono state udite sirene d’allarme e si sono verificate diverse esplosioni in basi americane situate in Kuwait”. Lo scrive l’agenzia iraniana Tasnim.
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“Fonti arabe riferiscono che sono state udite sirene d’allarme e si sono verificate diverse esplosioni in basi americane situate in Kuwait”. Lo scrive l’agenzia iraniana Tasnim.
Gli Stati Uniti hanno concluso la tredicesima notte di attacchi contro obiettivi militari iraniani attrevrso le forze del Comando centrale militare degli Stati Uniti (Centcom) alle ore 21 di Washington (le 3 di venerdì in Italia). Il Centcom, si legge in una nota postata su X, “ha colpito centri di comando militari iraniani, depositi di droni, reti di comunicazione, postazioni di sorveglianza costiera e capacità marittime, al fine di ridurre ulteriormente la minaccia rappresentata dall’Iran per i marittimi civili e le navi commerciali in transito nello Stretto di Hormuz”. La via navigabile internazionale resta aperta al transito a dispetto dei recenti attacchi del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica. Le navi commerciali “continuano a navigare liberamente nello stretto con il supporto militare statunitense”. Attualmente, oltre 50.000 i militari americani sono operativi in tutto il Medio Oriente. Il post include anche un breve video relativo a diversi bersagli colpiti durante le operazioni.
“Diverse aree nei pressi della città di Ahvaz sono state prese di mira dall’esercito terrorista americano”. Lo afferma il vice governatore per la sicurezza della provincia di Khuzestan, riportato dall’agenzia iraniana Fars. Sempre secondo la Fars si sono udite esplosioni nella città di Bandar Abbas. Le esplosioni provengono dalla zona occidentale di Bandar Abbas e dalle colline di Allah Akbar, che sono state attaccate più volte in passato. Ci sono due feriti.
La televisione iraniana, ripresa da Al-Jazeera, ha riferito inoltre di aver udito delle esplosioni sull’isola di Qeshm, provenienti dallo Stretto di Hormuz, a sud delle isole di Larak e Hengam, e che un’esplosione è stata udita anche nei pressi della città di Omidiyeh, nella provincia del Khuzestan, nel sud-ovest del Paese. Il comandante delle Guardie Rivoluzionarie nella città di Kahnuj, nella provincia di Kerman, nel sud-est dell’Iran, ha confermato inoltre – riporta sempre Al-Jazeera – l’abbattimento di un missile americano ‘Tomahawk’ nei cieli della città.
Le forze americane “hanno avviato oggi, alle 18:45″ di Washington (le 00:45 di venerdì in Italia), un’altra notte di attacchi contro obiettivi militari iraniani”. Lo riferisce il Comando militare centrale delle Forze Usa (Centcom), in un post su X. Si tratta, si legge ancora, “della tredicesima notte consecutiva di raid, finalizzati a chiamare l’Iran alle proprie responsabilità e a ridurre le minacce del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica al traffico marittimo commerciale”.
“La presente dichiarazione serve a precisare che, fino a nuovo avviso, da questo momento in poi, qualsiasi danno arrecato a navi, merci o qualsiasi altra cosa ad essi correlata, sarà risarcito con denaro iraniano in possesso e sotto il controllo degli Stati Uniti. Tali danni potrebbero essere ingenti, ma ciò nonostante, questa è la cosa giusta ed equa da fare”. Lo scrive su Truth il presidente Usa, Donald Trump.