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Settima notte consecutiva di raid Usa contro l’Iran. Teheran contrattacca: “Colpita base statunitense in Bahrein”

Il Centcom aveva annunciato nuovi attacchi e così è accaduto: "Colpiti siti di sorveglianza, infrastrutture logistiche militari, depositi sotterranei di armi e risorse navali". E Teheran risponde bombardando obiettivi in Kuwait e Giordania
Settima notte consecutiva di raid Usa contro l’Iran. Teheran contrattacca: “Colpita base statunitense in Bahrein”
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Usa: “Colpiti siti di sorveglianza e depositi di armi iraniani”

“Le forze statunitensi hanno concluso la settima notte consecutiva di attacchi contro l’Iran”. Lo annuncia il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) sul proprio profilo del social X. Il Centcom rende noto di aver “colpito siti di sorveglianza, infrastrutture logistiche militari, depositi sotterranei di armi e risorse navali”. Le forze statunitensi hanno impiegato aerei da combattimento, droni e navi da guerra, oltre ad altre risorse. Oltre 50 mila militari statunitensi sono operativi in tutto il Medio Oriente, conclude il Centcom, “e rimangono vigili, letali e pronti all’azione”

  • 09:44

    Iran: colpiti obiettivi militari in Kuwait e Giordania

    L’esercito iraniano ha annunciato oggi di aver colpito obiettivi militari in Kuwait e in Giordania in risposta ai bombardamenti statunitensi sul proprio territorio, secondo quanto riportato dalla televisione di Stato. Le forze iraniane hanno dichiarato di aver preso di mira il campo militare di Al-Adiri e la base di Ali Al-Salem in Kuwait, nonché la base aerea di Al-Azraq nella parte orientale della Giordania, come riportato dalla televisione di Stato su Telegram.

  • 09:44

    Iran: 3 morti e 8 feriti negli attacchi aerei su Hormozgan

    Il vice governatore iraniano della provincia di Hormozgan ha dichiarato che gli attacchi aerei statunitensi su alcune zone della regione hanno causato la morte di tre persone, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Tasnim citata da Al Jazeera.
    Il funzionario ha aggiunto che altre otto persone sono rimaste ferite negli attacchi.

  • 09:43

    Pasdaran: “fermate” con missili e droni quattro navi che volevano attraversare Hormuz

    Le Guardie Rivoluzionarie, l’esercito ideologico dell’Iran, hanno annunciato di aver ‘fermatò con missili e droni quattro navi che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz, che Teheran ha dichiarato chiuso alla navigazione.
    “Nelle ultime ore, quattro navi sostenute dall’esercito statunitense, hanno tentato di attraversare lo stretto di Hormuz, e tutte e quattro sono state fermate sul posto nel corso di un’operazione combinata con missili e droni”, hanno dichiarato le Guardie, citate su Telegram dalla televisione di Stato iraniana.

  • 09:42

    “Nessuna vittima nei raid a Yazd”

    Un funzionario provinciale iraniano, Ismail Dehestani, vice governatore per gli affari politici, di sicurezza e sociali della provincia di Yazd, ha dichiarato che un raid aereo ha colpito un’area alla periferia della città di Yazd (nel centro dell’Iran), senza causare vittime. Lo scrive Iran International.

  • 09:42

    Usa smentiscono: falsa la notizia delle due petroliere in fiamme

    La notizia secondo cui due petroliere avrebbero preso fuoco mentre tentavano di attraversare un campo minato nello Stretto di Hormuz “è falsa”. Lo scrive il Centcom su X, sull’account ufficiale del Comando Centrale degli Stati Uniti.

  • 09:41

    Iran: in fiamme due petroliere che attraversavano zona minata a Hormuz

    L’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim riferisce che due petroliere hanno preso fuoco in seguito ad esplosioni avvenute mentre tentavano di attraversare un campo minato nella parte meridionale dello Stretto di Hormuz. Secondo quanto riportato da Tasnim, la Marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane avrebbe affermato che lo stretto è “estremamente pericoloso e completamente chiuso” a causa delle aggressioni statunitensi. Lo riporta Al Jazeera.

  • 09:40

    Cinque esplosioni avvertite a Yazd, nell’Iran centrale

    Cinque esplosioni sono state udite nella città di Yazd, nell’Iran centrale, mentre l’esercito statunitense annunciava una nuova serie di attacchi contro il Paese per la settima notte consecutiva. Lo ha riferito l’agenzia ufficiale Irna.
    Nel frattempo, l’agenzia di stampa Mehr ha segnalato “esplosioni udite in diverse province meridionali” dell’Iran. 

  • 09:40

    Teheran lancia missile contro una nave Usa nell’Oceano Indiano

    L’ufficio stampa dell’esercito iraniano ha annunciato in serata che la Marina ha lanciato un missile da crociera terra-mare contro una nave statunitense nell’Oceano Indiano settentrionale. Lo scrive Iran International.

  • 09:40

    Iran: “Distrutto deposito di droni in Bahrein”

    Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica dell’Iran ha annunciato in serata di aver distrutto un deposito di droni di superficie statunitensi e il “principale centro di intelligenza artificiale” del Bahrein, per rappresaglia contro i recenti attacchi statunitensi all’Iran. Lo riporta Anadolu.

    In un comunicato le Guardie rivoluzionarie hanno spiegato che gli attacchi sono giunti dopo che le forze armate statunitensi avevano “commesso crimini di guerra” colpendo diversi ponti in Iran la notte precedente, “uccidendo e ferendo numerosi civili”. Le stesse Guardie hanno inoltre minacciato “tutti i Paesi che ospitano basi militari statunitensi nella regione”, precisando che “sono complici di questi crimini di guerra”

  • 09:39

    Settima notte consecutiva di attacchi Usa in Iran

    Settima notte consecutiva di attacchi degli Stati Uniti contro l’Iran. Le forze armate a stelle e strisce hanno reso noto di avere lanciato in serata una serie di raid contro la Repubblica islamica con l’obiettivo di “continuare a ridurre le capacità militari iraniane, su disposizione del commander-in-chief”.

    Minuti dopo l’annuncio del Centcom l’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Mehr ha riferito di esplosioni a Sirik, città costiera nella provincia di Hormozgan, nel sud del Paese e anche nella città portuale meridionale di Bandar Abbas.
    Ore prima Teheran aveva minacciato, tramite Mohsen Rezaei, consigliere militare della Guida Suprema, che sarebbe entrato in una fase di offensiva a tutto campo se gli attacchi statunitensi dovessero protrarsi per più di due o tre giorni.