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Trump fa marcia indietro sul pedaggio del 20% a Hormuz. Nuovi attacchi Usa poco prima del blocco dei porti iraniani

Terza notte di raid Usa. Teheran colpisce due petroliere degli Emirati: un morto. Cina: “Riaprire prima possibile Hormuz”. Ma Trump: “Pedaggio del 20%". Fonti Iran: “Se Usa attaccano sito nucleare di Pickaxe Mountain, colpiremo alleati e soldati americani”
Trump fa marcia indietro sul pedaggio del 20% a Hormuz. Nuovi attacchi Usa poco prima del blocco dei porti iraniani
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Dietrofront di Trump su Hormuz e nuovi attacchi Usa in Iran – La giornata

Donald Trump fa marcia indietro sul pedaggio del 20% ad Hormuz, mentre continuano gli scambi di attacchi con l’Iran, l’ultimo statunitense poco prima di chiudere i porti, e la via d’uscita dal conflitto appare sempre più incerta. Sia Washington che Teheran cercano di affermare il controllo sullo stretto, passaggio cruciale per le spedizioni di petrolio e gas, e i raid di martedì hanno segnato un ritorno agli intensi bombardamenti che avevano caratterizzato l’inizio della guerra più di quattro mesi fa.

Dopo aver minacciato una tassa su tutti i beni in transito per Hormuz, il presidente americano a distanza di poche ore ha fatto l’ennesimo clamoroso dietrofront. La proposta, d’altra parte, era in contrasto con quanto dichiarato pubblicamente per mesi dai suoi più alti funzionari, il vice presidente Jd Vance e il segretario di Stato Marco Rubio. E cioè che l’amministrazione americana era contraria a qualsiasi tariffa o pedaggio in acque internazionali perché illegale. “Sulla base di colloqui estremamente produttivi con i leader del Medio Oriente, ho deciso di sostituire la tassa di rimborso del 20% agli Stati Uniti con accordi commerciali e di investimento che i vari Stati del Golfo stipuleranno con gli Stati Uniti stessi”, ha annunciato su Truth, sottolineando che gli investimenti “saranno ingenti ma, al contempo, straordinariamente vantaggiosi per loro e per il loro futuro”.

Più tardi, durante il bilaterale con il premier iracheno Ali al-Zaidi nello Studio Ovale, il tycoon ha spiegato di aver ricevuto una serie di telefonate dagli emiri della regione allarmati dal suo annuncio sulla nuova tassa. “Mi hanno chiamato chiedendomi di investire negli Stati Uniti al posto dell’imposta del 20%”, ha detto, ribadendo comunque come sia ingiusto che Washington debba proteggere Hormuz per “la Cina e altri Paesi”. “Non mi dispiace farlo ma non è giusto”. Trump ha anche rivendicato che grazie agli Stati Uniti Hormuz è aperto, “tranne che per le navi e i porti iraniani colpiti dal blocco” e che il “petrolio scorre come mai prima”. In realtà martedì i prezzi del greggio sono saliti al massimo dell’ultimo mese sulla scia della nuova escalation nella regione con il Brent, punto di riferimento internazionale, arrivato a superare gli 87 dollari al barile.

Gli attacchi incrociati su Hormuz, intanto, sono continuati tutta la notte. Il ministero della difesa degli Emirati arabi uniti ha denunciato che le petroliere Mombasa e al-Bahiyah sono state colpite da due missili da crociera iraniani mentre transitavano nella rotta di navigazione meridionale dello Stretto, nelle acque territoriali dell’Oman. L’attacco ha provocato la morte di un membro dell’equipaggio indiano a bordo della Mombasa e il ferimento di altri otto, quattro dei quali in modo grave. Le petroliere hanno subito danni a seguito di incendi scoppiati a bordo, successivamente domati. Gli Emirati hanno condannato “questo flagrante attacco, considerato una grave e chiara violazione del diritto internazionale”, avvertendo di “riservarsi il diritto di rispondere a questa escalation”. Qualche ora dopo una compagnia di navigazione norvegese ha annunciato che una delle sue petroliere è stata attaccata, sempre al largo dell’Oman, nelle prime ore del mattino. La Stolt-Nielsen ha dichiarato in un comunicato che la Stolt Magnesium è stata colpita nel Mar Arabico all’incirca nello stesso momento in cui due petroliere degli Emirati Arabi Uniti sono state colpite da missili da crociera iraniani. L’attacco ha provocato un incendio nella sala macchine ma tutto l’equipaggio a bordo della nave è risultato illeso.

Teheran da parte sua ha denunciato attacchi americani contro la città di Bushehr, nel sud dell’Iran e nella parte occidentale della città portuale di Bandar Abbas, sempre nel sud. Ha anche avvertito il presidente americano risponderà in modo devastante se darà seguito alla minaccia di attaccare il sito nucleare di Pickaxe Mountain. “Se agirà in base alle sue minacce, daremo una risposta devastante e il prezzo da pagare saranno i soldati americani e i suoi partner regionali”.

  • 10:56

    Axios: “Rischio escalation con il sì di Trump all’Arabia Saudita per attaccare in Yemen”

    Il presidente americano Donald Trump ha dato la sua autorizzazione all’Arabia Saudita a colpire obiettivi dei miliziani sciiti Houthi nello Yemen. Lo scrive il sito di Axios in esclusiva citando due funzionari statunitensi, secondo il quale Trump ha dato il suo sostegno al principe ereditario saudita Mohammed Bin Salman (Mbs) per un’azione militare contro gli Houthi. L’attacco saudita all’aeroporto di Sanàa e i successivi attacchi missilistici di rappresaglia degli Houthi rappresentano la più grave escalation transfrontaliera dal 2022 e potrebbero segnare la fine di una tregua non ufficiale tra le parti, in vigore da quattro anni.
    Un rinnovato conflitto militare tra l’Arabia Saudita e gli Houthi potrebbe esacerbare le tensioni regionali e allargare la guerra tra Stati Uniti e Iran, nota Axios. Il fatto che Mbs abbia avvisato Trump in anticipo e chiesto il suo appoggio indica che i sauditi sono preoccupati per un conflitto più ampio con gli Houthi che richiederà il supporto militare e diplomatico degli Stati Uniti.

  • 10:12

    NYT e Haaretz: “Usa e Israele avevano un piano per portare Ahmadinejad al potere in Iran”

    Secondo inchieste del New York Times e di Haaretz, il Mossad aveva un piano, supportato dagli Stati Uniti, per reclutare l’ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad e insediarlo come nuovo leader dell’Iran. Il Mossad aveva raccolto informazioni che indicavano sorprendenti cambiamenti nelle opinioni di Ahmadinejad che facevano di lui uno dei critici più in vista del regime degli ayatollah. I servizi segreti israeliani ritennero che la sua opposizione al regime fosse diventata così intensa da renderlo disposto a cooperare con il Mossad e ad affidargli il proprio destino. Quando Tel Aviv decise di puntare tutto e lanciare l’’Operazione Il Gatto con gli stivalì, come aveva denominato il suo piano per rovesciare il regime iraniano, Ahmadinejad fu scelto per prendere le redini il giorno dopo. Il piano, che fallì, comprendeva anche operazioni di influenza all’interno dell’Iran, un programma per armare e addestrare le forze curde in Iraq, la mobilitazione di altri gruppi minoritari per destabilizzare il regime e piani dell’Aeronautica Militare per stabilire un corridoio terrestre per il movimento delle milizie.

  • 10:10

    Azienda di sicurezza britannica: “Petroliera colpita da un missile in Oman”

    Una petroliera sarebbe stata colpita da un missile mentre transitava a sud-est della zona di Limah, in Oman. Lo ha reso noto la società britannica per la sicurezza marittima Ukmto (United Kingdom Maritime Trade Operations), aggiungendo che le autorità stanno indagando sull’incidente.

  • 09:01

    Esercito Usa: “Nella notte colpiti obiettivi in tutto il Paese”

    “Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha completato l’ultima ondata di attacchi contro l’Iran alle 22.15 ET (le 4.15 in Italia) del 13 luglio. Durante la missione, durata cinque ore, le forze statunitensi hanno colpito con successo obiettivi militari in tutto l’Iran, tra cui Bushehr, Chah Bahar, Jask, Konarak, Abu Musa e Bandar Abbas, al fine di indebolire ulteriormente la capacità dell’Iran di attaccare la navigazione commerciale”. È quanto si legge in una nota del Centcom. “Le forze del Centcom hanno impiegato munizioni di precisione contro i sistemi di difesa costiera iraniani, le basi missilistiche e di droni e le capacità marittime”, aggiunge il comando Usa, “attualmente sono schierati in tutto il Medio Oriente oltre 50.000 militari statunitensi. Le forze americane rimangono vigili, letali e pronte all’azione”.

  • 08:59

    Pasdaran: “Base Usa colpita in Giordania”

    Una base aerea statunitense in Giordania è stata colpita da missili balistici iraniani. Lo ha dichiarato il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche in un comunicato pubblicato da Fars News, invitando il popolo giordano a smantellare le basi americane presenti nel Paese. “Sapete benissimo che non solo non nutriamo alcuna inimicizia nei confronti del vostro Paese, ma che vi amiamo, voi, popolo nobile, che comprendete il dolore e l’oppressione del popolo palestinese più di qualsiasi altra nazione”, si legge nella dichiarazione. In precedenza, Amman aveva riferito di aver intercettato e abbattuto quattro missili entrati nel suo spazio aereo dal territorio iraniano. 

  • 08:58

    Emirati Arabi: “Un morto e 8 feriti a bordo delle due petroliere colpite dall’Iran”

    Due petroliere degli Emirati Arabi sono state colpite da altrettanti missili da crociera iraniani nella parte meridionale dello Stretto di Hormuz, nelle acque territoriali dell’Oman, causando la morte di un membro dell’equipaggio indiano e il ferimento di altri otto, di cui quattro in modo grave. Lo ha reso noto il Ministero della Difesa di Abu Dhabi, aggiungendo che si sono sviluppati incendi su entrambe le petroliere, ma che sono stati domati.
    Gli Emirati Arabi hanno condannato l’attacco definendolo una grave violazione del diritto internazionale e hanno dichiarato che manterranno il pieno diritto di rispondere e di adottare tutte le misure necessarie per proteggere la propria sovranità e sicurezza.

  • 08:56

    Iran: “Colpite due petroliere ‘ingannate dagli Usa’ a Hormuz”

    “L’esercito statunitense ha tentato di costringere due petroliere a transitare attraverso la rotta illegale nello Stretto di Hormuz, istigandole. Le due petroliere, ingannate e indisciplinate, hanno messo in pericolo la navigazione spegnendo i loro sistemi di navigazione e hanno percorso la rotta, dove sono state colpite dalle nostre forze navali”, ha dichiarato oggi la Guardia rivoluzionaria iraniana in un comunicato.
    Gli Emirati Arabi Uniti avevano dichiarato che due delle loro petroliere sono state colpite dall’Iran mentre transitavano nella rotta di navigazione meridionale dello Stretto di Hormuz, nelle acque territoriali dell’Oman. “Qualsiasi nave che transiti attraverso la rotta offerta dal nemico non potrà che subire danni e causare ritardi nella riapertura dello Stretto di Hormuz, creando una crisi energetica nel mondo”, ha aggiunto la Guardia rivoluzionaria nel comunicato citato da Fars.

  • 08:54

    Giordania: “Abbattuti 4 missili iraniani”

    L’esercito giordano ha annunciato di aver abbattuto quattro missili provenienti dall’Iran, mentre Teheran intensificava gli attacchi contro gli alleati degli Stati Uniti in risposta ai raid americani.”Quattro missili sono stati intercettati e abbattuti dopo essere entrati nello spazio aereo giordano provenendo dal territorio iraniano”, ha dichiarato l’esercito.

  • 08:53

    Pasdaran: “Colpiti obiettivi Usa in Bahrain”

    Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver effettuato attacchi missilistici e con droni contro il Bahrain, dopo che il paese del Golfo aveva esortato i cittadini a mettersi al riparo al suono di una sirena d’allarme. “Sono stati presi di mira diversi depositi di armi, un centro di comunicazioni satellitari e l’edificio residenziale delle forze statunitensi in Bahrein”, ha riferito la televisione di stato iraniana Irib citando le Guardie Rivoluzionarie.

  • 08:51

    Lula: “Tassa Usa a Hormuz sarebbe da pirati”

    Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha dichiarato che gli Stati Uniti si comporterebbero da “pirati” se imponessero una tassa sulle navi che transitano nello Stretto di Hormuz, come proposto da Donald Trump. “In passato, questo veniva considerato pirateria”, ha affermato Lula durante un evento pubblico a São Caetano do Sul, nello stato di San Paolo. “Come paese importante, gli Stati Uniti, che credo abbiano a lungo combattuto la pirateria, non possono ora comportarsi come pirati”, ha aggiunto. In un messaggio su Truth Social, il presidente statunitense aveva proposto una tassa imposta dagli Stati Uniti, pari al “20% del valore del carico” delle navi che desiderano attraversare lo stretto.

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