Il mondo FQ

Gli Usa tornano a bombardare l’Iran: raid su molti obiettivi nella zona di Hormuz. “In corso anche scontri navali”

Trump: "Teheran ci tratta da cretini? Perde tempo". Il presidente Usa nella situation room, poi il via alle operazioni militari. Tutti i target colpiti sono vicini allo Stretto di Hormuz. Il capo del Pentagono: "Se dobbiamo negoziare con le bombe lo faremo". Per la Casa Bianca si tratta di "diplomazia coercitiva". Critiche ed ironia sui social sotto la nota dell'esercito Usa che parla di "autodifesa"
Gli Usa tornano a bombardare l’Iran: raid su molti obiettivi nella zona di Hormuz. “In corso anche scontri navali”
Icona dei commenti Commenti
In Evidenza

Gli Usa: “Abbiamo iniziato gli attacchi contro diversi target in Iran”

Gli Stati Uniti hanno iniziato gli attacchi di autodifesa contro diversi target in Iran. Lo afferma il Centcom, il comando centrale delle forze armate americane, sottolineando che i raid sono iniziati alle 17.15 di New York, ore 23.15 italiane.

“Oggi, alle 5:15 ET, le forze armate hanno iniziato a lanciare ulteriori attacchi di autodifesa contro molteplici obiettivi in Iran, su disposizione del commander-in-chief. Tali attacchi costituiscono una risposta alla continua e ingiustificata aggressione da parte dell’Iran”. Questo il testo della comunicazione del Centcom. Il riferimento al commander-in-chief ovviamente è al presidente Donald Trump.

  • 00:06

    Esplosioni udite sull’isola di Kish, nel Golfo Persico

    Esplosioni sono state udite sull’isola di Kish nel Golfo Persico. Lo riferiscono fonti iraniane, citate da Ynet.

  • 00:03

    Il capo del Pentagono: “Gli attacchi in Iran saranno potenti e netti”

    “Il Centcom sarà impegnato stasera. Gli attacchi di questa sera saranno potenti e netti; e se dovessero aver luogo domani sera, saranno altrettanto potenti e netti”. Lo ha detto il capo del Pentagono Pete Hegseth. “Il presidente Trump è pronto a concludere un accordo, l’Iran farebbe bene ad accettarlo; in caso contrario, dovrà fare i conti con quel genere di piani che ho avuto modo di vedere al Centcom”, ha messo in evidenza. 

  • 00:00

    Gli Usa: “Abbiamo iniziato gli attacchi contro diversi target in Iran”

    Gli Stati Uniti hanno iniziato gli attacchi di autodifesa contro diversi target in Iran. Lo afferma il Centcom, il comando centrale delle forze armate americane, sottolineando che i raid sono iniziati alle 17.15 di New York, ore 23.15 italiane.

    “Oggi, alle 5:15 ET, le forze armate hanno iniziato a lanciare ulteriori attacchi di autodifesa contro molteplici obiettivi in Iran, su disposizione del commander-in-chief. Tali attacchi costituiscono una risposta alla continua e ingiustificata aggressione da parte dell’Iran”. Questo il testo della comunicazione del Centcom. Il riferimento al commander-in-chief ovviamente è al presidente Donald Trump.

  • 22:33

    La giornata – Tregua appesa a un filo. Trump: “Pensano che siamo dei cretini”

    La tregua fra Iran e Stati Uniti è sempre più appesa a un filo. Dopo aver annunciato per l’ennesima volta l’imminenza di un accordo, Donald Trump ha deciso di alzare il tiro. E nel Golfo Persico sono tornati a soffiare venti di guerra, con Teheran che ribatte colpo su colpo ai raid statunitensi. E con una petroliera colpita da un missile Usa al largo dell’Oman che ha surriscaldato il clima anche tra Washington e New Delhi: 21 marinai indiani sono stati tratti in salvo e almeno 3 risultano dispersi, con il governo Modi che ha convocato il rappresentante diplomatico americano.
    L’Iran “sta perdendo tempo, da loro solo chiacchiere, e ora dovrà pagarne il prezzo”, ha minacciato il commander-in-chief dopo una notte di fuoco incrociato, dicendosi pronto ad ordinare nuovi attacchi contro le centrali elettriche e i ponti iraniani”. Non più, dunque, solo raid “difensivi e proporzionati” come quelli di rappresaglia per l’abbattimento di un elicottero Apache. “Li abbiamo colpiti duramente, e li colpiremo duramente anche oggi”, ha minacciato il presidente Usa dallo Studio Ovale a margine della firma del Secure America Act, la legge che porterà nelle casse delle autorità per l’immigrazione 70 miliardi di dollari. Trump ha comunque ribadito la sua voglia di raggiungere un’intesa che, afferma, “è fatta e va solo firmata”. Un accordo che metta fine al conflitto e gli consenta di svincolarsi da una “debacle che lo sta trasformando – nota il Financial Times – in una sorta di Jimmy Carter nella crisi degli ostaggi del 1979.

    La diplomazia dunque continua a lavorare per cercare di spezzare l’impasse che si è venuta a creare nelle trattative. L’amministrazione segue la strada della massima pressione per costringere Teheran a cedere e firmare un accordo. Per accelerare i colloqui i negoziatori del Qatar sono volati a Teheran nel tentativo di colmare le divergenze rimanenti e raggiungere l’intesa. Le tre ondate di attacchi americani in risposta all’elicottero abbattuto ad Hormuz, infatti, hanno spinto l’Iran a rispondere con raid verso alcune basi americane nella regione – in Barhein e in Giordania – lasciando temere il peggio e riaccendo la paura di una guerra prolungata e che si allarghi a macchia d’olio.

    “Ci riserviamo il diritto all’autodifesa e alla legittima rappresaglia contro gli attacchi”, ha avvertito il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, dopo aver esortato i Paesi della regione a negare l’uso delle proprie infrastrutture a Stati Uniti e Israele. “Non hanno nulla, non hanno una marina. Sono uno Stato fallito. Pensano che siamo dei cretini: gli ho concesso tempo ma continuano a cincischiare”, ha ribadito un commander-in-chief sempre più frustrato. Le rappresaglie reciproche rendono infatti la situazione estremamente volatile, aumentando il rischio che le due parti possano valicare le rispettive linee rosse. E a chiedere a gran voce una de-escalation sono la Russia e la Cina: “È necessario mantenere la calma e adottare misure concrete per allentare e raffreddare le tensioni”, ammonisce Pechino.

    Pur minacciando l’uso della forza, gli Stati Uniti continuano comunque a fare leva sulla pressione economica per strangolare la leadership dell’Iran. Il Tesoro americano ha imposto nuove sanzioni a nove individui ed entità accusati di aiutare i pasdaran a procurarsi armi. Le forze armate americane mantengono il blocco ai porti iraniani per chiudere i rubinetti delle entrate petrolifere del regime. “E’ efficace. E’ un muro d’acciaio”, ha detto Trump, difendendo il blocco, una delle leve più potenti a sua disposizione per mettere Teheran all’angolo. Ma Teheran non sembra farsi intimorire e rilancia: “Ogni volta che il presidente Usa ha parlato ha ricevuto in risposta da noi un sonoro schiaffo”, ha tuonato il portavoce dello Stato Maggiore delle Forze Armate iraniane. Provocazioni che non è chiaro per quanto ancora Trump tollererà.

  • 22:01

    Trump: “L’Iran continua a prenderci in giro perché ha trattato con presidenti stupidi”

    Con l’Iran “eravamo davvero vicini a un accordo, ma continuano a prenderci in giro”. E “continuano a prenderci in giro perché, sapete una cosa? Hanno avuto a che fare con alcuni presidenti davvero stupidi”. Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump ai giornalisti alla Casa Bianca.

  • 22:01

    Delegazione del Qatar a Teheran

    Una delegazione del Qatar è arrivata a Teheran per consultazioni sulle relazioni bilaterali, gli sviluppi regionali e gli sforzi diplomatici per mettere fine alla guerra tra Iran e Stati Uniti. Lo riporta l’emittente iraniana Irib spiegando che durante la visita si parlerà dei rapporti tra i due Paesi oltre che degli ultimi sviluppi e sul proceessodi quella che la tv ha descritto come “la guerra imposta dagli Stati Uniti” all’Iran.

  • 22:00

    Riad condanna l’Iran per gli attacchi alle basi Usa

    Il ministero degli Esteri dell’Arabia Saudita ha condannato oggi l’Iran per aver preso di mira le basi statunitensi in Giordania, Kuwait e Bahrein, definendo gli attacchi “flagranti violazioni” della sovranità territoriale. In un post su X, il ministero degli Esteri ha ribadito la sua solidarietà con Giordania, Kuwait e Bahrein e ha affermato che i continui attacchi dell’Iran minacciano “la sicurezza regionale e internazionale e minano gli sforzi volti alla de-escalation e al ripristino della sicurezza e della stabilità nella regione”

  • 20:58

    Media: “L’Iran ha rifiutato un incontro a tre con Qatar e Usa”

    Funzionari iraniani e statunitensi hanno tenuto colloqui paralleli con i mediatori del Qatar a Doha negli ultimi due giorni. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali il Qatar ha tentato di organizzare un incontro a tre per negoziare direttamente sulle divergenze ancora aperte, ma gli iraniani hanno rifiutato. 

  • 20:18

    Trump: “Fatto transitare 100 milioni di barili dallo Stretto di Hormuz”

    Donald Trump rivendica di aver fatto “transitare” lo scorso mese oltre 100 milioni di barili di petrolio, grazie a “una missione segreta” delle forze armate americane “per scortare petroliere e altre navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz”. Lo scrive il tycoon su Truth. “Il mese scorso, ho ordinato alle nostre grandi forze armate statunitensi di condurre una missione segreta per scortare petroliere e altre navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz”, scrive il tycoon nel post. “Oggi sono lieto di annunciare che questa iniziativa ha permesso a oltre 100 milioni di barili di petrolio di transitare attraverso lo Stretto e raggiungere il libero mercato”, aggiunge, rilevando che “più di 200 navi commerciali hanno attraversato lo Stretto in sicurezza”. Si tratta di uno “straordinario successo” che è dovuto al fatto che gli Usa “controllano lo Stretto di Hormuz, e non l’Iran. Le loro forze armate sono sconfitte e la loro economia è al collasso. Per l’Iran è finita!”, conclude Trump.

  • 19:54

    Idf: “Colpite strutture di Hezbollah ed eliminato miliziani nelle ultime 24 ore”

    L’Idf ha riferito di aver colpito nelle ultime 24 ore infrastrutture di Hezbollah ed eliminato miliziani nelle aree di Tiro e in altre zone del Libano meridionale. In uno degli attacchi, ha precisato l’esercito israeliano, è stato colpito un deposito di armi appartenente all’organizzazione terroristica, in seguito al bombardamento sono state osservate esplosioni secondarie, che indicano la presenza di armamenti immagazzinati nel sito.

CASA BIANCA-ITALIA

di Alessandro Orsini 18.50€ Acquista