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Tajani: “Nessuna nostra nave a Hormuz senza l’ok del Parlamento”. Nyt: “L’Iran ha ancora il 70% del suo arsenale missilistico”

Il ministro degli Esteri, davanti alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, ribadisce l'impegno per la pace dell'Italia, che non chiederà una nuova operazione militare. Secondo il giornale Usa, Teheran può godere ancora di una forte disponibilità del suo arsenale
Tajani: “Nessuna nostra nave a Hormuz senza l’ok del Parlamento”. Nyt: “L’Iran ha ancora il 70% del suo arsenale missilistico”
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  • 09:34

    Trump: “Chi dice che l’Iran sta vincendo è un traditore”

    Donald Trump è tornato ad attaccare i media sulla guerra contro l’Iran. “Quando le ‘fake News’ affermano che il nemico iraniano sta avendo la meglio, militarmente, contro di noi, si tratta di un atto di virtuale tradimento, data l’assoluta falsità e persino l’assurdità di tale dichiarazione”, tuona il tycoon in duro post su Truth in cui accusa quei media “di favorire e spalleggiare il nemico!”. “Tutto ciò che ottengono è infondere nell’Iran una falsa speranza, laddove non dovrebbe essercene alcuna. Si tratta di codardi americani che fanno il tifo contro il nostro Paese”, ha attaccato ancora.  

  • 08:58

    Crosetto: “Nessuna missione a Hormuz senza vera tregua”

    “Una nuova missione militare prevede prima una vera tregua, poi una cornice giuridica e infine l’autorizzazione del Parlamento”. Così il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, sulle iniziative internazionali per il ripristino della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz intervenendo in audizione davanti alle Commissioni riunite Esteri e Difesa della Camera e alla Commissione Esteri e Difesa del Senato. Crosetto ha spiegato come “la tregua appare fragile e precaria è indispensabile mantenere un accordo serio e responsabile sia con i nostri alleati internazionale sia nel rapporto tra governo e parlamento”.  

  • 08:53

    Tajani: “Nessuna missione a Hormuz senza ok del Parlamento”

    “Voglio ribadire ancora una volta che nessuna nave sarà impiegata a Hormuz senza che questo Parlamento lo abbia autorizzato, nessun nostro militare sarà dislocato in un teatro che non offra adeguate garanzie di sicurezza, e senza che vi sia un quadro giuridico internazionale preciso”. È il concetto riaffermato dal ministro degli Esteri Antonio Tajani nel corso della sua audizione in Parlamento, durante la quale ha però sottolineato che “è necessario però non farsi trovare impreparati, nel momento in cui si verificheranno le condizioni necessarie”.

  • 08:51

    Tajani: “Non siamo qui per chiedere di autorizzare una nuova missione militare nel Golfo”

    “Desidero per prima cosa sgomberare il campo da equivoci. Non siamo qui per chiedere di autorizzare una nuova missione militare nel Golfo“. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, davanti alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato. “L’intento è condividere con il Parlamento, nel quadro di un confronto aperto e trasparente, l’impegno del Governo per la pace e, in questo quadro, il percorso che potrebbe portare a un nostro impegno nella coalizione internazionale per il ripristino della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz”, ha aggiunto.  

  • 08:50

    Nyt: “L’Iran ha ancora il 70% del suo arsenale missilistico”

    La rappresentazione pubblica da parte dell’amministrazione Trump di un esercito iraniano distrutto è in netto contrasto con quanto le agenzie di intelligence statunitensi comunicano ai politici a porte chiuse, secondo valutazioni classificate risalenti all’inizio di questo mese, che mostrano come l’Iran abbia riacquistato l’accesso alla maggior parte dei suoi siti missilistici, rampe di lancio e strutture sotterranee. È quanto scrive il New York Times. La cosa più allarmante per alcuni alti funzionari è la prova che l’Iran ha ripristinato l’accesso operativo a 30 dei 33 siti missilistici che gestisce lungo lo Stretto di Hormuz, il che potrebbe minacciare le navi da guerra e le petroliere americane che transitano nello stretto.

    Fonti a conoscenza delle valutazioni affermano che queste dimostrano – in misura variabile a seconda del livello di danno subito dai diversi siti – che gli iraniani possono utilizzare rampe di lancio mobili all’interno dei siti per spostare i missili in altre posizioni. In alcuni casi, possono lanciare missili direttamente dalle rampe di lancio che fanno parte delle strutture. Solo tre dei siti missilistici lungo lo stretto rimangono totalmente inaccessibili, secondo le valutazioni. Secondo le valutazioni, l’Iran mantiene ancora circa il 70% dei suoi lanciatori mobili sul territorio nazionale e conserva all’incirca il 70% del suo arsenale missilistico prebellico. Tale arsenale comprende sia missili balistici, in grado di colpire altre nazioni della regione, sia una minore quantità di missili da crociera, utilizzabili contro obiettivi a corto raggio, sia terrestri che navali.

    Le agenzie di intelligence militare hanno inoltre riferito, sulla base di informazioni provenienti da diverse fonti, tra cui immagini satellitari e altre tecnologie di sorveglianza, che l’Iran ha riacquistato l’accesso a circa il 90% dei suoi depositi e lanci missilistici sotterranei a livello nazionale, che ora risultano “parzialmente o completamente operativi”, secondo quanto affermato da fonti a conoscenza delle valutazioni.