Usa sanzionano 3 aziende cinesi per aver fornito immagini satellitari all’Iran
Il Dipartimento di Stato americano ha sanzionato tre aziende con sede in Cina per aver fornito immagini satellitari che hanno consentito all’Iran di sferrare attacchi contro le forze statunitensi in Medio Oriente. La mossa giunge a pochi giorni dalla prevista partenza del presidente Donald Trump per Pechino, dove incontrerà il suo omologo cinese Xi Jinping.
Le misure, in base a una nota, mirano a ritenere le entità cinesi responsabili del sostegno dato all’Iran, ha dichiarato il segretario di Stato, Marco Rubio. Dai primi attacchi di Usa e Israele del 28 febbraio, la disponibilità di immagini satellitari cinesi relative alla zona del conflitto è salita in modo considerevole, alimentando nell’amministrazione Trump il timore di aiuto a Teheran e ad altri avversari Usa attraverso indicazioni strategiche sul campo di battaglia.
Le entità cinesi sanzionate sono la Meentropy Technology (Hangzhou), nota anche come MizarVision, la The Earth Eye e la Chang Guang Satellite Technology. La Chang Guang, inoltre, era già stata sanzionata nel 2023 per la fornitura di immagini satellitari alla Wagner, la compagnia militare privata russa.
Il Dipartimento di Stato ha inoltre sanzionato il braccio operativo per l’esportazione del ministero della Difesa e della Logistica delle forze armate iraniane.
Trump: “Sto ancora prendendo in considerazione di spostare truppe dalle basi italiane”
Donald Trump “sta ancora prendendo in considerazione” di spostare truppe dalle basi italiane. Lo ha detto lo stesso presidente degli Stati Uniti in una telefonata con la giornalista del Corriere della Sera Viviana Mazza.
Wall street journal, da Teheran primi dettagli su Khamenei: ferito a ginocchio e schiena
Un funzionario del governo dell’Iran ha dichiarato che la Guida Suprema Mojtaba Khamenei ha riportato ferite al ginocchio e alla schiena nell’attacco che ha ucciso suo padre Ali. È la prima volta che Teheran fornisce dettagli sulla salute di Khamenei. Lo riporta il Wall Street Journal. Il funzionario del governo iraniano ha precisato che Khamenei, che non è più apparso in pubblico da quell’attacco, gode però di buona salute.
Trump: “L’Italia non c’era quando avevamo bisogno di lei”
“L’Italia non c’era quando avevamo bisogno di lei. E io ci sono sempre stato per l’Italia, e così il mio Paese”. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista al Corriere della Sera il giorno dopo il viaggio a Roma del suo segretario di Stato, Marco Rubio. All’osservazione che l’Italia potrebbe fornire dragamine dopo il cessate il fuoco in Iran, Trump ha ripetuto ancora una volta: “L’Italia non c’era quando ne avevamo bisogno”.
New York Times: “Russia usa il Mar Caspio per le forniture militari all’Iran”
La Russia starebbe utilizzando il Mar Caspio per trasferire in modo riservato forniture militari e commerciali all’Iran, contribuendo ad aiutare Teheran a eludere la pressione e le sanzioni degli Stati Uniti. Lo riporta il New York Times, secondo cui il bacino è diventato un corridoio strategico per i rifornimenti, mentre l’Iran cerca alternative allo Stretto di Hormuz nel contesto delle continue tensioni con Washington e del blocco navale statunitense.
Secondo le fonti citate dal quotidiano, Mosca avrebbe inviato verso l’Iran merci e componenti per droni attraverso il Mar Caspio, contribuendo a ricostituire le capacità militari iraniane dopo le perdite subite nei combattimenti. Funzionari statunitensi riferiscono che tra le forniture figurerebbero anche parti per droni, mentre fonti iraniane segnalano un aumento delle importazioni di beni alimentari come grano, mais e olio di semi attraverso i porti caspici. Il Mar Caspio, accessibile solo ai cinque Paesi rivieraschi e quindi fuori dalla portata militare diretta degli Stati Uniti, viene descritto come una delle rotte più efficaci per aggirare sanzioni e controlli.
Lollobrigida: “In settimana incontro con Urso e grande distribuzione sui rincari per la guerra in Iran”
“Stiamo attenzionando i prezzi. Questa settimana insieme al collega Urso incontreremo la grande distribuzione organizzata, perché chiediamo di fare operazioni che possano rendere più trasparente anche il sistema dei prezzi, in maniera tale da evitare qualsiasi forma di speculazione e mettere in condizione tutti di dimostrare come ci sia una correlazione tra i costi di produzione e i costi di trasporto e il legittimo guadagno delle imprese con ciò che le persone devono continuare a comprare”. Così il ministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, a margine di un evento di Confagricoltura a Milano, interpellato su un possibile rialzo dei prezzi legato alla chiusura dello Stretto di Hormuz.
Parlamentare iraniano: “Chiazza di petrolio nel mare a Kharg colpa di petroliere europee”
Un parlamentare iraniano ha respinto le accuse secondo cui Teheran avrebbe scaricato petrolio in mare vicino all’isola di Kharg, dopo che le immagini satellitari hanno mostrato grandi chiazze di petrolio intorno a questo importante snodo per l’esportazione. Jafar Pourkabgani, membro del parlamento in rappresentanza della provincia di Bushehr, ha affermato in un post sul social X che le chiazze di petrolio sono state causate da “residui di petrolio e acque di zavorra di scarto provenienti da petroliere europee” scaricate in mare. Riferendosi poi alle accuse riportate da Fox News secondo cui l’Iran avrebbe rilasciato petrolio perché i serbatoi di stoccaggio erano pieni, ha aggiunto: “Questa affermazione è falsa e fa parte dell’operazione psicologica del nemico”
Iran all’Onu: “Azioni Usa a Hormuz producono conseguenze catastrofiche”
Il rappresentante dell’Iran presso le Nazioni Unite, Saeed Iravani, ha avvertito il Consiglio di Sicurezza dell’Onu che “le continue azioni militari statunitensi nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz potrebbero produrre conseguenze catastrofiche che si estenderebbero ben oltre la regione e minaccerebbero la pace e la sicurezza internazionali”. Iravani ha rilasciato questa dichiarazione in una lettera indirizzata alle Nazioni Unite e al Consiglio di Sicurezza, condannando gli attacchi statunitensi contro due petroliere iraniane e altre località lungo le coste iraniane nello Stretto di Hormuz, avvenuti giovedì sera. Secondo Mehr, Iravani ha sottolineato che “l’atto di pirateria statunitense, attraverso l’attacco a navi mercantili e il blocco navale, costituisce una chiara violazione del cessate il fuoco”.
Per l’intelligence Usa Mojtaba Khamenei cruciale nelle strategie dell’Iran
L’intelligence Usa ritiene che Mojtaba Khamenei, il nuovo leader supremo dell’Iran, stia svolgendo un ruolo cruciale nel definire la strategia bellica, al fianco di alti funzionari di Teheran. Lo riporta la Cnn, in base a diverse fonti a conoscenza del dossier, secondo cui l’esatta portata della sua autorità all’interno di un regime ora frammentato rimane comunque poco chiara.
Tuttavia, è probabile che Khamenei stia contribuendo a dirigere la gestione, da parte dell’Iran, dei negoziati con gli Stati Uniti per porre fine al conflitto, malgrado non compaia in pubblico da quando ha riportato gravi ferite durante un attacco che, all’inizio della guerra, ha causato la morte di suo padre Ali Khamenei e di diversi alti vertici militari del Paese, alimentando le speculazioni sul suo stato di salute e sul suo ruolo all’interno della struttura di leadership iraniana.
L’amministrazione Trump continua a perseguire una soluzione diplomatica al conflitto, mentre il cessate il fuoco si protrae ormai da oltre un mese: secondo le fonti, l’intelligence Usa valuta che l’Iran stia ancora cercando di riorganizzarsi all’indomani della campagna di bombardamenti americani che ha lasciato intatte significative capacità militari di Teheran, preservando la facoltà del Paese di resistere per ulteriori mesi a un blocco statunitense.
Usa, nuova bozza risoluzione Onu sull’Iran: difficile sostegno Cina e Russia
Washington ha rivisto la bozza della sua risoluzione alle Nazioni Unite che chiede all’Iran di interrompere gli attacchi e la posa di mine nello Stretto di Hormuz, ma sarebbe insufficiente a scongiurare il diritto di veto di Cina e Russia, membri permanenti del Consiglio di sicurezza del Palazzo di Vetro.
Una bocciatura formale di Pechino, in particolare, sarebbe di imbarazzo in vista della visita della prossima settimana del tycoon in Cina, dal presidente Xi Jinping, con la guerra all’Iran ancora irrisolta e destinata a essere tra i temi principali in agenda. La bozza aggiornata, hanno riferito i media Usa, ha eliminato la clausola che invoca il Capitolo VII della Carta dell’Onu, che consente al Consiglio d’imporre misure che vanno dalle sanzioni all’azione militare, mantenendo però il linguaggio duro contro Teheran. Malgrado il testo non autorizzi esplicitamente l’uso della forza, non lo esclude e “riafferma il diritto degli Stati membri dell’Onu di difendere le proprie navi da attacchi e minacce, comprese quelle che minano diritti e libertà di navigazione”.
Una precedente risoluzione, sostenuta dagli Stati Uniti, che sembrava aprire la strada alla legittimazione di un’azione militare americana contro l’Iran, è fallita ad aprile dopo che Russia e Cina hanno esercitato il diritto di veto.