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Flotilla, in Israele il tribunale di Ashkelon prolunga di due giorni la detenzione di Ávila e Abukeshek. Gli avvocati: “Iter illegale, non esiste l’applicazione extraterritoriale dei reati”

La Spagna chiede di nuovo il rilascio immediato per il cittadino palestinese con cittadinanza del Paese iberico. I due leader della missione sono comparsi in tribunale con mani e piedi legati con le catene
Flotilla, in Israele il tribunale di Ashkelon prolunga di due giorni la detenzione di Ávila e Abukeshek. Gli avvocati: “Iter illegale, non esiste l’applicazione extraterritoriale dei reati”
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Il tribunale di Ashkelon prolunga di due giorni la detenzione di Ávila e AbuKeshek

Il tribunale di Ashkelon, città costiera nel sud di Israele, ha prorogato di due giorni la detenzione dell’attivista palestinese-spagnolo Saif Abukeshek e del suo compagno brasiliano Thiago Ávila, secondo quanto riferito all’agenzia EFE da Adalah, il centro legale che rappresenta i due membri della Sumud Global Flotilla .

  • 16:01

    Avila e Abukeshek portati in aula con catene a mani e piedi

    I due attivisti della Flotilla ancora detenuti in Israele sono comparsi oggi in tribunali con catene alle mani e ai piedi. Lo spagnolo Saif Abu Keshek e il brasiliano Thiago Avila sono comparsi davanti a un tribunale nella città meridionale di Ashkelon e le immagini riprese dall’Afp hanno mostrato i due mentre venivano scortati in aula, con le mani di Avila ammanettate dietro la schiena e i piedi di Abu Keshek incatenati. 

  • 14:10

    Scotto (Pd): “Serve una pressione del governo italiano, Avila e Abukeshek vanno liberati”

    “Gli attivisti della Global Sumud Flotilla Thiago Avila e Saif Abukeshek vanno liberati immediatamente. La notizia del rinnovo del fermo nelle carceri israeliane di altri due giorni è la dimostrazione di un accanimento senza precedenti su attivisti che hanno partecipato a una missione umanitaria. Occorre una pressione del governo italiano molto più forte visto che la barca su cui sono stati rapiti Saif e Thiago batteva bandiera italiana. Siamo davanti alla reiterazione di un arbitrio che dimostra ancora una volta il disprezzo da parte del governo di Israele dei diritti umani”. Così il deputato Pd Arturo Scotto

  • 14:09

    L’attivista: “Ci hanno trattato male ‘ma fino a un certo punto’, come direbbe Tajani”

    Nella nave cargo militare israeliana eravamo “tutti ammassati, l’acqua entrava ed usciva, i fucili puntati addosso”. E’ il racconto dell’attivista della Global Sumud Flotilla Tony La Piccirella, rimpatriato in Italia dalla Grecia dopo essere stato sbarcato a Creta. “Ci hanno trattato male ma ‘fino ad un certo punto’, come dice il nostro ministro degli Esteri – continua La Piccirella -. La Flotilla crea problemi? Non so per quale motivo persone come la nostra presidente cercano di ribaltare in continuazione la realtà: i suoi cittadini, quelli chiamati a proteggere, hanno subito un attacco in mare aperto e sposta l’attenzione e la responsabilità su di noi”. 

  • 14:06

    “Saif prima di essere isolato mi ha detto: di’ a mio figlio che il prezzo per la libertà non è mai troppo alto”

    “Io ero sull’ultima delle 21 barche intercettate, alcune lasciate alla deriva, con persone a bordo, e completamente distrutte. Sei di noi sono stati isolati. Io, tre ragazzi spagnoli, Thiago e Saif, che rischiano ora tanto e di più; Saif, poco prima di essere isolato, mi ha detto di dire a suo figlio che il prezzo per la libertà non è mai troppo alto”. A raccontare gli istanti del blitz a bordo delle barche della Flotilla da parte della Marina israeliana è Tony La Piccirella, attivista della Global Sumud Flotilla rientrato a Roma da Atene. “Abbiamo paura per i nostri compagni, Saif è palestinese – dice ancora -. E’ stato un rapimento in acque praticamente europee, supervisionato dalla marina greca: una nave cargo di quelle dimensioni e la fregata che l’accompagnava, non passano inosservati: il Mediterraneo è pieno di droni militari, tutti erano in realtà al corrente di quello che stava accadendo e nessuno ha fatto niente. Noi siamo scappati per sei ore, chiedendo aiuto e lanciando sos. Non è un atto di pirateria come dice la nostra presidente: è la conseguenza naturale di quello che succede quando si supporta militarmente, politicamente ed economicamente un Paese che non si è mai fatto nessun problema a rubare terra e petrolio. Io non so quale sarà il passo successivo: probabilmente ci verranno a prendere a casa“, ha aggiunto.

  • 14:04

    L’attivista La Piccirella: “Continuiamo finché i nostri governi non troveranno la loro spina dorsale”

    “Noi continuiamo: ci stiamo riorganizzando. Continuiamo finché i nostri governi non troveranno la loro spina dorsale e pongano fine a tutti gli accordi che abbiamo con Israele, per fare gli interessi del popolo palestinese, del popolo italiano e di tutti i popoli che vogliono vivere in pace, solidarietà e giustizia. Sostegno di parlamentari ora? Si spera che qualcuno si prenda un carico che non dovremmo neanche avere noi”. Lo ha detto, all’aeroporto di Fiumicino, appena rientrato in Italia, Antonio “Tony” La Piccirella, l’attivista della Global Sumud Flotilla fermato dopo il blocco, in acque internazionali, a sud di Creta, tra il 29 e il 30 aprile, delle imbarcazioni dirette a Gaza operato delle forze navali israeliane.

  • 14:02

    L’attivista La Piccirella rientrato in Italia: “Avila e Abukeshek sono ostaggi, vanno liberati”

    Thiago Ávila e Saif Abukeshek sono ostaggi e vanno liberati subito. Facciamo un appello a tutta la società civile per fare pressione perché vengano liberati immediatamente: rischiano tantissimo”. Così, all’aeroporto di Fiumicino, Tony La Piccirella, l’attivista pugliese della Global Sumud Flotilla fermato dopo il blocco, in acque internazionali, a sud di Creta, tra il 29 e il 30 aprile, delle imbarcazioni dirette a Gaza, da parte delle forze navali israeliane, con l’arresto di 170 attivisti, tra i quali 23 italiani. Allo scalo romano, dove è rientrato poco prima delle 13 con un volo via Atene, è stato accolto ed abbracciato da alcuni attivisti al grido di “Free Palestine“. 

  • 13:09

    La Spagna chiede il rilascio immediato di AbuKeshek

    Il governo della Spagna ha chiesto il “rilascio immediato” dell’attivista ispano-palestinese Saif AbuKeshek, dopo che un tribunale israeliano ha prorogato di due giorni la sua detenzione.
    In una nota inviata all’Afp, il ministero degli Esteri ha precisato che il console spagnolo a Tel Aviv ha accompagnato l’attivista all’udienza, definendo la sua detenzione “illegale”. Secondo un’organizzazione per i diritti presente in aula, la corte ha esteso di due giorni anche il fermo del brasiliano Thiago Avila, entrambi coinvolti nella flottiglia diretta a Gaza.

  • 11:59

    Avila ammanettato dietro la schiena in tribunale. AbuKeshek con le mani libere

    Le foto dell’udienza al tribunale di Ashkelon mostrano che Thiago Avila era ammanettato dietro la schiena mentre Saif AbuKeshek aveva le mani libere. I due leader della Flotilla, arrestati da Israele dopo l’intercettazione di oltre 20 imbarcazioni dell’iniziativa pro-Palestina in acque internazionali, hanno riferito di essere stati violentemente picchiati. Nella foto Avila ha un livido rosso sulla testa.

  • 11:56

    Gli avvocati: “Procedimento viziato e illegale. Non esiste base per l’applicazione extraterritoriale dei reati”

    Gli avvocati di Adalah, centro legale indipendente gestito da palestinesi in Israele, hanno confermato che il tribunale di Ashkelon ha oggi prorogato la detenzione degli attivisti della Global Sumud Flotilla Thiago de Avila e Saif Abukeshek per ulteriori due giorni, fino a martedì 5 maggio 2026. Questa decisione segue il loro sequestro illegale da parte della marina israeliana in acque internazionali il 30 aprile.

    Durante l’udienza, il procuratore dello Stato israeliano ha richiesto una proroga di quattro giorni della detenzione degli attivisti, presentando un elenco di presunti reati tra cui assistenza al nemico in tempo di guerra, contatto con un agente straniero, appartenenza e fornitura di servizi a un’organizzazione terroristica, e trasferimento di proprietà a favore di un’organizzazione terroristica.

    Gli avvocati di Adalah, Hadeel Abu Salih e Lubna Tuma, hanno sostenuto davanti al tribunale che l’intero procedimento legale è fondamentalmente viziato e illegale. Hanno contestato la giurisdizione dello Stato, affermando che non esiste alcuna base legale per l’applicazione extraterritoriale di tali reati alle azioni di cittadini stranieri in acque internazionali. Hanno sostenuto che l’uso da parte dello Stato di queste gravi accuse legate alla sicurezza è una misura ritorsiva contro leader attivisti umanitari e hanno chiesto il loro rilascio immediato e incondizionato. Adalah ha inoltre evidenziato che non solo il signor de Avila e il signor Abukeshek sono stati sequestrati in acque internazionali senza autorità legale, ma hanno anche fornito testimonianze di gravi abusi fisici equivalenti a tortura, inclusi pestaggi e detenzione in isolamento e bendati per giorni in mare.

    Adalah sottolinea che non sono state formalmente presentate accuse contro nessuno dei due attivisti, che rimangono nella fase precedente all’incriminazione sotto interrogatorio. Sia Avila sia Abukeshek saranno trasferiti nuovamente nella struttura di detenzione di Shikma in Israele (Ashkelon), dove restano in isolamento. Entrambi gli attivisti stanno continuando il loro sciopero della fame in protesta contro la loro detenzione illegale e i maltrattamenti.