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Guerra in Iran, colloqui di pace a Islamabad. Pasdaran: “Dagli Usa richieste eccessive”. Centcom: “Navi americane sminano Hormuz”

Teheran: "Non ci fidiamo degli Usa, Israele ostacola i negoziati". Ghalibaf chiede il cessate il fuoco in Libano. JD Vance con Witkoff e Kushner. Nyt: "Il regime non sa dove sono le mine a Hormuz"
Guerra in Iran, colloqui di pace a Islamabad. Pasdaran: “Dagli Usa richieste eccessive”. Centcom: “Navi americane sminano Hormuz”
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La giornata dei colloqui a Islamabad: i punti critici del negoziato

Per la prima volta dal 1979 Stati Uniti e Iran si sono trovati a negoziare faccia a faccia. Islamabad, capitale del Pakistan, è la sede in cui la delegazione americana guidata dal vicepresidente JD Vance e quella iraniana, con a capo il presidente del parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, tentano di trovare una soluzione per fare in modo che il cessate il fuoco nella guerra iniziata lo scorso 28 febbraio con l’attacco di Usa e Israele all’Iran possa trasformarsi in un accordo di pace duraturo. Il capo delegazione iraniano ha detto di affrontare i negoziati con “completa sfiducia”, visti i “tradimenti della diplomazia” portati avanti dagli americani. Dall’altra parte Vance ha detto di aver avuto “linee guida piuttosto chiare” da parte dal presidente Donald Trump, ovvero “mano tesa” qualora si percepisse che gli iraniani siano disposti a negoziare “in buona fede”.

L’ultimo contatto ad alto livello fra Usa e Iran era avvenuto nel settembre 2013, quando l’allora presidente Barack Obama telefonò al neoeletto presidente iraniano, il riformista Hassan Rouhani, per discutere del programma nucleare di Teheran. Una questione che, a 13 anni di distanza, resta aperta, ma alla quale se ne sono aggiunte altre egualmente intricate.

Secondo quanto filtrato i temi affrontati, al netto della questione nucleare, sono sostanzialmente tre: lo sblocco dei beni iraniani congelati, il coinvolgimento del Libano nel cessate il fuoco e la gestione futura dello Stretto di Hormuz. Se sul primo punto le due parti potrebbero giungere a una sorta di accordo, sui restanti due la situazione è decisamente più complessa. Per quanto riguarda il Libano, dove i morti dalla ripresa della guerra fra Hezbollah e Israele sono saliti a oltre 2mila, c’è da convincere il primo ministro Benjamin Netanyahu. A tal proposito il vicepresidente iraniano, Mohammad Reza Aref, ha invitato gli Usa ad abbandonare la politica “Israel First”, ma Washington ha sottolineato che il Paese dei cedri non rientra nell’accordo sul cessate il fuoco. Tanto è vero che negoziati diretti e separati fra il governo di Beirut e Tel Aviv sono in programma la prossima settimana negli Stati Uniti.

Altrettanto impervia è la strada per giungere a un’intesa in merito allo Stretto di Hormuz, sul quale Teheran rivendica una sorta di controllo per il passaggio delle navi con tanto di pedaggio. A questo si aggiunge la questione delle mine che la marina iraniana avrebbe disseminato per lo stretto e che, secondo i media americani, non sarebbe più in grado di tracciare. A tal proposito il Comando centrale Usa (Centcom) ha fatto sapere che due navi cacciatorpediniere degli Stati Uniti avrebbero oltrepassato lo stretto per “predisporre le condizioni” allo sminamento. Una circostanza però smentita da Teheran. Trump ha ribadito che gli Usa hanno intenzione di “bonficare” Hormuz anche per i paesi che “non hanno avuto il coraggio di farlo”. Il tycoon ha rimarcato che l’Iran sta “perdendo alla grande” e che la minaccia di mine nello stretto è “l’unica cosa che gli resta”. In alternativa, secondo Trump, c’è sempre la possibilità di dirigersi verso gli Stati Uniti per caricare “il petrolio e il gas più ‘dolce’ del mondo”.  

Momenti chiave

    • 09:35

      Colloqui Usa e Iran a Islamabad posticipati di qualche ora

      I colloqui tra Iran e Stati Uniti a Islamabad sono stati posticipati di alcune ore rispetto all’orario inizialmente previsto. Lo riferisce l’agenzia Tasnim, vicina ai Guardiani della Rivoluzione, secondo cui le delegazioni dei due Paesi incontreranno separatamente il premier pakistano Shehbaz Sharif prima dell’avvio formale dei negoziati.

    • 09:32

      Wall Street Journal: “L’Iran ha ancora migliaia di missili balistici”

      L’Iran dispone ancora di migliaia di missili balistici e potrebbe impiegarli recuperando lanciatori attualmente nascosti in strutture sotterranee. Lo riferisce il Wall Street Journal, citando funzionari statunitensi informati sulle più recenti valutazioni d’intelligence.
      Sebbene circa la metà dei lanciatori sia stata distrutta, danneggiata o sepolta sotto le macerie, molti potrebbero essere riparati e riportati in funzione dai siti sotterranei. Secondo fonti statunitensi e israeliane, pur disponendo attualmente di circa la metà dei missili rispetto al periodo precedente al conflitto, Teheran conserva ancora migliaia di vettori balistici a corto e medio raggio pronti all’uso. Alcuni funzionari americani temono infine che l’Iran possa sfruttare l’attuale cessate il fuoco per ricostituire le proprie scorte missilistiche.

    • 09:31

      Intelligence Usa: “Cina fornisce sistemi di difesa aerea all’Iran”

      L’intelligence statunitense sostiene che la Cina si starebbe preparando a consegnare nuovi sistemi di difesa aerea all’Iran nelle prossime settimane. Lo riporta Cnn, citando tre fonti a conoscenza delle recenti stime di intelligence. La mossa potrebbe apparire provocatoria a Washington, alla luce dei recenti sforzi di Pechino per convincere Teheran ad accettare l’accordo di cessate il fuoco.
      Secondo l’emittente, queste informazioni suggeriscono che Teheran potrebbe sfruttare la pausa nei combattimenti per ricostituire le proprie scorte di armamenti. Due delle fonti riferiscono inoltre che Pechino starebbe utilizzando un Paese terzo per far transitare i sistemi, con l’obiettivo di mascherarne l’origine. Contatta da Cnn, l’ambasciata cinese a Washington ha smentito la notizia.

    • 09:30

      Media iraniani: “Colloqui di pace a Islamabad slitteranno al pomeriggio”

      I colloqui tra Iran e Stati Uniti a Islamabad probabilmente subiranno un rinvio. Contrariamente a quanto riportato in precedenza i negoziati dovrebbero iniziare nel pomeriggio, secondo quanto riferito dall’agenzia iraniana Tasnim. Lo riporta la agenzia Mehr su X.
      Sempre secondo Mehr, le delegazioni iraniana e americana dovrebbero inizialmente tenere incontri separati con il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif. Una volta concluse queste prime formalità diplomatiche, inizierà la fase principale dei negoziati indiretti.

    • 09:29

      Ghalibaf: “Iran disponibile all’intesa, se Usa riconoscono nostri diritti”

      “Se la parte americana sarà pronta a un vero accordo e a riconoscere i diritti della nazione iraniana, troverà anche da parte nostra disponibilità a raggiungere un’intesa”. Lo ha detto il presidente del Parlamento iraniano, Mohammed Bagher Ghalibaf, citato dai media di Teheran a poche ore dai colloqui di Islamabad.
      “Tuttavia, nell’attuale conflitto abbiamo dimostrato che, se intendono usare i negoziati come una messa in scena inutile o un’operazione ingannevole, siamo pronti a garantire i nostri diritti facendo affidamento sulla fede in Dio e sulle capacità della nostra nazione – ha precisato Ghalibaf – Purtroppo, la nostra esperienza nei negoziati con gli americani è sempre stata accompagnata da fallimenti e violazioni degli impegni”.

    • 09:26

      Iran, Ghalibaf: “Buona volontà, ma non ci fidiamo degli Usa”

      “Abbiamo buona volontà, ma non ci fidiamo degli Usa”. Lo ha detto Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano, ai media statali iraniani al suo arrivo all’aeroporto di Islamabad in vista dei colloqui con gli Stati Uniti in programma nelle prossime ore. Ghalibaf ha aggiunto che se gli Stati Uniti sono “pronti per un accordo autentico”, anche l’Iran potrebbe esserlo. “Purtroppo, la nostra esperienza di negoziazione con gli americani si è sempre conclusa con fallimenti e violazioni degli impegni”, ha aggiunto.

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