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Israele continua i raid in Libano, poi Netanyahu annuncia l’avvio dei negoziati. Mojtaba Khamenei: “Controlleremo lo Stretto di Hormuz”

Ancora attacchi delle Idf in Libano dopo i raid dell'8 aprile che hanno provocato 250 morti. Axios: "I negoziati la prossima settimana a Washington". Capo nucleare Iran: "Nessuno fermerà il nostro programma"
Israele continua i raid in Libano, poi Netanyahu annuncia l’avvio dei negoziati. Mojtaba Khamenei: “Controlleremo lo Stretto di Hormuz”
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Trump lo chiama e Netanyahu apre a negoziati diretti con Beirut

Israele apre a negoziati diretti con il Libano raccogliendo un appello di Beirut dopo che l’Idf ha colpito giovedì altri obiettivi nel Paese dei cedri e lanciato nuovi avvisi di evacuazione a sud della capitale, all’indomani del più pesante attacco contro il suo vicino dall’inizio della guerra. Un bombardamento duramente condannato dalla comunità internazionale e che ha indotto Donald Trump a chiedere al premier israeliano Benjamin Netanyahu di ridurre l’intensità dei raid per contribuire a mantenere la tregua di due settimane con l’Iran e garantire il successo degli imminenti negoziati con Teheran.

Israele ha accettato di “essere un partner collaborativo“, ha confidato un funzionario dell’amministrazione Usa a Nbc. Ma Bibi non si è impegnato a cessare il fuoco contro Hezbollah (“continueremo a colpirlo ovunque sia necessario”), come chiedono le autorità libanesi per avviare il dialogo diplomatico, che secondo Axios comincerà la prossima settimana al Dipartimento di Stato a Washington, a livello di ambasciatori. Presente come mediatore anche quello americano a Beirut. “Alla luce delle ripetute richieste del Libano di aprire negoziati diretti con Israele, ho incaricato il governo di avviare negoziati diretti con il Libano il prima possibile”, ha annunciato Netanyahu, spiegando che “i negoziati si concentreranno sul disarmo di Hezbollah e sulla creazione di relazioni pacifiche tra Israele e Libano”.

Un’ora prima della sua dichiarazione, il presidente libanese Joseph Aoun aveva affermato che “l’unica soluzione alla situazione in Libano è raggiungere un cessate il fuoco tra Israele e Libano, seguito da negoziati diretti tra le parti”. A condannare i raid israeliani sul Libano e a chiedere che anche il Paese dei cedri sia incluso nella tregua con l’Iran sono varie capitali europee, da Parigi a Berlino, da Londra a Madrid. Ma anche Mosca, Ankara e il Pakistan, che nel weekend ospita i primi colloqui diretti tra la delegazione di Teheran, guidata dal presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, e quella di Washington, capitanata dal vicepresidente JD Vance.

Le autorità di Islamabad hanno già blindato la capitale, bloccando l’accesso in un’area di 3 chilometri attorno all’hotel di lusso Serena, dove si prevede che soggiorneranno le due delegazioni. Ghalibaf ha avvisato che “le violazioni del cessate il fuoco porteranno a costi e a forti risposte” e ha invitato a “smettere immediatamente” con gli attacchi a Beirut, ricordando che il Libano e il resto dell'”asse” regionale dell’Iran sono parti inseparabili dell’accordo. Ma la fragile tregua per ora ha in gran parte tenuto tra Stati Uniti, Israele e Iran, benché Teheran e Washington abbiano fornito spiegazioni molto diverse sui termini iniziali, cantando entrambi vittoria.

Trump si è detto “molto ottimista” sulla possibilità che un accordo di pace con l’Iran sia a portata di mano, anche se nello stesso tempo ha messo in guardia che le forze Usa resteranno schierate nella regione “fino a quando un vero accordo non sarà raggiunto e non sarà pienamente rispettato”, minacciando altrimenti scontri più intensi. Finora però il vitale stretto di Hormuz è rimasto sostanzialmente chiuso e Teheran, secondo una fonte iraniana citata dalla Tass, consentirà il passaggio di non più di 15 navi al giorno in base all’accordo di cessate il fuoco (la prima non iraniana dopo la tregua è transitata giovedì, batteva bandiera gaboniana ed era diretta in India).

Resta inoltre l’incognita delle mine piazzate dai pasdaran e dei costosi pedaggi evocati dal regime degli ayatollah. Le incertezze pesano sui listini azionari europei ed asiatici, che dopo il rimbalzo di mercoledì sono tornati a frenare, mentre il petrolio è tornato a sfiorare i 100 dollari al barile. In uno dei suoi raid intanto l’Idf ha dichiarato di aver ucciso a Beirut Ali Yusuf Harshi, nipote e segretario del leader di Hezbollah Naim Qassem. Secondo le autorità libanesi, gli attacchi israeliani hanno ucciso finora circa 1.700 persone (di cui oltre 300 mercoledì) e costretto più di un milione di persone a lasciare le proprie case. 

Momenti chiave

    • 19:34

      Trump: “Accordo di pace con Iran a portata di mano”

      Donald Trump è “molto ottimista” sulla possibilità che un accordo di pace con l’Iran sia a portata di mano. Lo ha detto il presidente in un’intervista a Nbc, sottolineando che i leader iraniani parlano diversamente quando sono nelle riunioni rispetto a quando parlano con la stampa. “Sono molto più ragionevoli. Si sono detti d’accordo su tutte le cose su cui dovevano essere d’accordo. Ricordatevi, sono stati conquistati“, ha messo in evidenza.

    • 19:26

      Prima petroliera non iraniana passa da Hormuz dopo tregua

      La prima petroliera non iraniana ha attraversato lo Stretto di Hormuz giovedì, dopo l’annuncio del fragile cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti.È quanto emerge dai dati di MarineTraffic. La Msg, una petroliera battente bandiera gaboniana, ha attraversato lo stretto oggi con a bordo circa 7.000 tonnellate di olio combustibile emiratino ed è diretta ad Aegis Pipavav, in India, secondo il servizio di monitoraggio marittimo. Solo altre due petroliere, entrambe battenti bandiera iraniana, e sei navi portarinfuse hanno attraversato lo stretto da ieri, secondo Kpler, proprietaria di MarineTraffic.

    • 19:09

      Tajani: “Nei prossimi giorni andrò a Beirut”

      “Stiamo lavorando per organizzare nei prossimi giorni il mio viaggio a Beirut per parlare con il presidente” Joseph Aoun “e inviare un messaggio chiaro dall’Italia per la stabilità di questo importante Paese”. Lo ha dichiarato alla stampa il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, dopo la riunione ministeriale informale del Gruppo Med9 che si è tenuta a Spalato. “L’Italia è pronta a fare la sua parte per la stabilità del Libano. Nel Paese sono presenti soldati italiani non solo in missioni congiunte, ma anche in missioni bilaterali per aiutare le forze armate libanesi”, ha aggiunto Tajani.

    • 18:37

      Mattarella: “Libano sotto tempesta di bombardamenti devastanti”

      “Abbiamo parlato del Libano, un Paese indipendente con un nuovo governo che sta procedendo anche al disarmo di Hezbollah e che oggi è sotto la tempesta di bombardamenti devastanti“. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando a Praga dopo i colloqui con il presidente ceco Petr Pavel.

    • 18:35

      Media: “Negoziati Israele-Libano la prossima settimana a Washington”

      I negoziati diretti fra Israele e il Libano inizieranno la prossima settimana e il primo incontro si terrà al Dipartimento di Stato a Washington. Lo riporta Axios citando una fonte israeliana, secondo la quale gli Stati Uniti saranno guidati dall’ambasciatore americano in Libano Michel Issa. Israele sarà invece rappresentata dal suo ambasciatore negli Stati Uniti Yechiel Leiter, mentre il Libano dal suo ambasciatore a Washington Nada HamadehMoawad.

    • 17:54

      Rutte: “Gli alleati stanno facendo tutto ciò che Usa chiedono”

      “Ciò che vedo oggi guardando all’Europa è che gli alleati stanno fornendo un sostegno massiccio, mettendo a disposizione risorse logistiche e altre misure per garantire che le potenti forze armate statunitensi riescano a impedire all’Iran di dotarsi di armi nucleari e a ridurne la capacità di seminare il caos. Quasi senza eccezioni, gli alleati stanno facendo tutto ciò che gli Stati Uniti chiedono”. Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte al Ronald Reagan Presidential Foundation Institute citando gli sforzi di Londra per Hormuz. “Hanno ascoltato la richiesta del presidente Trump e stanno rispondendo”.

    • 17:53

      Netanyahu: “Direttiva per aprire negoziati diretti con il Libano”

      “Alla luce dei ripetuti appelli del Libano ad avviare negoziati diretti con Israele, ieri durante la riunione del Consiglio dei Ministri ho dato la direttiva di avviare al più presto negoziati diretti con il Libano. I negoziati si concentreranno sul disarmo di Hezbollah e sull’instaurazione di relazioni pacifiche tra Israele e Libano. Israele apprezza l’appello odierno del Primo Ministro libanese sul disarmo di Beirut”. Lo comunica il premier israeliano Benjamin Netanyahu in una nota.

    • 17:37

      Nbc: “Trump ha chiesto a Netanyahu di ridurre attacchi in Libano”

      Donald Trump ha chiesto al premier israeliano Benjamin Netanyahu di ridurre l’intensità degli attacchi israeliani in Libano al fine di contribuire a garantire il successo dei negoziati con l’Iran. Lo riferisce Nbc citando un funzionario dell’amministrazione Trump. Israele ha accettato di “essere un partner collaborativo“, ha messo in evidenza

    • 17:02

      Corre il prezzo del petrolio: nuovamente sopra 100 dollari

      Il prezzo del petrolio accelera la sua corsa di fronte alla fragile tregua tra Iran e Usa. Il Wti americano guadagna il 7,4% portandosi a 101,4 dollari al barile. Vicino a quota 100 anche il Brent che sale del 4,3% a 98,9 dollari.

    • 17:01

      Mosca: “Cessate il fuoco riguarda anche il Libano”

      La Russia ritiene che gli accordi tra gli Usa e l’Iran per il cessate il fuoco abbiano una dimensione regionale, e quindi si estendano anche al Libano. Lo afferma il ministero degli Esteri di Mosca, citato da Interfax, riferendo di un colloquio telefonico tenuto oggi dal ministro degli Esteri Serghei Lavrov con il suo omologo iraniano Abbas Araghchi. “Condanniamo fortemente l’attacco israeliano dell’8 aprile sul Libano, che ha portato a numerose vittime civili e alla estesa distruzione di infrastrutture civili”, ha detto da parte sua la portavoce del ministero, Maria Zakharova, citata dalla Tass.

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