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L’Iran pone sei condizioni per la fine alla guerra. Trump: “Apra Hormuz entro 48 ore o colpiremo siti energetici”

Tra i punti, la chiusura delle basi Usa e il risarcimento all'Iran. Teheran nega di avere lanciato missili verso l'isola Diego Garcia. "Alcune navi pagano 2 milioni di dollari per transitare da Hormuz"
L’Iran pone sei condizioni per la fine alla guerra. Trump: “Apra Hormuz entro 48 ore o colpiremo siti energetici”
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L’Iran pone sei condizioni per porre fine alla guerra con Usa e Israele

L’Iran ha posto sei condizioni per porre fine alla guerra con gli Stati Uniti e Israele. Lo riferisce l’agenzia Tasnim, emanazione dei Pasdaran, citando un alto funzionario politico e della sicurezza iraniano. Secondo il funzionario, Teheran starebbe attuando un piano elaborato mesi fa, procedendo “con pazienza strategica” nelle operazioni militari. Il funzionario ha inoltre sostenuto che, dopo aver colpito le difese aeree nemiche, l’Iran avrebbe acquisito il controllo dello spazio aereo, escludendo al momento prospettive di un cessate il fuoco imminente. Tra le condizioni poste per fermare il conflitto figurano: garanzie che la guerra non si ripeta, la chiusura delle basi militari statunitensi nella regione e il pagamento di risarcimenti a favore dell’Iran. Teheran chiede inoltre la fine delle ostilità su tutti i fronti regionali. Completano la lista la richiesta di un nuovo assetto giuridico per lo Stretto di Hormuz e l’estradizione di persone legate a media considerati ostili al Paese. Il funzionario ha aggiunto che proposte di mediazione sarebbero già state avanzate da attori regionali, ma ha ribadito che le condizioni iraniane devono essere prese in seria considerazione.  
 

  • 11:22

    “Vittime dell’attacco di 10 giorni fa in Bahrein provocate da Usa, non da Iran”

    Secondo un’analisi condotta da ricercatori accademici ed esaminata da Reuters, scrive l’agenzia sul suo sito, una batteria di difesa aerea Patriot gestita dagli Stati Uniti avrebbe probabilmente lanciato il missile intercettore coinvolto in un’esplosione il 9 marzo scorso in Bahrein che ha ferito decine di civili e devastato una zona residenziale. Sia il Bahrein che Washington, prosegue Reuters, hanno attribuito la responsabilità dell’esplosione del 9 marzo a un attacco con droni iraniani, 32 i feriti tra cui alcuni bambini. In risposta alle domande di Reuters, il Bahrein ha ammesso per la prima volta che un missile Patriot è stato coinvolto nell’esplosione nel quartiere di Mahazza sull’isola di Sitra, al largo della capitale Manama, sede anche di una raffineria di petrolio. “I danni non sono stati causati da un impatto diretto al suolo né del missile intercettore Patriot né del drone iraniano”, è la controversa risposta di un portavoce del regno. Ma né il BahreinWashington hanno fornito prove del coinvolgimento di un drone iraniano nell’incidente di Mahazza, sottolinea Reuters.  

  • 11:12

    Katz ha ordinato di distruggere tutti i ponti sul fiume Litani in Libano

    Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha ordinato di “distruggere immediatamente tutti i ponti sul fiume Litani utilizzati per attività terroristiche, al fine di impedire il passaggio verso sud di terroristi e armi di Hezbollah”. L’annuncio dell’ordine, dato insieme al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, arriva dopo che le Idf hanno annunciato che bombarderanno un altro ponte sul fiume Litani, “a causa delle attività di Hezbollah e del trasferimento di terroristi nel Libano meridionale, mascherati da civili”.

  • 10:34

    Teheran nega qualsiasi responsabilità nell’attacco alla Diego Garcia

    Un alto funzionario iraniano ha dichiarato ad Al Jazeera che l’Iran non è responsabile e non è coinvolto negli attacchi missilistici contro la base militare anglo-americana di Diego Garcia nell’Oceano Indiano. La smentita è giunta dopo che il Wall Street Journal aveva riportato che due missili balistici a medio raggio erano stati lanciati verso la base, senza però colpirla. Diego Garcia è una delle due basi che il Regno Unito ha autorizzato gli Stati Uniti a utilizzare nell’ambito della campagna contro l’Iran. L’incidente segnalato ha attirato l’attenzione perché Diego Garcia si trova a 4.000 chilometri dall’Iran, il doppio del limite di duemila chilometri che, secondo il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, Teheran avrebbe deliberatamente imposto ai suoi missili. L’isola, la più grande dell’arcipelago delle Chagos nell’Oceano Indiano centrale, ospita una presenza militare congiunta tra Stati Uniti e Regno Unito sin dagli anni ’70 e funge da base per bombardieri a lungo raggio e altre risorse strategiche.  

  • 10:31

    Parlamentare di Teheran: “Le navi pagano 2 milioni di dollari per passare dallo Stretto”

    Il parlamentare iraniano Alaeddin Boroujrrdi ha affermato alla televisione di Stato che alcune navi che attraversano lo Stretto di Hormuz sono soggette a una “tassa di 2 milioni di dollari” imposta dall’Iran. Lo riporta la Bbc, sottolineando di non aver potuto verificare in modo indipendente l’affermazione del parlamentare iraniano riguardo al pedaggio. Boroujrrdi ha dichiarato che nello Stretto si sta imponendo un “nuovo regime di governo” e che “la guerra ha un costo”, aggiungendo che ciò dimostra “l’autorità e il diritto di cui gode la Repubblica Islamica dell’Iran”.  

  • 10:14

    Hezbollah rivendica attacco nel sud di Israele

    Hezbollah ha rivendicato un attacco contro soldati israeliani a Misgav Am, nel nord di Israele. Secondo i soccorritori israeliani, un razzo lanciato dal Libano ha causato la morte di una persona, uccisa dopo che è stata colpita l’auto sulla quale viaggiava. In un comunicato, Hezbollah ha affermato che i suoi miliziani hanno preso di mira “un assembramento di soldati nemici israeliani” a Misgav Am “con un lancio di razzi”. Si tratta della prima vittima israeliana per i razzi provenienti dal Libano dalla ripresa dei combattimenti con Hezbollah, il 2 marzo.

  • 10:14

    Elicottero precipita in Qatar: sei morti

    Il Qatar afferma che sei persone sono state trovate morte, mentre una è ancora dispersa, in un incidente di elicottero nelle acque del Paese del Golfo. Il ministero della Difesa qatarino ha attribuito la causa dell’incidente dell’elicottero a un “guasto tecnico”. Il Ministero dell’Interno ha dichiarato che una persona risulta ancora dispersa nell’incidente, avvenuto ieri, ma non chiarisce la nazionalità delle vittime né se fossero civili o militari.  

  • 10:13

    Sottomarino nucleare britannico arrivato nel Mar Arabico

    Il sottomarino a propulsione nucleare britannico HMS Anson è arrivato nel Mar Arabico. Lo riporta il Daily Mail ricordando che il sottomarino ha lasciato la città australiana di Perth il 6 marzo. Si ritiene che il sottomarino si stia posizionando nella parte settentrionale del Mar Arabico, in un’area vicino allo Stretto di Hormuz. Il sottomarino è dotato di missili da crociera Tomahawk Block IV per l’attacco a obiettivi terrestri, con una gittata di circa 1.600 chilometri, e siluri pesanti Spearfish. Questo permette al Regno Unito di effettuare attacchi di precisione a lungo raggio.

  • 10:13

    Razzo dal Libano, un morto in Israele

    Una persona è stata uccisa in Israele, vicino al confine settentrionale con il Libano, a causa di un razzo lanciato dal territorio libanese. Lo riferiscono i soccorritori israeliani spiegando che il razzo ha colpito l’auto sulla quale viaggiava la vittima. I vigili del fuoco locali hanno dichiarato che le fiamme hanno avvolto due veicoli dopo un “impatto diretto”.

  • 10:05

    L’Iran pone sei condizioni per porre fine alla guerra con Usa e Israele

    L’Iran ha posto sei condizioni per porre fine alla guerra con gli Stati Uniti e Israele. Lo riferisce l’agenzia Tasnim, emanazione dei Pasdaran, citando un alto funzionario politico e della sicurezza iraniano. Secondo il funzionario, Teheran starebbe attuando un piano elaborato mesi fa, procedendo “con pazienza strategica” nelle operazioni militari. Il funzionario ha inoltre sostenuto che, dopo aver colpito le difese aeree nemiche, l’Iran avrebbe acquisito il controllo dello spazio aereo, escludendo al momento prospettive di un cessate il fuoco imminente. Tra le condizioni poste per fermare il conflitto figurano: garanzie che la guerra non si ripeta, la chiusura delle basi militari statunitensi nella regione e il pagamento di risarcimenti a favore dell’Iran. Teheran chiede inoltre la fine delle ostilità su tutti i fronti regionali. Completano la lista la richiesta di un nuovo assetto giuridico per lo Stretto di Hormuz e l’estradizione di persone legate a media considerati ostili al Paese. Il funzionario ha aggiunto che proposte di mediazione sarebbero già state avanzate da attori regionali, ma ha ribadito che le condizioni iraniane devono essere prese in seria considerazione.