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Ucraina, conclusi i negoziati a Ginevra: “Difficili, ma ci sono progressi”. Ungheria e Slovacchia sospendono le consegne di gasolio a Kiev

Concluso il trilaterale svizzero per mettere fine alla guerra tra Mosca e Kiev. Mosca: "A breve nuovo round". Budapest e Bratislava motivano lo stop alle forniture con la chiusura dell’oleodotto Druzhba, che portava loro greggio dalla Russia
Ucraina, conclusi i negoziati a Ginevra: “Difficili, ma ci sono progressi”. Ungheria e Slovacchia sospendono le consegne di gasolio a Kiev
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L’Ungheria sospende le consegne di gasolio all’Ucraina

“Oggi abbiamo deciso di sospendere le consegne di gasolio all’Ucraina”. Lo dichiara via social il ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjarto, annunciando che le spedizioni non riprenderanno “finché il transito di petrolio verso l’Ungheria attraverso l’oleodotto Druzhba non sarà ripristinato” e accusando il presidente ucraino Volodymyr Zelensky di aver “deciso di non riavviare il transito di petrolio per motivi politici, mettendo deliberatamente a rischio l’approvvigionamento energetico dell’Ungheria, mentre noi svolgiamo un ruolo essenziale per la sicurezza energetica dell’Ucraina”. Il riferimento è all’interruzione del flusso di petrolio di origine russa attraverso l’oleodotto, risalente a fine gennaio e attrinuita da Kiev a un attacco russo sull’infrastruttura energetica. “Gran parte delle importazioni ucraine di gas, elettricità e gasolio arriva attraverso o dall’Ungheria. Non possiamo garantire la sicurezza energetica di un altro Paese mentre la nostra stessa fornitura è messa a rischio. La cooperazione energetica deve essere reciproca e basata sul rispetto, non sulla pressione”, conclude Szijjarto.

  • 15:43

    Dopo l’Ungheria, anche la Slovacchia ferma le consegne di petrolio all’Ucraina

    Dopo l’Ungheria anche la Slovacchia ha annunciato la sospensione temporanea delle esportazioni di gasolio verso l’Ucraina, a causa della grave interruzione delle forniture di petrolio tramite l’oleodotto Druzhba. La misura è stata adottata nel quadro di uno stato di emergenza nel settore petrolifero, dichiarato dall’esecutivo per fronteggiare una carenza senza precedenti di greggio destinato alle raffinerie nazionali. La decisione arriva dopo che danni infrastrutturali e problemi tecnici sulla sezione dell’oleodotto che attraversa l’Ucraina hanno causato un brusco calo dei flussi di petrolio grezzo verso la Slovacchia, costringendo la principale raffineria del paese, Slovnaft, a rivedere al ribasso la produzione di derivati petroliferi. Nel comunicato pubblicato sul sito di governo si legge che “l’azienda sospende al momento l’export di gasolio verso l’Ucraina e verso altri mercati esteri“. Secondo Bratislava, la sospensione non è concepita come una politica commerciale mirata contro un singolo partner, ma come una risposta tecnica necessaria per garantire l’approvvigionamento interno. Il governo ha inoltre deliberato di attingere alle riserve strategiche del paese, autorizzando la fornitura di circa 250.000 tonnellate di greggio alle raffinerie per tamponare l’emergenza e assicurare la continuità delle operazioni. Bratislava ha sottolineato che la sospensione non è definitiva e potrebbe essere rivista non appena le condizioni delle forniture energetiche miglioreranno.

  • 15:18

    L’Ungheria sospende le consegne di gasolio all’Ucraina

    “Oggi abbiamo deciso di sospendere le consegne di gasolio all’Ucraina”. Lo dichiara via social il ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjarto, annunciando che le spedizioni non riprenderanno “finché il transito di petrolio verso l’Ungheria attraverso l’oleodotto Druzhba non sarà ripristinato” e accusando il presidente ucraino Volodymyr Zelensky di aver “deciso di non riavviare il transito di petrolio per motivi politici, mettendo deliberatamente a rischio l’approvvigionamento energetico dell’Ungheria, mentre noi svolgiamo un ruolo essenziale per la sicurezza energetica dell’Ucraina”. Il riferimento è all’interruzione del flusso di petrolio di origine russa attraverso l’oleodotto, risalente a fine gennaio e attrinuita da Kiev a un attacco russo sull’infrastruttura energetica. “Gran parte delle importazioni ucraine di gas, elettricità e gasolio arriva attraverso o dall’Ungheria. Non possiamo garantire la sicurezza energetica di un altro Paese mentre la nostra stessa fornitura è messa a rischio. La cooperazione energetica deve essere reciproca e basata sul rispetto, non sulla pressione”, conclude Szijjarto.

  • 12:17

    Zelensky: “Non c’è accordo sulle questioni chiave”

    Ucraina e Russia non hanno trovato un accordo sulle questioni centrali relative alla conclusione dei quattro anni di colloqui mediati dagli Stati Uniti a Ginevra, ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “Vediamo che è stato fatto un pò di lavoro preliminare, ma per ora le posizioni divergono, perché i negoziati non sono stati facili”, ha dichiarato Zelensky in un messaggio ai giornalisti al termine dei colloqui. Zelensky ha affermato che il destino dei territori occupati nell’Ucraina orientale e il futuro status della centrale nucleare di Zaporizhzhia, conquistata dalle forze russe, sono stati i “temi sensibili” irrisolti nei colloqui.

  • 12:13

    Mosca: “Tregua per far riarmare Kiev? Non siamo fessi”

    Se l’Occidente e Kiev pensano che la Russia accetterà una pausa nei combattimenti che servirà all’Ucraina per riarmarsi, è meglio che trovino tali “idioti” a casa loro. Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova. “Pensano davvero che la Russia metterà tutto in pausa e starà a guardare il regime di Kiev che si arma?” ha chiesto la portavoce, citata dall’agenzia Ria Novosti, durante un briefing. “Beh – si è risposta – dovranno trovare degli idioti da qualche parte all’interno dei propri confini per attuare tali decisioni”. Riferendosi poi in particolare ai Paesi europei, Zakharova ha sottolineato che “ora dicono che forniranno armi al regime di Kiev, nonostante il corso dei negoziati di pace”, e “questo dimostra che nella loro mente c’è solo una cosa, la continuazione della carneficina”.

  • 11:44

    Zelensky: “Priorità alle garanzie di sicurezza”

    Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sostiene di stare lavorando con la delegazione ucraina “per avvicinare una vera pace”. “La priorità sono le garanzie di sicurezza per l’Ucraina”, afferma, come riporta Sky News.. “I rappresentanti ucraini hanno direttive chiare su ogni aspetto dei negoziati”, aggiunge.

  • 11:43

    Kiev: “Progressi nelle trattative”

    Rustem Umerov, capo della delegazione ucraina a Ginevra, ha dichiarato che le trattative, appena concluse nella città svizzera, sono state “sostanziali e che sono state chiarite diverse questioni”. Umerov ha aggiunto che ci sono stati progressi e che l’obiettivo dell’Ucraina rimane una pace giusta e sostenibile.

  • 11:40

    Russia: “A breve nuovo round di negoziati”

    Il prossimo incontro per la risoluzione del conflitto in Ucraina “avrà luogo presto”. Lo ha annunciato Vladimir Medinsky, capo della delegazione russa e assistente presidenziale, dopo due giorni di colloqui a Ginevra, in Svizzera, con le delegazioni di Ucraina e Stati Uniti. Lo riporta l’agenzia Tass.

  • 11:36

    Zelensky: “Colloqui difficili, Mosca vuole trascinare i negoziati”

    Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky accusa la Russia di cercare di trascinare i negoziati. “Ieri – ha scritto su Telegram – ci sono stati degli incontri davvero difficili e possiamo affermare che la Russia sta cercando di trascinare i negoziati, che potrebbero già essere giunti alla fase finale”. Zelensky ha riferito che durante un incontro con il team di negoziatori ucraini ha “assegnato un compito chiaro alla delegazione ucraina: fare tutto il possibile per garantire che i negoziati siano ancora efficaci e aumentare le possibilità di soluzioni pacifiche”.

  • 11:35

    Russia: “Negoziati conclusi. Difficili ma professionali”

    I negoziati trilaterali a Ginevra tra Ucraina, Russia e Usa si sono conclusi. Lo ha detto il capo delegazione russo Vladimir Medinsky, affermando che i colloqui sono stati “difficili, ma professionali” e dicendo che una nuova tornata dovrebbe tenersi a breve. Lo riferisce l’agenzia Ria Novosti. I negoziati “sono stati molto lunghi ieri, in vari formati, mentre oggi abbiamo avuto due ore di colloqui”, ha precisato Medinsky. Media di Stato russi avevano riferito che ieri i negoziati erano durati sei ore e avevano visto a tratti un confronto in formato trilaterale e in altri momenti colloquii bilaterali della delegazione americana rispettivamente con quelle russa e ucraina.