L’Ue pronta a contro-dazi. Trump: “L’Europa si concentri su Kiev”: la giornata
Lo scontro, aperto dalla minaccia di Donald Trump di imporre ulteriori dazi del 10% agli 8 Paesi europei che hanno mandato una presenza simbolica sulla Groenlandia, rischia di spaccare l’Ue e la Nato. Da una parte c’è chi, come la Francia, ha perso la pazienza e vuole lanciare un segnale di risposta forte alle velleità del presidente americano, e dall’altra chi, come l’Italia, ma anche la Commissione europea, vuole evitare uno scontro diretto e l’esposizione a ulteriori ritorsioni. Poi c’è la Germania, che sta facendo asse con la Francia ma che si attesta su toni più cauti. L’obiettivo è uscirne con una posizione condivisa e questo sarà il compito dei leader Ue che si riuniranno giovedì sera a Bruxelles in un Consiglio europeo straordinario convocato dal presidente Antonio Costa. Va scongiurato anche che la crisi da politica diventi economica, come gli scossoni dei mercati di oggi hanno lasciato intravedere. L’Unione europea si dice pronta ai contro-dazi da 93 miliardi sui prodotti americani dal 7 febbraio e che potrebbe. La parola d’ordine per ora è “de-escalation”, ripete l’Esecutivo Ue, ribadendo la comprensione per le questioni di sicurezza poste da Washington ma anche l’inviolabilità del principio del rispetto dell’integrità territoriale dell’enorme isola facente capo al Regno di Danimarca. D’altronde, anche volendo, applicare dazi a singoli paesi dell’Ue (Danimarca, Francia, Germania, Paesi Bassi e Finlandia quelli minacciati, oltre al Regno Unito e alla Norvegia extra Ue), dove vige il mercato unico e l’unione doganale, sarebbe “tecnicamente possibile” ma in pratica “molto complesso” da realizzare, spiega un portavoce della Commissione europea. A premere per il dialogo è l’Italia che, con il ministro degli Esteri Antonio Tajani, invita a replicare il modello dei colloqui condotti dal commissario al Commercio Maros Sefcovic e che hanno portato ad abbassare i dazi all’Ue al 15%. Per il titolare della Farnesina una guerra commerciale non converrebbe a nessuno, perché le relazioni transatlantiche sono imprescindibili. “Vogliamo trattare a testa alta”, dice da Strasburgo dove i gruppi politici del Parlamento europeo hanno annullato il voto sull’accordo commerciale Ue-Usa raggiunto lo scorso luglio e rimandato il voto sulla risoluzione sulle relazioni tra i due blocchi previsto per mercoledì. E il ministro della Difesa, Guido Crosetto, su X afferma che quello dei contro-dazi “è il modo peggiore per rispondere”. I prossimi giorni saranno cruciali per trovare la quadra: la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, attesa martedì al Forum economico di Davos, potrebbe prolungare la sua permanenza nella cittadina svizzera per incontrare il presidente Trump, il cui intervento è previsto mercoledì. Nello stesso giorno si vedranno di nuovo i rappresentanti degli Stati membri per fare il punto in vista del vertice. Da Washington, intanto, il capo della Casa Bianca non sembra indietreggiare. “L’Europa dovrebbe concentrarsi sulla guerra tra Russia e Ucraina, perché, francamente, si vede a cosa li ha portati, e, non sulla Groenlandia”, ha detto in un’intervista a Nbc News, ribadendo la sua volontà “al 100%” di imporre dazi aggiuntivi ai Paesi europei. Non solo: a una domanda sulla possibilità di usare la forza militare per acquisire l’isola artica, il presidente ha risposto con un “no comment“. Anche la sorprendente lettera al governo norvegese non lascia ben sperare. Visto che non mi avete dato il Premio Nobel per la Pace, “non mi sento più in dovere di pensare esclusivamente alla pace”, scrive. Non spetta al governo di Oslo assegnare tale riconoscimento, gli risponde il primo ministro norvegese Jonas Gahr Store. “La Norvegia lo controlla eccome, anche se dicono il contrario”, è la replica secca di Trump.