Trump: “Cancellati incontri con iraniani, aiuti in arrivo”
“Ho cancellato tutti gli incontri con ufficiali iraniani fino a quando non cesserà l’uccisione insensata dei manifestanti”. Lo ha reso noto il presidente americano Donald Trump in un post su Truth Social, assicurando i “patrioti” iraniani che “gli aiuti sono in arrivo“.
Trump: “Patrioti continuate a protestare, occupate le istituzioni”
“Patrioti iraniani, continuate a protestare – occupate le istituzioni!!!”. Questo l’appello del presidente americano Donald Trump in un post su Truth Social, in cui ha esortato i manifestanti a “salvare i nomi degli assassini e dei violenti”, che “pagheranno un prezzo molto alto“.
L’Iran a Mertz: “Berlino metta fine a sua ingerenza illecita”
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha attaccato duramente la Germania, dopo che il cancelliere Friedrich Merz ha lasciato intendere che la leadership di Teheran potrebbe trovarsi prossima al momento in cui verrà rovesciata a causa delle proteste in corso. “La Germania dovrebbe porre fine alla sua ingerenza illecita nella nostra regione”, ha scritto Araghchi su X. “Di tutti i governi, quello tedesco è forse il meno adatto ad affrontare la questione dei ‘diritti umani’. Il motivo è semplice: i suoi palesi doppi standard degli ultimi anni hanno cancellato ogni briciolo di credibilità”, ha accusato, con riferimento al sostegno tedesco a Israele durante la guerra di Gaza. “Gli iraniani ricordano anche il ripugnante elogio di Merz a Israele quando ha bombardato case e aziende nel nostro Paese la scorsa estate”, ha affermato il ministro. Durante un vertice del G7 nel giugno dello scorso anno, Merz ha difeso i massicci attacchi israeliani contro l’Iran, affermando che il Paese stava facendo “il lavoro sporco” per l’Occidente.
Israele esaminerà i possibili piani d’attacco
Il gabinetto politico e di sicurezza di Israele si riunirà oggi alle 19 (le 18 in Italia) per discutere la questione iraniana. Tra le altre cose, verranno esaminati i possibili piani per un attacco contro l’Iran, in coordinamento con gli Stati Uniti. Lo riporta Ynet.
Milizie sciite in Iraq: “Pronti a difendere Teheran”
Le principali milizie sciite filo-iraniane in Iraq hanno alzato il livello di allerta e minacciato ritorsioni in caso di un attacco statunitense contro Teheran, mentre in Iran proseguono le proteste contro il regime. Il segretario generale di Kataib Hezbollah, Abu Hussein al-Hamidawi, ha avvertito che “la guerra contro l’Iran non sarà una passeggiata” e che gli Stati Uniti “pagheranno un prezzo elevato”, secondo un messaggio diffuso da canali vicini alle milizie. Le dichiarazioni arrivano dopo le minacce del presidente Donald Trump di colpire l’Iran se la repressione delle manifestazioni dovesse intensificarsi. Anche Abu Azrael, comandante della milizia Kataib al-Imam Ali, ha difeso apertamente Teheran, accusando i manifestanti di essere “strumenti dei nemici” e di agire su “agende sioniste”. Le milizie filo-iraniane operano in Iraq all’interno delle Forze di mobilitazione popolare e mantengono stretti legami con l’apparato di sicurezza iraniano
Cbs: “Oggi riunione alla Casa Bianca”
Donald Trump è stato informato su una vasta gamma di strumenti segreti e militari da utilizzare in Iran: lo riporta la Cbs citando due funzionari del Dipartimento della Difesa. Gli attacchi missilistici a lungo raggio rimangono un’opzione per un potenziale intervento statunitense, ma i funzionari del Pentagono hanno anche presentato operazioni informatiche e risposte psicologiche alla campagna.
Il team per la sicurezza nazionale di Trump dovrebbe tenere una riunione alla Casa Bianca martedì per discutere le opzioni per l’Iran, hanno riferito le fonti, ma non è chiaro se il presidente stesso sarà presente.
Iran, Tajani: “Repressione inaccettabile”
La repressione di questi giorni in Iran contro i manifestanti “è assolutamente inaccettabile“. Lo ha ribadito il ministro degli Esteri Antonio Tajani nella sua informativa in Senato sugli sviluppi in Venezuela, rivendicando che “il valore della libertà è il presupposto della nostra azione di governo”. “Quella libertà per la quale, non posso non ricordarlo, in questi giorni le donne e gli uomini dell’Iran si stanno battendo nelle strade e nelle piazze, pagando un altissimo prezzo di sangue, di sofferenze, di carcerazioni, probabilmente di torture. Tutto questo è assolutamente inaccettabile”, scandisce Tajani, che esorta il regime a cessare “l’uso della pena di morte contro gli oppositori pacifici”.
Von der Leyen: “Presto nuove sanzioni a Teheran”
“Il crescente numero di vittime in Iran è terrificante. Condanno inequivocabilmente l’uso eccessivo della forza e le continue restrizioni della libertà. L’Unione Europea ha già inserito l’intero Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica nel suo regime di sanzioni per violazione dei diritti umani. In stretta collaborazione con l’Alta rappresentante Kaja Kallas saranno rapidamente proposte ulteriori sanzioni ai responsabili della repressione. Siamo al fianco del popolo iraniano che sta coraggiosamente marciando per la propria libertà”. Lo dichiara la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen su X.
Iran l’Onu: “Inorriditi dalla repressione”
L’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, ha dichiarato di essere “inorridito” dalla “repressione” delle proteste in Iran, che ha causato oltre 600 morti dall’inizio delle manifestazioni, secondo una Ong. “L’uccisione di manifestanti pacifici deve cessare ed è inaccettabile etichettare i manifestanti come ‘terroristì per giustificare la violenza contro di loro”, ha affermato in una nota.
Qatar: “Escalation Usa avrebbe conseguenze catastrofiche”
“Una escalation” provocata da un intervento americano in Iran avrebbe “conseguenze catastrofiche per la regione”. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar Majed al-Ansari nel corso di una conferenza stampa a Doha. ”Vogliamo evitare il più possibile che si verifichi questa escalation”, ha aggiunto al-Ansari. “Siamo ancora in una fase in cui riteniamo che sia possibile arrivare a una soluzione diplomatica”, ha aggiunto, parlando di “colloqui in corso con le parti”. Il Qatar ospita la più grande base americana nella regione. A giugno l’Iran ha lanciato missili contro questa base in risposta all’attacco americano contro i suoi impianti nucleari.