Teheran a Reuters: “Le vittime sono 2mila”
Circa duemila persone sono state uccise durante le proteste in Iran, in corso dal 28 dicembre e scoppiate a causa della crisi economica. Lo ha dichiarato un funzionario iraniano alla Reuters, attribuendo la responsabilità della morte dei civili e delle forze di sicurezza ai “terroristi“, riporta l’agenzia sul suo sito.
Media di opposizione: “12mila morti nelle proteste”
“Almeno 12.000 persone, molte under 30, sono state uccise” nelle proteste in Iran. Lo riporta Iran International, in quello che il media di opposizione basato a Londra definisce “il più grande massacro nella storia contemporanea dell’Iran, avvenuto in gran parte nelle notti dell’8 e 9 gennaio”. La stima del comitato editoriale di Iran International si basa “su un’analisi esclusiva di fonti e dati medici” e la sua diffusione è stata “ritardata fino alla convergenza delle prove”: è stata fatta su un’analisi in più fasi di notizie da più fonti, “tra cui una vicina al Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale”.
Israele, esercito in allerta: “Possibili scenari a sorpresa”
Le Forze di difesa israeliane hanno dichiarato di restare in allerta per possibili “scenari a sorpresa“, poiché i disordini antigovernativi in Iran hanno spinto gli Stati Uniti a minacciare un intervento in caso di uccisione dei manifestanti. Teheran ha minacciato di reagire contro Israele e le basi militari statunitensi se dovesse subire un attacco americano. Lo scrive il Times of Israel. Le associazioni per i diritti umani sostengono che il bilancio delle vittime nel Paese sia salito a 648, anche se potrebbe essere molto più alto a causa del blackout di internet imposto dal regime da giovedì, rendendo difficile una stima precisa del massacro denunciato. Alcuni iraniani hanno ancora accesso a internet tramite il servizio satellitare Starlink di Elon Musk, hanno affermato tre persone all’interno del Paese.
Berlino: “Sono gli ultimi giorni del regime di Teheran”
“Quando un regime si mantiene al potere soltanto con la violenza è di fatto alla fine. Io ritengo che stiamo assistendo alle ultime giornate e alle ultime settimane di questo regime”. È quello che ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz sull’Iran, parlando in India a Benhaluru, secondo quanto riporta la Dpa.
Iran, riattivate la telefonate internazionali
Le telefonate internazionali sono riprese in Iran dopo essere state bloccate per giorni, a causa delle manifestazioni in corso nella Repubblica Islamica. Lo constatano i media internazionali. Da venerdì era impossibile effettuare chiamate all’estero. Internet rimane bloccato, secondo il monitor Netblocks.
Gli Usa agli americani: “Lasciate subito l’Iran”
Il Dipartimento di Stato americano e l’Ambasciata virtuale di Teheran hanno emesso un avviso urgente ai cittadini statunitensi in Iran, invitandoli a “partire immediatamente“, a causa dell’intensificarsi delle proteste in tutto il Paese, delle violenze e del blocco di internet.
L’avviso è stato diffuso lunedì, mentre l’Iran entrava nella terza settimana di manifestazioni antigovernative, con centinaia di morti e migliaia di arresti, secondo quanto riportato da gruppi per i diritti umani e organi di stampa. Questo appello urgente a lasciare l’Iran evidenzia i crescenti rischi in un contesto di disordini civili in corso nel Paese mediorientale. Gli Stati Uniti non hanno un’ambasciata o un consolato in Iran. L’ambasciata svizzera a Teheran fornisce solo servizi di emergenza, mentre l’assistenza consolare ordinaria non è disponibile. I cittadini statunitensi detenuti, in particolare quelli con doppia cittadinanza, raramente ricevono assistenza dall’esterno.