Tv Iran: “Pezeshkian affronterà oggi le richieste del popolo in un’intervista”
Il premier iraniano Masoud Pezeshkian affronterà i piani economici e le “richieste del popolo” in un’intervista oggi, dopo due settimane di proteste scatenate dalla rabbia per l’aumento del costo della vita. Lo ha riferito la Tv di Stato. “In una conversazione con i media nazionali, il presidente ha illustrato lo stato di avanzamento del principale piano economico del governo per riformare il sistema di sussidi, e ha anche discusso dei recenti eventi e dell’approccio del governo nel rispondere alle richieste del popolo“, ha dichiarato il canale statale Irib, precisando che l’intervista sarà trasmessa più tardi oggi.
Khamenei: “Se Trump è così bravo gestisca il suo Paese”
“Il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato che se il governo iraniano facesse questo o quello, si schiererebbe dalla parte dei rivoltosi. I rivoltosi hanno riposto le loro speranze in lui. Se è così competente, che gestisca il suo Paese“. È quanto si legge in un post sull’account X in francese della Guida suprema dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei.
Capo del consiglio di sicurezza iraniano: “Distinguere tra proteste e rivolte”
Per il capo del Consiglio di sicurezza nazionale iraniano, Ali Larijani, è “necessario distinguere tra proteste e rivolte“. Le proteste iniziali contro le crescenti difficoltà economiche erano “del tutto comprensibili”, ha affermato Larijani, ma poi “è entrata in scena una corrente distruttiva e organizzata che non aveva alcun legame con le richieste economiche della popolazione”. La magistratura – ha quindi aggiunto, secondo quanto riporta SkyNews – dovrebbe “affrontare con decisione coloro che causano insicurezza”.
La scrittrice Mahsa Mohebali: “In Iran siamo ad una svolta, mai vista una protesta simile. Intervento Usa? Spero di no”
“Noi iraniani diventiamo rivoluzionari di colpo. Può finire in due modi: o si arriverà ad un superamento totale della repubblica islamica, o l’Iran si trasformerà in una prigione oscura e noi entreremo nel luogo più buio della nostra storia. Questa protesta, la sua diffusione e la sua trasversalità non hanno eguali rispetto a quello che ho visto finora”. A dirlo in un’intervista a Repubblica è la scrittrice iraniana Mahsa Mohebali che, dice, si aspettava questo sollevamento popolare in Iran. “Con le proteste per Mahsa Amini nel 2022 la partecipazione civica ha fatto un salto di qualità – spiega – La guerra di giugno ha alimentato ulteriore rabbia nei confronti del governo, perché l’unica cosa di cui il sistema si era sempre fatto garante, la sicurezza, è venuta meno”.
Mohebali sottolinea che “per molto tempo ha prevalso la paura di un’altra rivoluzione perché dopo quella del ’79 il Paese fu sequestrato da Khomeini e nessuno vuole un nuovo autoritarismo, ma adesso gli iraniani sono arrivati alla conclusione che non hanno più niente da perdere, sono disposti a fare una transizione anche cedendo il potere temporaneamente ad una figura come Pahlavi. Facendo attenzione che non diventi un potere assoluto“. Quanto all’intervento americano, “spero che non succeda perché vorrebbe dire che il sistema ha deciso di andare avanti con i massacri e di non farsi da parte in maniera pacifica”.
Nuovo appello di Pahlavi: “Non abbandonate le strade, presto al vostro fianco”
“Non abbandonate le strade. Il mio cuore è con voi. So che presto sarò al vostro fianco”. Lo afferma Reza Pahlavi, figlio in esilio dell’ultimo scià dell’Iran, in un messaggio su X rivolto ai manifestanti antigovernativi che protestano in Iran. “Con la vostra presenza diffusa e coraggiosa nelle strade di tutto l’Iran per la terza notte consecutiva, avete gravemente indebolito l’apparato repressivo di Khamenei e il suo regime”, ha affermato.
“Mentre ribadisco il mio secondo appello” per una nuova mobilitazione “per le 18 di oggi, chiedo a tutti voi di recarvi nelle strade principali delle città in gruppo con i vostri amici e familiari”, ha aggiunto. “Sappiate che non siete soli. I vostri compatrioti in tutto il mondo stanno gridando con orgoglio la vostra voce” e “in particolare, il presidente Trump, in quanto leader del mondo libero, ha osservato attentamente il vostro indescrivibile coraggio e ha dichiarato di essere pronto ad aiutarvi”, ha sottolineato.
La storia di Robina, studentessa curda 24enne uccisa dalle forze governative durante le proteste
Robina Aminian, una studentessa curda di 24 anni dell’Università Tecnica Shariati di Teheran, originaria di Nowdesheh nella provincia di Kermanshah, è stata uccisa da colpi di arma da fuoco diretti dalle forze governative iraniane durante le proteste a Teheran. Lo riporta Nessuno tocchi Caino citando informazioni ottenute dall’Organizzazione Hengaw per i Diritti Umani, secondo cui l’incidente è avvenuto giovedì 8 gennaio. Aminian, la cui famiglia risiede a Kermanshah, stava studiando materie legate al design a Teheran al momento della sua morte.
Fonti informate hanno riferito a Hengaw che le forze governative iraniane le hanno sparato alla testa da distanza ravvicinata e che è morta per le ferite riportate durante le proteste. I rapporti indicano inoltre che le autorità iraniane hanno inizialmente rifiutato di consegnare il suo corpo alla famiglia. Dopo ripetuti controlli, i parenti sono stati portati nel luogo in cui il suo corpo era trattenuto per l’identificazione.
Successivamente, “nonostante le continue pressioni e restrizioni di sicurezza, la famiglia ha potuto ricevere il suo corpo. Tuttavia le autorità iraniane hanno imposto severe misure di sicurezza e hanno impedito che si svolgessero cerimonie di sepoltura o di lutto a casa dei parenti stretti della famiglia, in un villaggio vicino a Marivan – spiega Nessuno tocchi Caino – Hengaw conferma che Robina Aminian è la ventitreesima persona curda documentata dall’organizzazione come uccisa durante la recente ondata di proteste in Iran”.
Nyt: “Trump informato su diverse opzioni per attacchi all’Iran, anche a siti non militari”
Il presidente Trump è stato informato nei giorni scorsi in merito a nuove opzioni per potenziali attacchi in Iran. A darne notizia è il New York Times che cita diversi funzionari statunitensi: il leader della Casa Bianca – affermano le fonti – sta valutando se tradurre in pratica la minaccia di attaccare il Paese dove continua ad aggravarsi il bilancio della repressione della protesta popolare.
Trump non ha ancora preso una decisione definitiva, scrive il quotidiano, ma secondo i funzionari starebbe valutando seriamente la possibilità di autorizzare un attacco in risposta alle azioni del regime iraniano contro i manifestanti. Al presidente sono state presentate diverse opzioni, tra queste quella di attacchi a siti non militari a Teheran, hanno affermato le fonti.
Testimone alla Cnn: “Corpi ammassati l’uno sull’altro in un ospedale a Teheran”
Diverse persone che hanno protestato in Iran negli ultimi giorni hanno raccontato alla Cnn di folle enormi in strada e di brutali violenze a Teheran, con una donna che ha dichiarato di aver visto “corpi ammucchiati l’uno sull’altro” in un ospedale. Secondo quanto riferito dall’emittente Usa, una donna sulla sessantina e un uomo di 70 anni hanno descritto di aver visto persone di tutte le età per le strade della capitale iraniana giovedì e venerdì. Venerdì sera, le forze di sicurezza con fucili militari hanno ucciso “molte persone“, hanno dichiarato.
Fornendo una rara visione della natura delle proteste in un contesto di blocco di internet in corso, i manifestanti in un altro quartiere di Teheran hanno dichiarato alla Cnn di aver aiutato un uomo sulla sessantina che era rimasto gravemente ferito nella repressione. Aveva circa 40 pallini conficcati nelle gambe e un braccio rotto, hanno detto, aggiungendo di aver cercato per lui assistenza medica in diversi ospedali, ma hanno detto che la situazione era “completamente caotica“. “Purtroppo, potremmo dover accettare la realtà che questo regime non si dimetterà senza l’intervento della forza esterna“, ha detto un manifestante alla Cnn.
Un’assistente sociale iraniana che ha partecipato a una protesta a Teheran venerdì ha affermato che la situazione è degenerata in un “incubo” quando le autorità hanno attaccato i manifestanti. “Proiettili, gas lacrimogeni, qualsiasi cosa vi venga in mente, la sparavano”, ha detto. “Ed è stato davvero terrificante”. Ha affermato di aver visto una ragazza essere colpita al collo con un dispositivo elettrico “fino a farla svenire”, e che il figlio di una sua collega era tra le diverse persone uccise.
Polizia Iran: “Alzato livello di scontro, arresti importanti”
Sardar Radan, comandante in capo della polizia nazionale iraniana, ha dichiarato questa mattina che “il livello di scontro con i rivoltosi è aumentato” e ha celebrato quelli che ha definito “arresti importanti” sottolineando che “i principali elementi dei disordini di ieri sera sono stati arrestati”. Lo riporta Sky News.