Ministro degli esteri belga: “L’Ue non si sta assumendo le sue responsabilità”
La credibilità della politica estera dell’Ue “è in caduta libera” a causa della sua incapacità di agire sull’operazione di Israele a Gaza. Lo afferma il ministro degli Esteri belga, Maxime Prevot, all’Afp. “È innegabile, non possiamo nascondere la testa sotto la sabbia: l’Ue, in questa fase, non si sta assumendo le proprie responsabilità di fronte a questa enorme crisi umanitaria”, ha detto. Il Belgio ha annunciato che riconoscerà lo Stato di Palestina in occasione dell’Assemblea Generale Onu, che inizierà settimana prossima, e imporrà unilateralmente nuove sanzioni contro ministri israeliani, a causa della situazione umanitaria di Gaza.
Il direttore dell’Oms a Israele: “Fermi la catastrofe della fame”
Il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha esortato Israele a fermare la “catastrofe” della fame a Gaza, dove almeno 370 persone sono morte per malnutrizione dall’inizio della guerra. “Questa è una catastrofe che Israele avrebbe potuto prevenire e potrebbe fermare in qualsiasi momento”, ha dichiarato Tedros Adhanom Ghebreyesus ai giornalisti dalla sede centrale dell’Oms a Ginevra, sottolineando che “la fame dei civili come metodo di guerra è un crimine di guerra e non può mai essere tollerata”.
Netanyahu ai parenti degli ostaggi: “Nessun video di propaganda indebolirà la nostra determinazione”
“Nessun video di propaganda indebolirà la nostra determinazione e ci distoglierà dal raggiungimento degli obiettivi” che Israele si è prefissato “per la fine della guerra” nella Striscia di Gaza. Lo scrive l’ufficio di Benjamin Netanyahu riferendo del colloquio che il primo ministro israeliano ha avuto con i genitori degli ostaggi apparsi nel video diffuso oggi da Hamas, Guy Gilboa-Dalal e Alon Ohel. L’ufficio di Netanyahu ha sottolineato che “la guerra può finire immediatamente alle condizioni stabilite da Israele”, ovvero “il rilascio di tutti i nostri ostaggi, sia vivi che caduti, il disarmo di Hamas, la smilitarizzazione della Striscia di Gaz, il controllo di sicurezza israeliano nella Striscia di Gaza e l’istituzione di un’amministrazione civile alternativa che non rappresenti una minaccia per Israele”.
Video di un ostaggio: “Vogliamo tornare dalle nostre famiglie”
“Questo è tutto ciò che vogliamo, vogliamo solo che finisca. Vogliamo tornare dalle nostre famiglie. Per favore, riportateci indietro”. È quanto afferma l’ostaggio Guy Gilboa-Dalal nel video di Hamas che la famiglia dell’israeliano ha acconsentito a diffondere. Nel filmato di 28 secondi, Gilboa-Dalal afferma che la data è il 28 agosto 2025 e che è detenuto dalle brigate Izz ad-Din al-Qassam di Hamas a Gaza City. Ha i capelli corti, una camicia blu scuro e un’espressione di angoscia, mentre si copre il viso con le mani. Il video completo mostra anche un altro ostaggio, identificato come Alon Ohel. Lo riporta il Times of Israel.
Katz pubblica il video del grattacielo bombardato: “Abbiamo iniziato”
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha pubblicato sul social X il video della distruzione da parte delle Forze di difesa israeliane (Idf) del grattacielo Al Mushtaha a Gaza City. Katz ha scritto a corredo del filmato: “Abbiamo iniziato”.
L’ostaggio Gilboa-Dalal: “Riportateci dalle nostre famiglie”
“Questo è tutto ciò che vogliamo, vogliamo solo che finisca. Vogliamo tornare dalle nostre famiglie. Per favore, riportateci indietro”. È quanto afferma l’ostaggio Guy Gilboa-Dalal nel video di Hamas che la famiglia dell’israeliano ha acconsentito a diffondere. Nel filmato di 28 secondi, Gilboa-Dalal afferma che la data è il 28 agosto 2025 e che è detenuto dalle brigate Izz ad-Din al-Qassam di Hamas a Gaza City. Ha i capelli corti, una camicia blu scuro e un’espressione di angoscia, mentre si copre il viso con le mani. Il video completo mostra anche un altro ostaggio, identificato come Alon Ohel.
Gaza City, distrutto il grattacielo Mustaha Tower. Idf: “Era usato da Hamas”
L’esercito israeliano ha annunciato di aver colpito a Gaza City la Mustaha Tower, grattacielo che, a suo dire, era utilizzato da Hamas, dopo che Israele aveva dichiarato di prepararsi a conquistare la città. “All’interno dell’edificio, Hamas ha installato infrastrutture utilizzate per preparare e condurre attacchi contro le truppe dell’esercito israeliano nella zona”, si legge nel comunicato dell’esercito. “Prima dell’attacco, sono state adottate misure precauzionali per limitare i danni ai civili”, ha aggiunto. Poco prima l’Idf aveva annunciato che “nei prossimi giorni” sarebbero stati presi di mira i grattacieli di Gaza City.
Commissione Ue: “La posizione della vicepresidente Ribera sul genocidio non è la nostra”
“No”, quando la vicepresidente esecutiva Teresa Ribera ha parlato di genocidio a Gaza non parlava a nome della Commissione, “quella non è la posizione della Commissione“. Lo afferma la portavoce capa dell’esecutivo comunitario Paula Pinho nel briefing quotidiano con la stampa. “Non spetta alla Commissione giudicare su questa questione e definizione, ma in realtà ai tribunali, e non c’è stata alcuna decisione del Collegio su questo specifico argomento. Questo è quello che posso dire. E più in generale, sulla definizione di genocidio e su chi decide in merito, e dove potresti voler approfondire”, rimarca. “Stabilire se siano stati commessi crimini internazionali, incluso il genocidio, è di competenza dei tribunali nazionali così come dei tribunali internazionali e sapete quali possono avere giurisdizione e la qualificazione giuridica di tale atto, richiede un’adeguata determinazione”, spiega il portavoce Anouar El Anouni.
Katz: “Le porte dell’inferno si sono aperte a Gaza”
“Le porte dell’inferno si sono aperte a Gaza. Viene dato il primo avviso di evacuazione a un palazzo di terroristi nella città di Gaza prima di un attacco. Quando la porta si aprirà, non si chiuderà più e l’attività delle Idf aumenterà, finché gli assassini e gli stupratori di Hamas non accetteranno le condizioni poste da Israele per porre fine alla guerra, in primo luogo il rilascio di tutti gli ostaggi e il disarmo, altrimenti saranno distrutti”. Lo ha scritto su X il ministro della Difesa israeliano Israel Katz.
L’Idf: “Ucciso il capo delle finanze del braccio armato di Hamas”
Le Forze di difesa israeliane hanno annunciato l’uccisione – avvenuta pochi giorni fa – di Nur al-Din Dabbaghsh, agente di Hamas che gestiva le finanze del braccio armato del gruppo. Dabbaghsh è stato accusato di aver raccolto e trasferito decine di milioni di dollari a Hamas durante la guerra, denaro che, secondo Israele, ha finanziato armi e operazioni, e ha contribuito a sostenere le capacità di combattimento dell’organizzazione. Lo riporta il Times of Israel.