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Maglioni, carrelli, riso: manuale per donatori impreparati

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Sarà capitato anche a voi di andare al supermercato e trovare un carrello “sospeso” o di incontrare dei volontari all’ingresso che vi domandano: “Ci lascia qualcosa?”. A volte, noi apprendisti della solidarietà, ci lasciamo convincere, altre volte tiriamo dritto. Quasi sempre non abbiamo la minima idea di cosa ci sia dietro. Perciò – reduce da una mattinata di volontariato aziendale a “Nonna Roma”, meravigliosa macchina dell’accoglienza capitolina – agevolo questo vademecum agli impreparati donatori come me:

1. Non tutti i supermercati danno il permesso di fare le “raccolte”. Se non vedete mai nessuno che le fa, è ora di cambiare catena: ce ne sono di meno stronze.

2. Non avventuratevi negli acquisti: servono la pasta, il latte, la salsa di pomodoro, la farina, lo zucchero, il riso. Comprare i fagottini al cioccolato rasserena solo la nostra coscienza, per chi gestisce le donazioni diventa un problema: devono aspettare di averne uno stock prima di poterli distribuire equamente (perché a qualcuno il cioccolato e ad altri no?)

3. Il trofeo del volontario è l’olio di oliva: se ne donate una bottiglia, ha vinto

4. Consegnare a maggio dei maglioni di lana non è donare: si chiama cambio di stagione. Teneteveli a casa e portateli quando sono utili

5. Per i bambini serve sempre tanta roba, ma qualcuna fa la differenza: i vestiti di Carnevale o i costumi per Halloween, per esempio. Non c’è niente di peggio di non averli quando tutti li indossano

6. La libertà è il principio sacrosanto da restituire a chi è povero: Nonna Roma si è inventata un emporio dove si possono scegliere i prodotti anziché ricevere beneficenza a scatola chiusa

7. Il pregiudizio vive e lotta insieme a noi. Mentre ragionavo coi volontari su quella manciata di ore insieme, il mio cervello ha visualizzato l’immagine della borsa di pelle nera che avevo dimenticato sul sedile dell’auto parcheggiata là fuori. Dentro computer e macchina fotografica. Quando sono uscita, appena girato l’angolo ho trovato un ragazzo che fumava crack tra due auto, fottendosene del modello Caivano, che lì al Quarticciolo il governo Meloni ha esportato per “riportare la sicurezza”. Già intravedevo i vetri a terra del mio finestrino. Invece tutto era a posto. Si vede che Nonna Roma ha guardato giù e ha accolto anche me.

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