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Potere e libertà: così le nuove generazioni lanciano la sfida

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Igiovani, si dice. Plurale generico, buono per titoli eternamente uguali, impiegabile alternativamente quando c’è da lodarne la tenuta morale e lo scatto di attivismo così come per biasimarne le pigre condotte e l’egoismo, normalmente in base a risultati elettorali. Ma le nuove generazioni sono composte di ragazze e ragazzi, cioè di persone: con desideri, bisogni, aspirazioni, turbamenti e capacità. Spesso frustrati da un Paese che, in barba all’articolo 3 della Costituzione più bella del mondo – “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana […]” –, ne ha fatti andare via, come unico atto possibile a un tempo individuale e collettivo, 630mila tra il 2011 e il 2024, alla ricerca di condizioni e di opportunità migliori. Chi sono allora queste e questi giovani? Che cosa ostruisce il loro cammino, privando non solo loro bensì l’intera Italia di vitalità, forza propulsiva e competenze, della spinta a un rinnovamento essenziale per la tenuta nazionale?

Poco meno di un anno fa, il Forum Disuguaglianze Diversità ha deciso di prendersi il tempo di conoscere le masse giovanili e di lavorare con loro per rispondere ad alcuni di quei bisogni e aspirazioni. Da un lato, sono state avviate indagini qualitative e quantitative, che presto diventeranno patrimonio informativo comune; dall’altro, sono state contattate molte importanti associazioni giovanili del Paese, piccole e grandi, chiedendo loro la disponibilità a partecipare a un inedito percorso collettivo che, per la prima volta, mettesse ragazze e ragazzi anche molto diversi tra loro in dialogo, con l’obiettivo di esprimerne il potenziale collettivo di trasformazione culturale, sociale ed economica. Sono stati creati 10 tavoli su temi cruciali – dal lavoro all’abitare, passando per l’istruzione, la partecipazione, la cura, gli spazi pubblici e altro ancora – e per mesi decine di associazioni hanno dialogato alla ricerca di una proposta che, nei vari ambiti, contribuisse in modo concreto a cambiare le cose.

A febbraio, la prima bozza delle proposte è stata raccontata in una partecipata assemblea in cui si è discusso anche di come proseguire nel percorso, per contribuire a contagiare di fiducia e di interesse anche ragazze e ragazzi che, convinti che la loro voce non conti alcunché – sono un angosciante 81,5% in Italia, a fronte di una media europea del 57% (dato Eurobarometro) –, stanno lontani da forme di attivismo. È nata così “Ci siamo! Potere e libertà per le nuove generazioni”, unione di 21 associazioni giovanili insieme al Forum DD, per la prima volta insieme per amplificare il potenziale di cambiamento, che hanno sottoscritto nove proposte concrete elaborate nel lungo confronto. Le proposte riguardano altrettante dimensioni della vita (istruzione scolastica, nuova cittadinanza, patrimonio familiare di partenza, università, spazi pubblici di incontro, lavoro, compreso quello nella pubblica amministrazione, cura, casa) con una strategia comune: attivare e dare potere alle nuove generazioni. Nei prossimi mesi, le proposte viaggeranno per l’Italia, raccontate in eventi piccoli e grandi per testarne la presa e il potenziale di coinvolgimento per chi ancora resta ai margini. L’obiettivo non è infatti solo offrire opportunità migliori, e necessarie, alle singole vite, bensì quel cambiamento di sistema che è stato possibile più volte nel passato e che oggi è bloccato da condizioni strutturali, dinamiche di potere e scelte politiche miopi. È uno scatto che non può più essere rimandato se si vogliono evitare declino e torsioni antidemocratiche: e siamo certi che sia questo l’interesse dell’intero arco politico.

Per il Forum Disuguaglianze e Diversità

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