“Recomi servire”: orchestre e teatri, che leccate al Duce
In “Musica nell’Italia fascista” una schiera di direttori musicali, funzionari zelanti e impresari spioni che si adattarono rapidissimamente al regime
“Sento lo schifo di appartenere alla famiglia degli artisti… non uomini, ma poveri esseri pieni di vanità” scrisse Arturo Toscanini nel 1947. E leggiamo adesso un passaggio della nuova prefazione di Harvey Sachs al suo Musica nell’Italia fascista: “Ripenso agli anni trenta e quaranta del Novecento, con paesi governati da megalomani e dai loro leccapiedi. […]
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