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Ritratto di signora: la Lollo e l’eredità sparita nella serie ‘’Diva contesa’’ in arrivo su Hbo Max

La trama sembra un giallo e gira attorno ai tre “oscuri” eredi: figlio, marito e manager
Ritratto di signora: la Lollo e l’eredità sparita nella serie ‘’Diva contesa’’ in arrivo su Hbo Max
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Lollo ma non barcollo: “Faccio quello che voglio”. Una delle nostre più grandi stelle, morta il 16 gennaio del 2023, ma di cui ancora vediamo la luce: brillare nel buio, senza rischiarare le tenebre. Gina Lollobrigida, già donna più bella del mondo (1955, al fianco di Vittorio Gassman) e Bersagliera da antologia, è un caso ancora aperto. Se quella cinematografica non si discute, l’eredità materiale è oggetto di battaglia: la Lollo è una Diva contesa, come pretende la prima docu-serie originale italiana della piattaforma Hbo Max, disponibile dal 3 aprile.

Prodotta da Indigo Stories e Loft, scritta da Carlo Altinier e Matteo Billi, diretta da Graziano Conversano, dedica altrettanti episodi monografici e confliggenti ai tre “aventi diritto”, ovvero il figlio estraniato Milko Skofic, il sedicente marito Francisco Javier Rigau e il controverso manager Andrea Piazzolla. A tutti il beneficio del dubbio e, questo è un valore aggiunto del progetto, il beneficio del bene. Nondimeno, non fosse un documentario, si direbbe un thriller cucito su misura per l’impareggiata Gina, tanti e tali sono gli inganni, le pretese e le rivelazioni di un ultimo atto aperto in vita e protratto oltre, con il melodramma per genere, l’immaginario per lascito e la tensione per drammaturgia.

Attrice, fotografa, scultrice, pittrice con natali a Subiaco e passaporto artistico internazionale, la Lollo trova il ritratto di signora che le compete, ma anche tinte fosche, il chiaroscuro di accuse e tradimenti, sospetti e manipolazioni: c’è chi ne abbia voluto approfittare, chi abbia messo gli occhi, e le mani, sul patrimonio milionario? Retorica la domanda, legale la risposta: factotum e manager, Piazzolla finisce sul banco degli imputati e nel 2023 viene condannato in primo grado a tre anni di reclusione e a un risarcimento da mezzo milione di euro per aver criminosamente sfruttato la fragilità dell’anziana mattatrice. Ma Gina Lollobrigida – Diva contesa non s’accanisce unilateralmente, avoca a sé un’equanimità di giudizio, perseguendo un imperativo categorico indagatorio: la verità dei fatti e degli afflati. A corroborarla, e insieme eluderla, gli stessi Rigau, Skofic e Piazzolla, che partecipano al pari del nipote dell’attrice Dimitri, e richiamano una teoria di ipotesi, retroscena e magagne: dov’è finito il capitale, stimato tra i dieci e i venti milioni di euro, forse offshore, a Panama? Rigau ci fa o ci è, come triangolano il matrimonio per procura con Lollo, la ricchezza raggiunta “in proprio” e il disconoscimento avvelenato dell’eroina dei due mondi? Skofic, è un figlio tenuto alla larga dagli affari sentimentali della madre o è parte in causa in un intrigo internazionale degno di Hitchcock? E che dire di Piazzolla, ha orchestrato il tango del raggiro o s’è prestato da vincastro pro bono, senza pelosi interessi e infidi raggiri?

Nel 1953, per la regia di Luigi Comencini, Lollobrigida spartiva con Vittorio De Sica uno dei suoi più grandi successi, Pane, amore e fantasia: settant’anni più tardi, il pane ha avuto la meglio, sul suo cadavere si banchetta, dell’amore son rimaste briciole, di fantasia solo le ombre. Ma lei, gabbata o salvata, senescente o senziente che fosse, non se ne va, persiste per volontà e rappresentazione: nella villa sull’Appia Antica spoliata, sull’ennesimo viale del tramonto, e negli interrogativi di chi resta, per quanto venali – si chiede il figlio, “dove sono finiti tutti questi soldi, in compleanni, giocattoli, macchine (28 in due anni, sentiamo dire) per il signor Piazzolla?”. Eppure, il vil danaro non esaurisce la contesa, il retrogusto, sebbene acre, è sentimentale, il formato familiare, il tema sensibile e lo svolgimento avvincente: nel coro che accompagna i tre tenori, si evoca “il romanzo, la tragedia greca”, e non suona azzardato.

“Vedrebbero i sorci verdi”, prometteva Lollo a quanti avessero insidiato Piazzolla, ma in questa serie se ne vedono di tutti i colori: matrimoni – a sua insaputa – e altri disastri, affetti in contumacia e polvere di stelle, povera diva.

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