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Fassina: “Basta talk, serve una sinistra di popolo, ecco il decalogo”

Serve rigore con i migranti, la sicurezza è diritto assoluto Aprire la questione Nord
Fassina: “Basta talk,  serve una sinistra di popolo, ecco il decalogo”
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Stefano Fassina, laurea alla Bocconi, economista, un passato al Fondo Monetario Internazionale, già deputato e sottosegretario, è l’autore del decalogo delle dieci azioni da fare altrettante da dire.

E viceversa: cioè le cose da buttare a mare, quelle da non dire e tutte le altre da non fare.

Il viceversa inizia con no alla filosofia, alle parole vuote da talk show.

Basta liturgie, basta carte dei valori: basta filosofare. C’è bisogno di una sinistra che non abbia imbarazzo di fare la sinistra.

No alla sinistra imbarazzata dalla parola sinistra è già un’idea.

La sinistra deve stare in mezzo all’arco infinito della schiera di mestieri e professioni oggi affamate o marginalizzate o senza più reputazione sociale. Dagli operai agli stagisti schiavizzati dei grandi studi professionali, alle partite iva, ai precari, agli artigiani che arrancano. Tutto il lavoro subordinato sotto la nostra bandiera.

E poi?

Non avere paura di spiegare che l’immigrazione disordinata, incontrollata, non integrata può divenire fiamma che arde nelle periferie dove tanti italiani già vivono il disagio di una vita impoverita.

No ai maranza, ai furti di strada, alle mattane sui marciapiedi.

Non è solo una questione di ordine pubblico, anche se la sicurezza dev’essere riconosciuta come un diritto assoluto.

Fare i conti con la paura, ho capito bene?

Integrare, gestire, pianificare con rigore, senza scorciatoie e senza ipocrite generosità. E statuire, almeno come principio, che esiste per gli africani e tutti gli altri abitanti in quello che definiamo terzo o quarto mondo, il diritto a non emigrare. Devono poter stare a casa loro e noi dobbiamo avere un piano per gestire questo processo interno. Vent’anni fa c’era il dipartimento della cooperazione allo sviluppo.

La seconda emergenza qual è?

La questione settentrionale. Oggi il Nord subisce la crisi della manifattura e il Pil sta decadendo velocemente. Lo sa che il Veneto ha perso quaranta posizioni nella classifica delle regioni? E che dal Veneto ma anche dal Friuli i giovani laureati ora devono partire perché anche nella loro terra manca il lavoro? Il Nord si sta impoverendo anche rispetto al Mezzogiorno.

E un governo di sinistra come valuterebbe lo scenario internazionale di guerra permanente?

Contestare il principio statuito dall’Europa che la Russia costituisce una minaccia esistenziale per l’Occidente. Non dobbiamo confermarci vassalli degli Usa e non dobbiamo perdere il filo di un’amicizia antica con la Russia.

La Russia che ha invaso l’Ucraina deve essere nostra amica?

Dobbiamo negoziare la tregua, la pace. E dobbiamo essere noi a proporci nel negoziato. Ma dobbiamo anche vedere il dopo: la Russia è Europa, con la Russia dobbiamo ristabilire relazioni commerciali che sono imprescindibili per la nostra economia.

Lei non ama Bruxelles.

Dire no all’Europa federale. Dire no all’allargamento ad est. Siamo vittime di un effetto ottico mostruoso. Com’è possibile unire un mercato del lavoro dove i salari e le tasse sono così distanti. È dumping, si alimenta un’ingiustizia e soprattutto si ferisce le società degli Stati membri che hanno un sistema di protezione più avanzato ed efficiente. Abbiamo già pagato dazio, basta.

Altri no?

No alla supremazia del mercato sull’uomo. Per esempio: chiusure domenicale dei centri commerciali e dei supermercati.

E ancora no.

No alla maternità surrogata. È aberrante promuovere come diritto l’acquisto di un neonato al mercato della vita.

Fassina, c’è un pizzico di destra nella sinistra che vagheggia.

Invece mi sembra che dobbiamo restituire trasparenza e sincerità alle nostre azioni senza alcuna paura. E dare anche una speranza nel futuro. La sinistra è di popolo o non è.​

La speranza quale sarebbe?

Ne dico una: il crollo delle nascite è indicatore del declino della speranza. La causa primaria non è economica ma è lo smarrimento di senso esistenziale e spirituale.

Dica un’ultima cosa, ma di sinistra perdiana!

Non è sinistra quello che abbiamo detto?

Un’ultima cosa.

Aumentare, fin quasi a raddoppiarli, gli stipendi nella scuola pubblica.

Ora si che si nota il rosso.

Diamine!

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