Scudo penale per gli evasori totali: il blitz di B. è riuscito

Casomai ti prendano, paghi e niente processo. Chi omette o falsifica la dichiarazione o non paga la fa franca

Alla fine il blitz di Forza Italia è riuscito: il condono penale per alcuni reati tributari entra nella legge di Bilancio. Il colpo di spugna del governo sull’evasione è servito. E, a meno di stravolgimenti dell’ultima ora, diventerà legge. La norma, annunciata nei giorni scorsi dal viceministro della Giustizia di Forza Italia Francesco Paolo Sisto, […]

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Alla fine il blitz di Forza Italia è riuscito: il condono penale per alcuni reati tributari entra nella legge di Bilancio. Il colpo di spugna del governo sull’evasione è servito. E, a meno di stravolgimenti dell’ultima ora, diventerà legge. La norma, annunciata nei giorni scorsi dal viceministro della Giustizia di Forza Italia Francesco Paolo Sisto, e letta in anteprima dal Fatto, prevede uno scudo penale per i reati di omesso versamento, omessa dichiarazione e dichiarazione infedele. Ovvero, l’evasione fiscale vera e propria.

Per tutto il giorno, tra il ministero dell’Economia e quello della Giustizia, si sono susseguite riunioni tra Sisto, il relatore di Forza Italia, Roberto Pella, e il viceministro di Fratelli d’Italia, Maurizio Leo. Quest’ultimo ha dato una sponda politica alla richiesta dei berlusconiani di dare un colpo di spugna sui reati fiscali: l’idea era quella di un “perdono” fiscale anche penale per quei reati considerati “formali” che hanno una pena massima fino a tre-cinque anni. Un modo, è la tesi del governo, “per recuperare soldi”. Il principio è chiaro: il cittadino che evade non incorre in processi penali se restituisce tutto il dovuto. L’ipotesi era stata negata più volte dal ministero dell’Economia e da Giancarlo Giorgetti, che domenica sera in commissione Bilancio aveva detto: “Non ci saranno condoni”. Nel maxi-emendamento del governo, in effetti, la norma era stata stralciata. Ieri, però, su pressione di Forza Italia, è ricomparsa sotto forma di emendamento dei relatori: “L’accordo politico c’è” facevano sapere dopo pranzo fonti di maggioranza. Ma la trattativa è andata avanti per tutto il giorno con Giorgetti che ha fatto muro e Forza Italia che non mollava. Alla fine l’emendamento è stato presentato e, spiega chi segue il dossier, dovrebbe passare così com’è con il parere favorevole del governo. Nello specifico la norma, composta da tre commi, prevede l’estinzione del processo per i reati di omessa dichiarazione, omesso versamento, indebita compensazione e dichiarazione infedele (per i dettagli, il pezzo qui sotto). In cambio, però, il cittadino dovrà pagare tutto: in caso di rateizzazione il processo viene sospeso dopo la prima rata e si estingue una volta concluso il pagamento. E la prescrizione continuerà a correre. Una versione più hard rispetto a quella ipotizzata nel fine settimana.

È stato su questo che ieri la maggioranza è andata avanti a litigare per tutto il giorno. Ieri sera, quando questo giornale andava in stampa, era ancora da trovare la quadra sulle riformulazioni di alcune norme: quella sul Pos prevederà un fondo realizzato con i contributi di solidarietà delle banche che vada a coprire un credito d’imposta per le commissioni delle attività che fatturano fino a 400.000 euro. Cambierà anche la App 18enni: potrà usufruire del bonus Cultura solo chi avrà fino a 25 mila euro di Isee e si sta studiando un meccanismo per legarlo ai voti scolastici.

Ulteriori tensioni all’interno della maggioranza. Già nella notte di domenica, mentre Giorgetti elencava gli emendamenti del governo in commissione Bilancio, si è scoperto che ne era stato inserito anche uno che abrogava la norma che innalzava il tetto al contante fino a 5.000 euro: sarebbe stato l’ennesimo passo indietro – clamoroso – dopo quello sul Pos. Giorgetti ha ammesso “l’errore tecnico” di cui “mi prendo la responsabilità”. Ma ieri, per tutta la giornata, in maggioranza è tornata la caccia alla “manina” del Mef che aveva inserito la norma “a tradimento”, non a caso dopo il richiamo della commissione Ue sull’evasione. Tant’è. si fa notare in maggioranza, l’emendamento era stato bollinato dalla Ragioneria generale dello Stato. I complottismi si sprecano. E i tempi si allungano: i partiti trattano sui 200 milioni a disposizione, 100 andranno alla maggioranza e altri 100 all’opposizione. Pd e M5S denunciavano il “caos” in maggioranza.