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Tengo famiglia (politica): Italia divisa in 16

Trenta domande - Il test-gioco di Cluster17 per “Il Fatto” . Oltre la sinistra e la destra, le opinioni degli italiani divisi per gruppi valoriali: Paese frammentato

Di Salvatore Cannavò
21 Settembre 2022

L’analisi è stata realizzata dalla società Cluster17 diretta da Jean-Yves Dormagen. L’obiettivo, ci dice quest’ultimo, è “capire come è strutturata la domanda elettorale”. Tramite 30 domande sono così stati individuati i gruppi o “famiglie politiche” che condividono un sistema di valori e che corrispondono ai grandi segmenti politico-ideologici. Il test, a cui si può partecipare sul nostro sito ilfattoquotidiano.it, è stato già applicato tra il 3 e il 5 settembre a un campione rappresentativo della popolazione e ha fornito le percentuali delle diverse famiglie che non corrispondono ovviamente ai partiti (il totale fa 101% per via di alcuni arrotondamenti dei decimali). Sono emersi anche i maggiori temi divisivi: migranti, Ue e euro; la redistribuzione della ricchezza; i valori cristiani e la laicità.

Di seguito i 16 gruppi individuati che vanno oltre la classica divisione sinistra-centro-destra. Come si collocheranno il 25 settembre farà la differenza.

A SINISTRA

I PROGRESSISTI-RADICALI

Costituiscono i battaglioni determinati della sinistra culturale: la loro fibra sociale tinta di anticapitalismo va di pari passo con un progressismo radicale su tutte le questioni sociali: pro-migranti, pro-Lgbt, molto femminista ed ecologista. Sono spesso delusi e persino preoccupati dall’evoluzione della politica italiana. Dividono il loro voto tra l’estrema sinistra, il Pd e il M5S senza essere pienamente convinti dell’offerta proposta loro. Costituiscono il 6% della popolazione, secondo la ricerca

I SOCIALDEMOCRATICI

Appartengono alle élite culturali del Paese e molto spesso hanno una formazione universitaria. Sono molto progressisti sulle questioni sociali e amano la moderazione, il pragmatismo e la competenza su tutte le altre questioni. Sono preoccupati per l’ascesa del populismo e dell’autoritarismo. Al contrario, sono legati alla democrazia parlamentare e all’Ue. Sono attratti dai partiti moderati di sinistra e di centro. Sono il 7% della popolazione

I CRISTIANi SOCIALI

Questo gruppo, composto da persone piuttosto anziane e benestanti, è legato a un cristianesimo tollerante, che valorizza la solidarietà e il rispetto reciproco. Condividono molti valori comuni con la sinistra moderata: solidarietà con i migranti, rispetto dei diritti individuali, sostegno ai più poveri, attaccamento all’Ue e parlamentarismo. Sono uno dei pilastri del centro-sinistra italiano. 5% della popolazione

AI CONFINI DELLA SINISTRA

GLI ANTISISTEMA

Spesso sono giovani e disillusi, con un’istruzione breve e appartengono alle classi medie e lavoratrici. Sono poco religiosi, vivono spesso nel Centro e nel Sud del Paese e sono molto attenti alle politiche sociali e alla ridistribuzione economica. Progressisti sulle questioni sociali, sono molto ostili alla “casta”. Per loro la vera divisione non è tra destra e sinistra, ma tra il popolo e le élite. Quando non si astengono, votano soprattutto per il M5S e in misura minore per la sinistra. 7% della popolazione

FUORI L’ASSE SINISTRA-DESTRA

I MODERATI

Vivono soprattutto nel Centro e nel Sud del Paese e sono spesso artigiani, commercianti, dirigenti d’azienda o membri di professioni qualificate. Di cultura cattolica, adottano posizioni moderate sui grandi temi che dividono l’Italia e sono europeisti. Dal punto di vista economico, sono liberali e ostili alle tasse. Dal punto di vista politico, non esiste un’offerta che corrisponda pienamente a loro, quindi tendono a disperdersi tra le forze moderate di centro, della sinistra e della destra. 8% della popolazione

I MERIDIONALISTI

Vivono soprattutto al Sud, sono generalmente religiosi, piuttosto anziani e appartengono alle classi lavoratrici. Il loro sistema di valori è orientato dal cattolicesimo sociale che li spinge a stare dalla parte dei più deboli: immigrati, carcerati, poveri. Sono favorevoli agli aiuti e alla ridistribuzione sociale, anche tra Nord e Sud. Ma hanno anche tendenze anti-sistema che li portano a diffidare dell’Unione europea e della “casta” e a preferire un forte presidenzialismo in sostituzione del sistema parlamentare. Sono stati una delle basi del M5S, ma a volte votano Pd o Forza Italia. 6% della popolazione

I NAZIONAL-POPOLARI

Si tratta di un gruppo abbastanza giovane, composto da molti operai e impiegati. Vivono spesso in centro e sono in gran parte decristianizzati. Tra questi, alcuni ricevono il Reddito di cittadinanza. Sono piuttosto progressisti sulle questioni sociali e molto attenti ai diritti dei lavoratori e alla redistribuzione economica. Sono anche anti-sistema, favorevoli all’uscita dall’euro e a un forte regime presidenziale. Infine, sono ostili all’immigrazione. Poco interessati alla politica, sono più astensionisti della media. Hanno votato molto per il M5S, ma ora sono attratti anche da FdI. 5% della popolazione

I PRO-BUSINESS

Tendenzialmente sono giovani, spesso studenti, imprenditori o dipendenti del settore privato. Credono nei valori privati e sono ostili alla burocrazia e al “troppo Stato”. Per loro, l’Italia trarrebbe vantaggio dall’essere gestita come un’azienda. Preferirebbero un presidente forte, in grado di gestire “l’azienda Italia” come un imprenditore, a un regime parlamentare che considerano inefficiente. Dal punto di vista politico, erano molto favorevoli a Berlusconi e a Forza Italia. Oggi sono un po’ più propensi a dividersi tra centro-sinistra e centro-destra. 7% della popolazione

I QUALUNQUISTI

Spesso sono giovani, hanno poche qualifiche e appartengono alle classi lavoratrici e medio-basse. Hanno uno scarso interesse per la politica e molto spesso sono astenuti. Non hanno un’opinione sulla maggior parte delle questioni politiche o economiche. Tuttavia, sono piuttosto ostili agli stranieri e all’arrivo dei migranti. Politicamente, quando votano, tendono a votare per il M5S e, ancor più, per la destra. 11% della popolazione

A DESTRA

I CONSERVATORI MODERATI

Quasi sempre credenti, sono anche spesso anziani, raramente hanno frequentato l’università e appartengono alle classi medie della penisola. Non si riconoscono nelle più recenti trasformazioni del Paese e deplorano l’arrivo dei migranti, la messa in discussione della famiglia cristiana e la banalizzazione dell’omosessualità. Sono anche ostili al welfare, soprattutto a una misura come il Reddito di cittadinanza. Dal punto di vista politico, costituiscono l’ala conservatrice del centro-destra e potrebbero identificarsi con le posizioni sui valori di FdI. 5% della popolazione

GLI ANTI-ASSISTENZIALISTI

Spesso appartengono alle classi benestanti e anziane del Nord e sono una componente delle élite economiche del Paese. La maggior parte di loro non è solo credente, ma spesso, anche più della media, frequentatrice di chiese. Tuttavia, non sono particolarmente conservatori sulle questioni sociali. D’altra parte, si tratta di un gruppo molto legato al “valore del lavoro” e molto contrario agli aiuti sociali – Reddito di cittadinanza, aiuti al Mezzogiorno – così come alle tasse e ai vincoli di ogni tipo che gravano sulle imprese. Dal punto di vista politico, le loro preferenze sono chiaramente orientate a destra. Ma sono anche sensibili ai discorsi di Azione e Italia Viva. 5% della popolazione

I TRADIZIONALISTI

Sono benestanti, spesso anziani e di solito risiedono al Nord. Sono un gruppo religioso, ma anche praticante. Per loro l’identità dell’Italia si confonde con i valori del cristianesimo. In economia, sono piuttosto liberali e anti-assistenziali. Ma è anche un gruppo ostile a qualsiasi grande sconvolgimento, che tiene alla stabilità del sistema politico e al mantenimento dell’Italia nell’Ue. I loro valori culturali e l’orientamento economico li portano a votare massicciamente per la coalizione di centro-destra di cui sono uno dei pilastri più forti. Dopo aver votato in gran numero per la Lega nel 2018, quest’anno sembrano essere attratti da FdI. 5% della popolazione

GLI EUROSCETTICI

Si tratta di un gruppo piuttosto femminile, che comprende molti operai e impiegati con poche qualifiche. Sono molto legati al cristianesimo. Questo è il gruppo che più si oppone all’adozione da parte delle coppie omosessuali. Sono anche molto ostili all’immigrazione e alla presenza di stranieri. Ma è la loro opposizione al sistema e in particolare all’Ue che li caratterizza meglio: il 94% vuole uscire dall’euro. È in questo gruppo che Italexit otterrà il maggior numero di voti. Ma la maggioranza voterà per il centrodestra e soprattutto per Lega e FdI. 7% della popolazione

I NORDISTI

Come suggerisce il nome, si tratta di un gruppo in cui quasi tutti i membri vivono al Nord. I Nordisti sono principalmente operai e impiegati con redditi modesti. Sono inoltre caratterizzati da una generale mancanza di fede. Difendono il valore del lavoro, ma sono molto ostili a tutte le forme di assistenza che considerano a vantaggio degli stranieri e dei meridionali. Sono radicalmente ostili ai migranti. Vogliono anche ordine e autorità. Non molto politici, tendono ad astenersi più della media. Per molto tempo hanno votato soprattutto la Lega. Ora propendono per FdI. 6% della popolazione

GLI AUTORITARI

Spesso donne, questo gruppo comprende molti artigiani, piccoli negozianti, piccoli padroni, ma anche dipendenti. Molto presenti al Nord e al Centro, appartengono soprattutto alle classi medie di età superiore ai 50 anni. Sono entrambi contrari all’assistenza e favorevoli a tassare i più ricchi. Sono molto ostili ai migranti e all’Unione europea. Ma ciò che li caratterizza maggiormente è una fortissima richiesta di ordine: sono per il ripristino della pena di morte, diffidano del parlamentarismo e sono per un forte regime presidenziale. In gran parte favorevoli alla Lega nel 2018, è probabile che quest’anno si dividano tra il Carroccio e FdI. 5% della popolazione

GLI IDENTITARI

Si tratta soprattutto di uomini, generalmente piuttosto anziani, con un basso livello di istruzione, ma con un reddito superiore alla media. Sono uno dei gruppi più religiosi e religiosamente attivi in Italia. Gli identitari rifiutano radicalmente la presenza di stranieri e ogni forma di multiculturalismo. Sono molto legati all’identità dell’Italia, che per loro può essere solo cristiana. È uno dei gruppi più conservatori, che dà maggior valore all’ordine e alla stabilità. Di conseguenza, sono molto meno anti-sistema di altri segmenti della destra radicale. Dato il loro sistema di valori, gli identitari offrono i loro voti alla destra e, in particolare, alla Lega e FdI. 6% della popolazione.

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